Renzi, allo stato, non dispone di un nuovo Cavour

Di Salvatore Randazzo

E’ dai tempi di De Gasperi che l’Europa non ha prestato concreto ascolto ad alcun Presidente del Consiglio Italiano e, piaccia o no, solo Matteo Renzi ha fatto recentemente sentire il peso dell’Italia in Commissione che peraltro continua ad assumere nei confronti del nostro Paese una posizione insostenibile. Attualmente l’Italia non chiede soldi ma vuole che le spese sostenute per i rifugiati siano escluse dalle cifre su cui si applicano le regole europee sui conti pubblici. Juncker però non vuole fare passi indietro e l’Italia deve insistere. L’Unione non può comunque pensare d’imporre agli Stati membri la politica del “decimale”, ignorando i grandi problemi che travagliano il Vecchio Continente. E’ dunque necessario che le Istituzioni Europee prendano in mano le redini del loro futuro. E’ doveroso che i Capi di Governo che ci rappresentano in Europa agiscano da statisti e non da scalda poltrone. Se l’Europa non sarà capace di affrontare i veri grossi nostri problemi, fra qualche anno quelle Istituzioni potrebbero sparire, con grave danno per tutti gli abitanti europei. Certo bisognerebbe cambiare i “trattati” per aggiornarli ai tempi ed alla dimensione della nuova Europa, ma per adesso è impossibile, le opinioni dei diversi abitanti del Continente non lo permetterebbero e dunque la strada da percorrere è quella di avanzare nell’integrazione europea, nel quadro costituzionale attuale, provando a rilanciare  lo spirito originario perché l’Unione sia sempre più integrata. Certamente l’Italia, che non deve come in passato rimanere assente nelle Istituzioni europee che contano, non può pensare di ottenere flessibilità ed altro solo picchiando il pugno sul tavolo. Non bastano le dichiarazioni di principio di Renzi. L’Italia sta per uscire dal tunnel ma non è per importanza il secondo Paese d’Europa. Lo sappiamo noi ed anche gli altri che proprio per questo ci danno poco ascolto. Continuiamo invece concretamente la politica delle buone riforme. Ammoderniamo il Paese attanagliato dalle mafie, dalla corruzione, dalla cattiva burocrazia, dall’insostenibile carico fiscale e dal forte debito pubblico e solo allora diventeremo credibili, solo allora saremo ascoltati, solo allora otterremo. Inoltre per “attaccare” la Commissione, non ci si può recare mostrando soltanto i muscoli. Dobbiamo dotarci di una mirata e concludente strategia volta a creare alleanze in seno all’Unione. Il pur bravo Renzi ha bisogno di un “Cavour” che attualmente non c’è e se ne sente la mancanza. Oggi, come siamo messi, certamente molto meglio dei Governi precedenti, non possiamo da soli smontare l’asse franco-tedesco, ne possiamo pensare di portare dalla nostra parte l’Inghilterra di Cameron che preferirà sempre di stare assieme a Berlino e Parigi. Oggi l’Italia si deve ancora rigenerare e moralizzare sostenendo la sua parte, anche in modo virile, in Europa e però pensando fortemente che il Vecchio Continente non è la nostra controparte. Siamo tutti Europei.