Solo la matematica lascia una piccola speranza al Trezzano

Il Trezzano entrerà nei playoff di Eccellenza? La classifica (al momento) condanna i gialloblù, mentre solo la matematica lascia ancora qualche certezza. Ad una giornata dal termine del girone A, infatti, la compagine del Naviglio occupa il quinto posto in classifica, a quota 45 punti. Una posizione, che sulla carta garantirebbe i playoff, ma a rompere i sogni di gloria c’è il Legnano. I lilla, infatti, secondi con 56 punti, hanno ben 11 punti in più del Trezzano. Se i giocatori del tecnico Alberto Abbate vorranno centrare l’obiettivo, dovranno vincere nell’ultima giornata contro la Sestese e sperare in un passo falso del Legnano (contro il Tradate). Solo un distacco sotto i 9 punti, infatti, permetterebbe di qualificarsi ai playoff. «Se accadesse, sarebbe il secondo anno consecutivo – commenta amareggiato il vice presidente Costantino Sessa-. Questi ragazzi, per l’impegno e il cuore che ci hanno messo, li meritano. La matematica non ci condanna ancora e ci proveremo fino alla fine». In queste ultime gare del campionato i ragazzi del presidente Testori hanno affrontato avversari di grande livello come la capolista Varese e la seconda forza Legnano. In questi match il Trezzano non ha mai avuto a disposizione tutta la rosa titolare perché mancavano giocatori del calibro di Torrisi, Cozzi e Colombo. Nella dodicesima giornata di ritorno del campionato (giocata il 10 aprile) partita di alto livello per i gialloblù. A Varese, infatti, la compagine del Naviglio ha affrontato la capolista del girone A. Nonostante il ko per 4-0, l’ambiente gialloblù è stato molto sereno dopo il match: «Per noi è stato un grosso onore giocare una gara del genere – sottolinea il tecnico Alberto Abbate -. Loro avevano voglia di rivalsa contro di noi perché non avevano mai vinto, ma anche noi abbiamo affrontato il match con la mentalità giusta. Li rispettavamo, ma non abbiamo mai avuto timori reverenziali nell’affrontarli. Purtroppo le tante assenze nella formazione titolare hanno pesato sul risultato finale». La nobile decaduta dalla serie B, che viaggia spedita verso la promozione, è un autentica schiaccia sassi. I numeri dei biancorossi, prima del match contro il Trezzano, non davano scampo: striscia positiva di 14 vittorie consecutive, 25 punti di vantaggio sul Legnano secondo in classifica, Marrazzo leader dei cannonieri con 31 reti; ma i numeri non fanno vincere le partite, molto può fare il cuore e quello mostrato dai ragazzi della Naviglio nelle due gare precedenti contro il Varese (2-2 in Coppa Italia, e 1-1 nella gara d´andata) hanno detto che nulla era precluso alla vigilia del match. Soprattutto i due pareggi dimostrano che i gialloblù sono stati la bestia nera dei varesini. La prima volta nella fase a gironi di Coppa Italia il Varese per ben due volte recuperò il doppio svantaggio con Viscomi e Marrazzo. Anche in campionato, nella sfida casalinga del campo “Vigor” dello scorso 22 novembre, il Trezzano, dopo il vantaggio di Corona, venne recuperato dai biancorossi. Contro il Legnano, invece, la settimana successiva per la tredicesima giornata di ritorno, nonostante i gialloblù giocassero in casa, alla fine sono passati i lilla per 4-1: «Abbiamo giocato quasi tutto il match in superiorità numerica – ricorda Sessa -. Nonostante questo, le assenze hanno comunque pesato e alla fine sono passati loro. Contro la Sestese daremo il 110%». La compagine del Naviglio nel girone di ritorno ha completamente cambiato registro e per questo è entrata in zona playoff: «Il girone di andata è andato male rispetto alle attese – ricorda il ds Tullio Rea -. E’ mancata, soprattutto, la concretezza sotto porta. Abbiamo sbagliato troppo. Inoltre i 10 pareggi consecutivi che abbiamo ottenuto sottolineano la difficoltà del momento che abbiamo vissuto. Quando i risultati non arrivano, è normale sentirsi in discussione. Adesso, invece, andiamo spesso in rete e non solo con tutti gli attaccanti, ma anche con i centrocampisti e difensori. Questo vuol dire che la squadra gioca bene e fa girare la palla. Le qualità in formazione non sono mai mancate e lo stiamo dimostrando».

di Lorenzo Pardini