Sono gli esodati, che ancora attendono una riforma alla legge Fornero. La Giunta Errante ha deciso di differenziare i benefici dai contributi economici, chiedendo anche a coloro che li ricevono di mettersi a disposizione del Comune per svolgere alcuni compiti
di Marianne Perez Lopez
L’emergenza sociale, soprattutto quando coinvolge un numero crescente di famiglie, va affrontata con politiche attive, con iniziative che allarghino il bacino di coloro che hanno il diritto ad essere aiutati. E così la Giunta comunale, su proposta dell’Assessore ai Servizi alla persona Antonio Saccinto, ha deciso di aggiornare i criteri per la concessione di contributi e benefici economici. In particolare si è cercato di dare una risposta alle persone che hanno oltre 55 anni, fino ad ora escluse da qualsiasi beneficio, e le famiglie dove è presente un solo genitore, con i propri figli. La decisione di allargare il bacino dei soggetti che possono chiedere un aiuto economico al Comune nasce dall’analisi non solo della situazione economica e Sociale della città, ma anche dei problemi riscontrati nella popolazione dai Servizi Sociali. L’aiuto potrà essere erogato come beneficio o contributo economico, buono alimentare o prestazioni di lavoro accessorio. «Abbiamo deciso di introdurre nuovi criteri – sottolinea il Sindaco Filippo Errante – perché pensiamo sia fondamentale attivare un welfare responsabile. Infatti, quando l’Ente dà un contributo – aggiunge il Sindaco – riteniamo sia corretto chiedere, se la persona non ha disabilità, qualcosa in cambio per la città». Chi riceverà gli aiuti economici potrà essere chiamato a collaborare con il Comune per lo svolgimento di attività e servizi in ambito sociale, culturale, educativo e di gestione del verde pubblico, con la garanzia della copertura assicurativa. «Il nostro tentativo – evidenzia l’Assessore ai servizi alla persona Antonio Saccinto – è rispondere a bisogni reali dei cittadini, coprendo un grave vuoto legislativo. In particolare, ci riferiamo ai nuclei con coppie separate dove un genitore è costretto a gestire i propri figli, spesso a loro affidati, e le spese di casa da solo. Inoltre, abbiamo voluto includere gli ultra cinquantacinquenni, che fino ad ora erano aiutati solo se invalidi. Invece, noi abbiamo pensato a quegli esodati – prosegue l’Assessore Saccinto – che la legge Fornero e il Governo Monti hanno creato e che l’attuale presidente del Consiglio Renzi ha completamente dimenticato».
È stato inoltre introdotto il requisito di residenza a Corsico da almeno 5 anni per ottenere un contributo economico, per usufruire dei buoni alimentari e per le possibili prestazioni di lavoro accessorio. Un criterio, comunque che sarà adottato per le nuove situazioni prese in carico dai servizi sociali e non riguarderà coloro che ne stanno già usufruendo e coloro che, su verifica attenta e puntuale da parte dei servizi sociali, usufruiranno di benefici economici intesi come modifiche della partecipazione delle famiglie ai costi dei servizi a domanda individuale. «Purtroppo – precisa l’Assessore ai servizi alla persona – dal Governo Monti in poi è cresciuta la pressione fiscale sui cittadini, anche quella locale per effetto della riduzione continua dei trasferimenti. Quindi ci sembra giusto considerare in modo differente coloro che versano da più tempo i tributi per i servizi che vengono garantiti dal nostro Comune. Da qui – dice Antonio Saccinto – la decisione di introdurre il criterio del quinquennio di residenza. Un meccanismo ampiamente adottato anche in Europa da molti sistemi di welfare. Ultimo, in ordine di tempo, è quello annunciato da David Cameron, premier del Regno Unito».
