Il “potere”, qualunque “potere” se ne faccia una ragione

L’art 21 della nostra Costituzione recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. La Stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. La libertà di stampa è una delle garanzie che uno Stato di diritto deve assicurare ai cittadini. Un uomo è tale in quanto, principalmente, pensa e può dunque dire, dialogare e dunque comunicare. Qualunque cittadino di questo nostro Paese in cui tale diritto, grazie ai nostri padri costituenti, viene riconosciuto, deve gioire tutte le volte che un nuovo giornale nazionale e/o locale vede la luce, di qualunque pensiero sia portatore, in quanto proprio il pensiero è l’embrione della cultura ed un popolo senza cultura non vive. Questa grande ricchezza rappresentata dalla stampa libera è compresa dai cittadini e non sempre, purtroppo, dai potenti.
Colui che scrive, che comunica, che sente la forza e l’importanza che gli riviene dal proprio ruolo, non si fa intimidire dal “potere”. Sa che è un suo diritto/dovere poter comunicare e segue la sua strada maestra: Raccontare ai lettori le notizie di cui viene a conoscenza, diffondere ………….. il sapere. Si perché la ricchezza di un popolo si racchiude principalmente nel sapere e dunque non più “panem et cicensis”, che in tante occasioni piace al “potere”, ma onesta informazione. Questo giornale locale non si è sottratto, non si sottrae e non si sottrarrà mai al dovere che ha d’informare, anche quando riceve ingiustificati insulti più o meno velati. Non si lascia intimidire. Sempre con garbo, con educazione e con determinazione racconta puntualmente le notizie di cui viene in possesso e non solo, ma da sempre rappresenta, per espressa volontà del suo fondatore, Nicola Mernone, il luogo “DOVE TUTTI HANNO VOCE”. Tutti coloro, dunque, che non potrebbero averla, perché deboli di fronte al “potere”, possono sempre, con garbo ed educazione, qui rappresentare le loro istanze. Il “potere”……….. chi è costui? Il “potere” che poi in tante occasioni viene “eletto” dai cittadini, dimentica la propria origine e vuole mettere la museruola a chi ha il diritto di non averla. Viene da pensare che tale voglia di silenzio da parte del “potere” sia figlia della mancanza di cultura di chi dovrebbe invece averla, di chi ha paura del confronto.
Recentemente è successo un episodio che ci dispiace. Il giornale è stato accusato di aver pubblicato un articolo, senza rendersi conto che l’autore dello stesso “faceva da megafono a chi ha interesse a diffondere notizie false”. Sgombriamo il campo. Molto semplicemente l’autore dell’articolo è  lo scrittore Giorgio Villani, persona che chi scrive stima per la sua onestà intellettuale, che al suo attivo ha molte pubblicazioni anche su Trezzano. Villani ha semplicemente scritto, questo è il senso dei suoi testi, di essere venuto a conoscenza che “sono stati depositati più esposti presso la Procura della Repubblica di Milano che si riferiscono ad atti deliberativi della Giunta Municipale, due di questi riguardano l’assegnazione di appartamenti requisiti alla mafia”. Precisando il Villani che “spetta alla Magistratura stabilire se aprire o meno un fascicolo”. E’ dunque una notizia, niente altro che una seria notizia. Ma chi scrive si chiede quale cittadino residente a Trezzano, dotato del normale buon senso, se a fronte di tale informazione non si debba preoccupare. Come si sa, infatti, Trezzano è un Comune che negli ultimi venti anni è stato commissariato per gravi fatti 4 volte, che per tali comportamenti ci sono stati moltissimi arresti di Amministratori pubblici e Funzionari del Comune e per tali motivi si è reso unico nella Regione da costringere i Magistrati a definirlo “sistema trezzano”. Villani da trezzanese, prima che da giornalista, si è molto preoccupato e nell’articolo ha affermato: “No non ci voglio credere” ed al riguardo chi scrive ritiene che nessun trezzanese si augura che ciò possa essere vero, ma gli esposti sono veramente in………….. Procura ed il nodo è lì da sciogliere. Il Responsabile della cosa pubblica trezzanese, se certo, come speriamo, della regolarità del proprio operato, nell’interesse del buon nome dell’Amministrazione, della tranquillità dei cittadini trezzanesi e di chi ha scritto l’articolo, avrebbe dovuto dichiarare, per pura trasparenza amministrativa, che gli atti di cui agli esposti erano stati formalizzati dall’Amministrazione comunale nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Ed invece non ci risulta che alcuna dichiarazione sia stata formalmente rilasciata dall’Autorità Comunale. Al contrario, proprio al riguardo, nel Consiglio Comunale del 28 aprile 2016, Villani è stato beffeggiato ed insultato. La trascrizione del Verbale di quel Consiglio, a disposizione di tutti i cittadini, ne dà amara testimonianza ed anche i responsabili del PD e del “movimento fratello” non si sono risparmiati in tal senso. Non possiamo non chiederci, ce lo consenta il Presidente del Consiglio, come mai lo stesso non sia intervenuto, permettendo che il giornalista Giorgio Villani e Dario Mernone, editore della testata del Corriere del Sud Ovest Milanese, cittadini entrambi trezzanesi, peraltro assenti, siano stati maltrattati liberamente ed a più riprese da alcuni componenti della maggioranza consiliare. Avremmo capito le critiche, in quanto la verità non piace, ma l’insultare e/o il ridicolizzare non dovrebbe trovare accoglimento in una assemblea pubblica. Ci chiediamo se un Comune che celebra la “legalità”- che è un valore giuridico ed etico-, possa ritenere che sia “secondo legge” insultare e denigrare, proprio peraltro in una assemblea di Consiglio, dei liberi cittadini che per loro professione danno delle notizie. Che sia corretto che tali esponenti della Maggioranza consiliare, per tale semplice operato di loro comodo, possano ritenere colpevoli costoro e non controllano se invece hanno LORO operato bene o male, dandone immediata e rassicurante notizia alla cittadinanza. Sapendo costoro che chi sbaglia, anche se in buona fede come sostiene il Sindaco, magari con delle dovute attenuanti, gli errori lo stesso li commette.

Riportiamo solo alcuni passi per i nostri lettori:

Il Sindaco ha così esordito: “Il Presidente vi ha inviato un articolo apparso su, adesso non so come definirlo………. però su un organo di stampa, se si può dire………… (il Sindaco si rivolgeva ad un suo Consigliere per l’assenso) no non si può dire neanche questo…….. comunque sull’ultimo numero del Corriere del Sud Ovest…………….. (è chiara la ridicolizzazione della testata), dove secondo me non c’è neanche una notizia……… ma diffonde il seme del dubbio……. ma a questo metodo non ci stiamo”. Ha poi aggiunto che da tempo pensa che qualcuno voglia delegittimarlo. Di ciò avrebbe fatto bene a parlarne per tempo con i cittadini. Noi lasciamo che ciascuno dei lettori faccia il proprio commento. Abbiamo sopra scritto quanto la notizia sia stata chiara, siamo certi invece che tale notizia non sia piaciuta anche se quella notizia è vera: Gli esposti infatti sono stati veramente depositati in Pretura e però proprio dal Sindaco aspettiamo di sapere e questo lo aspettano tanti cittadini, se quegli atti di cui si parla negli esposti siano stati formalizzati secondo legge dal Comune di Trezzano. Un altro Consigliere di maggioranza ha affermato: “io considero questa roba che è stata scritta perché non è un articolo e non è un giornalista………….. se un collega si fosse presentato con un articolo del genere lo avremmo preso a calci nel sedere e lo avremmo sbattuto giù dalle scale”. Un altro Consigliere di Maggioranza ha dichiarato che l’articolo “assomiglia ad una pagina di gossip e che si sente indignato”. I Segretari del PD e del “movimento fratello”, rincarando la dose, hanno dichiarato che quell’articolo “rappresenta l’ennesimo tentativo d’infangare l’immagine della Giunta usando Villani, collaboratore di un periodico locale che si sarebbe prestato a fare da megafono a chi ha l’interesse a diffondere notizie false e scandalistiche, invitando inoltre il Corriere del Sud Ovest a non pubblicare articoli ad occhi chiusi”.
Che dire? Alla classe politica trezzanese di sempre non piace che si sappia la notizia ed a furia di tentare d’impedire di saperla, da sempre Trezzano viene però male amministrata ed i cittadini si accorgono dopo di ciò che di male hanno prima fatto coloro che hanno amministrato. Costoro che amministrano adesso non assomigliano molto a coloro che li hanno preceduti ma, di fatto, nei due anni in cui hanno governato non hanno, nel modo dovuto, pensato a realizzare progetti per ottenere finanziamenti europei per realizzare interventi infrastrutturali di cui il territorio da sempre ha tanto bisogno. Non hanno razionalizzato secondo dottrina la struttura comunale, non hanno con la dovuta qualificazione professionalizzato le risorse umane creando, come recita la dottrina, spesa improduttiva, togliendo pertanto risorse alle opere che sarebbero da eseguire e così le strade rimangono non strade, l’illuminazione a tratti è votiva, il degrado aumenta e così via di seguito. Spiace purtroppo ma ciò vede chi gira il territorio. L’Amministrazione pensi ad operare bene e non abbia paura della Stampa che è

RICCHEZZA. VALORE E CONQUISTA DELLA DEMOCRAZIA

Di Salvatore Randazzo