GLI STATI UNITI DOPO UN ANNO CON TRUMP

Il suo gradimento nazionale ed internazionale scende, la Borsa sale

A Mar – a – Lago, in Florida, Trump ha celebrato il suo anno da Presidente, assieme a circa mille invitati che per essere presenti hanno dovuto versare centomila dollari per coppia, fondi che serviranno a Trump per la sua ricandidatura nel 2020. L’atmosferica è stata euforica ed è sembrato che tutti costoro non abbiano dato alcuna attenzione alle ragioni del basso gradimento (38%) di cui “gode” il Presidente nel suo Paese che rappresenta la percentuale più bassa della storia degli Stati Uniti d’America. A Mar – a – Lago si è festeggiato pensando agli ottimi attuali indici di Borsa, ai forti investimenti annunciati dalle imprese contrarie alla globalizzazione e che sperano nel ritorno in patria di aziende emigrate verso la Cina ed altri Paesi del Sud Est asiatico, al taglio delle tasse, ai risultati interessanti in favore della Presidenza Trump rivenienti dal lavoro svolto sui social, ai consensi conquistati nella comunità afroamericana ed ebraica. Insomma, ad una nuova immagine dell’America “pro Trump”, che è totalmente in antitesi con quella parte della società americana liberal e democratica che ha sempre considerato Trump un corpo estraneo e dannoso per l’immagine dell’America nel mondo, che non dispera di vederlo molto presto sul banco degli imputati in un processo contro la sua persona in cui sarà possibile avviare la procedura dell’impeachment. Da quanto sopra sembra che lo stile e la personalità di Trump abbia diviso l’America. Il Russiagate, dunque, non è solo un problema russo-americano ma una questione tra americani. Trump scompigliando i canoni della politica estera di Obama ha creato, fra gli USA e la restante parte del Pianeta, nuovi amici e nemici. A titolo di esempio in Medio Oriente Trump potrà contare d’ora in poi sull’amicizia dell’Arabia Saudita e di Israele. In qualche occasione ha contribuito ad una possibile divisione nell’ambito della divisione della UE, in particolare nella sua battaglia con la Commissione di Bruxelles, dopo l’adozione nel Parlamento polacco di una legge sulla Magistratura che ne limita i poteri. La Polonia in caso di presa di posizione della UE potrà contare sull’amicizia di Trump. Le stesse considerazioni valgono per l’Ungheria e la Romania. Tali ipotetiche divergenze fra europei potranno avere ad effetto una Europa a due velocità e di ciò si dovrà dire “grazie” al Signor Trump ed alla sua lungimiranza in fatto di politica internazionale. Ma ancora più discutibili sono stati i comportamenti di Trump con la Corea del Nord che hanno messo in evidenza uno stile da bar del Presidente USA in occasione di uno scambio d’insulti con il suo omologo nordcoreano. La situazione avrebbe richiesto una concreta diplomatica presa di posizione degli Stati Uniti puntando al dialogo costruttivo, sapendo per certo quanto sarebbe stato catastrofico un attacco militare per gli USA ed il mondo. Una pressione fiscale pesante è da combattere ma la riduzione deve essere ben misurata. Certamente negli USA i tagli d’imposta saranno per una parte finanziati in deficit, fornendo un impulso alla domanda interna in una economia americana che già operava vicina alla piena occupazione. Esiste però un rischio che è quello di alimentare pressioni inflazionistiche che condurrebbero all’innalzamento da parte della Federal Reserve dell’innalzamento dei tassi molto velocemente ed un rialzo rapido degli stessi causerebbe problemi al popolo USA ma anche al resto del mondo. Tanti Paesi emergenti che con capitali esteri hanno finanziato il loro rapido sviluppo vedrebbero una improvvisa fuga di capitali con il conseguente verificarsi di crisi finanziarie e la crescita del mondo ne soffrirebbe. Il primo anno di Trump Presidente potrebbe, dunque, preoccupare gli USA ed il mondo sia sotto il profilo economico, figlio di riforme rischiose che favoriscono, come è facile comprendere, i pochissimi ricchi. Ma ancora di più questo suo primo anno ha messo in crisi il Pianeta per il suo modo di tessere in modo improprio i rapporti con la stragrande parte delle nazioni del Pianeta buttando al macero rapporti tessuti con grande intelligenza da chi lo ha preceduto, mettendo così a rischio le genti degli Stati Uniti d’America e del Pianeta in generale.

di Salvatore Randazzo