Che ne sarà della presentazione delle “liste” alle prossime Amministrative ed in generale del futuro del Movimento?

Lo scontro tra Grillo e Conte più in alto non poteva arrivare. Conte per ottenere lo scettro del Movimento ha bisogno di utilizzare il simbolo “MoVimento”, che è di proprietà di Grillo, che non intende concederglielo e pare che per tale diniego Conte mediti di fondare un proprio partito. Conte, da sempre leader in pectore di 5Stelle, ha bisogno, come dicevamo, di tale simbolo accompagnato dalle famose 5Stelle, mai come adesso senza luce propria, per le quali Grillo detiene un coltello dalla parte del manico che non vuole proprio mollare. Per Conte – che dopo la vittoria su “Rosseau” pensava di avere la strada spianata per appropriarsi della creatura del comico genovese – si profila un percorso fortemente accidentato. Proprio per avviare il percorso “amministrative” è altamente necessario da parte del Professore ricucire con il Grillo la profonda ferita con un “faccia a faccia”, sapendo Conte che l’Elevato è per lui un nemico pericoloso. Grillo sa anche lui che la partita è complicata e che attualmente il Movimento è letteralmente spaccato. Gli eletti al secondo mandato, infatti, sono schierati con Conte e quelli al primo mandato con Grillo. Il pomo della discordia ha a che fare principalmente con l’impianto della riforma ideata da Conte che vede Grillo come un “padre nobile” e non come “l’Elevato” e che a norma dell’attuale Statuto il Grillo conserva il potere intangibile di decidere cosa è bene e cosa è male per la sua creatura. I tanti appartenenti ai 5Stelle sottolineano, a dispetto delle idee di Conte, che non è possibile marginalizzare il ruolo di chi ha portato avanti un progetto che peraltro ha messo in piedi con grande impegno. Inoltre, il comico, non accetta l’eccessivo accentramento dei poteri nelle mani di Conte che si è fatto uno Statuto per lui. La partita che è tutta da giocare è estremamente difficile. E’ evidente che l’attuale bersaglio di Grillo è Conte ed il bersaglio di Conte è Grillo ed andando avanti di questo passo il Movimento, che contava tantissimi parlamentari, alle prossime elezioni rischierà di possibilmente di ridursi ai minimi termini. Conte, che da Grillo a suo tempo ha ricevuto l’investitura, ha pensato ai pieni poteri che avrebbe avuto, non comprendendo che gli stessi non piovono dall’alto, non rendendosi peraltro conto delle “emozioni” che ha provato l’Elevato quando ha capito che i fini divergevano e che Conte con i suoi regolamenti lo voleva accantonare. Alla fine è possibile che sullo Statuto, con gli interventi dei pontieri, si possa trovare un accordo, ma se per tale ritrovata intesa i due contendenti si dovessero notevolmente indebolire, certamente non nascerebbe una forza come valore aggiunto, ma una scontata debolezza, tale da far diventare pura memoria il Movimento che fu, orbo anche dei 5 Stelle.

di Salvatore Randazzo