IL CALCIO LOCALE DEL SUD OVEST MILANESE

Oreste Testori, Salvatore Davenia e Costantino Sessa

TREZZANO E GAGGIANO: ECCO LA FUSIONE

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di Lorenzo Pardini

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Oreste Testori, Salvatore Davenia e Costantino Sessa

Oreste Testori, Salvatore Davenia e Costantino Sessa

E’ nata la ASD Accademia Gaggiano Team

L’unione fa la forza. Il Trezzano Calcio, in quest’ultimo periodo in forti difficoltà economiche, per sopravvivere e far fronte al prossimo campionato d’Eccellenza 2017-18, ha trovato l’accordo definitivo che sancirà la fusione con il club Asd Accademia Gaggiano Calcio. Questo accordo è stato formalizzato lo scorso martedì 20 giugno, quando la documentazione necessaria è stata ratificata presso la L.N.D. (Lega Nazionale Dilettanti, ndr), rendendo così ufficiale il via alla neonata società sportiva A.S.D. Accademia Gaggiano Team. «Sono felicissimo di aver salvato il Trezzano Calcio ed avergli dato un futuro certo – le prime parole emozionate dell’ex numero uno Costantino Sessa -. Purtroppo la situazione era diventata molto difficile, soprattutto dal punto di vista economico e finanziario, e questa è stata l’unica soluzione che abbiamo trovato nel più breve tempo possibile». Per la normale gestione del mondo gialloblù servivano almeno 270mila euro l’anno: Sul bilancio pesavano oltre i normali costi di gestione, anche l’affitto dei campi di via Don Casaleggi, di proprietà della parrocchia di Sant’Ambrogio, e le utenze di competenza comunale. A questo proposito si era ipotizzato di trasferire la Società al campo Fabbri, ma è evidente che le trattative con l’Amministrazione Comunale non sono andate a buon fine. Né sponsor, né vendita di biglietti, né contributi di dirigenti e appassionati riuscivano a mettere insieme quella cifra. Senza l’intervento di nuovi investitori o delle Istituzioni locali, la cessione è stata obbligata: «Una cosa brutta, un dramma» come ha definito Luciano Tocchi, per vent’anni mentore dell’Ac Trezzano. L’unico a venire incontro a Costantino Sessa è stato Don Franco, il reggente locale del campo di calcio di via Don Casaleggi, disponibile ad abbassare il canone di affitto. Per il resto l’Amministrazione Comunale non si è mossa: «Diciassette squadre ai vari livelli, quasi trecento giovani praticante, una prima squadra nel campionato d’Eccellenza – continua l’ex numero uno – sono spariti via nel giro di poche settimane. Da anni eravamo impegnati nel solo obiettivo di creare aggregazione e associazionismo qui sul territorio, oltre a seguire il nostro amore incondizionato per il calcio». Il caso dei gialloblù non è l’unico: «In questi anni tante società della zona sono fallite, come ad esempio il Corsico o il Cesano Boscone – prosegue Sessa -, mentre altre, per sopravvivere, sono state costrette alla fusione. Purtroppo il calcio semiprofessionistico viaggia sempre sul filo del rasoio». Le ragioni economiche hanno una loro logica, ma anche quelle sociali. Negli anni Novanta, Trezzano sul Naviglio aveva quattro squadre di calcio, oggi non ne avrà più nemmeno una. Con la cessione del sodalizio gialloblù nel Gaggiano saranno inglobati parte dei giocatori della prima squadra e la juniores. Checchi e Monetti faranno parte della nuova squadra, mentre l’ex capitano gialloblù Fabio Filadelfia non giocherà nell’Asd Accademia Gaggiano Team. «Dopo la fusione mi sono incontrato con i vertici per capire il futuro – commenta Filadelfia -. Sono stato molto legato ai colori gialloblù, perché per me Trezzano è stata come una seconda casa, ma purtroppo la mia avventura è finita». Per quanto riguarda il futuro del settore giovanile del Trezzano, Paolo Vaccarello, ex Amministratore Delegato dei gialloblù, ha creato una nuova società, la Acd Nuova Trezzano, imperniata solo sul settore giovanile, senza prima squadra, e che darà la possibilità ai calciatori in erba di poter giocare al campo comunale “Fabbri”, a Trezzano. In questo modo l’attività sportiva di circa 250 ragazzi non sarà in pericolo e i giovani sportivi potranno continuare ad allenarsi sul Naviglio sotto la guida del numero uno Paolo Vaccarello: «L’ho fatto per loro e perché non volevo che il calcio dei più piccoli, qui a Trezzano, sparisse del tutto» conclude.

Di Lorenzo Pardini