IL GOVERNO “LEGA-5STELLE” HA, A PAROLE, RASSICURATO I MERCATI

Ma sul futuro permangono dubbi

I primi segnali della legge di Bilancio che verrà, stanno ingenerando tra i cittadini, imprese e risparmiatori, confusione rispetto a quella che dovrebbe essere una chiara direzione di marcia della politica del nuovo esecutivo e ciò a causa degli annunci e dei dietrofront dei suoi Ministri. Ai repentini disorientamenti provocati dalle forze di Governo si unisce la mancanza di una vera opposizione parlamentare. All’afonia di una “sinistra” vittima di una guerra fratricida ad oltranza, si associa la condizione discutibile di Forza Italia: Metà all’opposizione e metà legata al Governo e così tale Organo agisce malamente ed anche indisturbato. Non essendoci peraltro una dialettica maggioranza-opposizione è come dire che non c’è democrazia. Inoltre questo attuale è un Governo con due padroni in costante concorrenza, che tirano in direzioni spesso opposte e palesemente per tali motivi fanno fatica a fare scelte idonee nell’interesse della collettività, in quanto, intendono marcatamente premiare la scuderia dell’uno o quella dell’altro. Lega e Movimento 5Stelle hanno preoccupato e preoccupano non solo per aver ottenuto la grossa fiducia elettorale con le promesse fatte agli elettori che tali forze politiche sapevano già di non poter mantenere e dunque con l’inganno, ma anche per le tante loro dichiarazioni rilasciate che, a più riprese, hanno offeso le Istituzioni che rappresentano, facendoci così ricordare un lontano passato che ritenevamo di dover dimenticare. Quotidianamente, infatti, assistiamo con una economia che potrebbe crescere ancora meno, alla presentazione di richieste da parte delle due forze politiche al potere che, in quanto molto onerose, potrebbero contribuire ad un appesantimento del nostro indebitamento, con le gravi conseguenze che ne possano derivare. Recentemente il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, a Cernobbio, molto opportunamente ha rassicurato il mondo della politica e dell’economia italiana ed internazionale, confermando che la prossima legge di Stabilità si muoverà dentro i vincoli di Bilancio europei. Avvertendo inoltre Tria sia la Lega che 5Stelle che è inutile cercare 2 o 3 miliardi nel bilancio dello Stato per finanziare riforme se poi se ne perdono 3 o 4 miliardi sui mercati finanziari, a causa del rialzo dello spread. Il Ministro dell’Economia ha inoltre comunicato che la manovra sarà equilibrata e le riforme graduali, in quanto, non abbiamo coperture che ci consentono di fare tutto subito. Il predetto Ministro ha inoltre informato che s’invertirà il percorso partendo dalla crescita, riducendo così il gap con il resto d’Europa. Peraltro ha segnalato che risulta un rallentamento dell’economia italiana all’1,3% nel 2018, all’1,1% nel 2019. Il nostro Paese deve comunque velocemente rilanciare gli investimenti pubblici e privati, dando via libera ai progetti che purtroppo non decollano velocemente per non essere l’Italia dotata di Uffici tecnici competenti. I Mercati hanno gradito molto le affermazioni di Tria ma naturalmente si dovrà passare dalle dichiarazioni ai fatti che saranno quelli che, se positivi, permetteranno al Paese di guadagnare fiducia consentendo così allo spread di scendere. Dopo Cernobbio, comunque, il Governo “giallo-verde” fa, grazie a Tria, meno paura. Comunque il recente sollievo non cancella alcuni dubbi di fondo sulla tenuta del debito pubblico. Tutto va bene, infatti, se la ripresina continua e la BCE alza i tassi d’interesse dell’1% entro il 2021. Se invece in Europa ed in Italia si propagasse una recessione, magari di derivazione USA, e naturalmente BCE manterrebbe bassissimi i tassi, provocando magari una caduta dell’economia dello 0,5%, nel 2020, con l’attuale surplus primario di bilancio all’1,5% del PIL, il debito esploderebbe quasi del 138% nel 2021. A questo punto gli investitori fuggirebbero dai titoli italiani ed il Paese sarebbe di nuovo esposto ad attacchi speculativi in grado di danneggiare anche le nostre banche esposte sul debito dello Stato. Prudenza vorrebbe, per un Governo attento che lo stesso, prima che ciò avvenga, possa avvalersi di una sorta di assicurazione per alzare la nostra percentuale del PIL per così stabilizzare il debito anche in caso di recessione. Strano, molto strano, il comportamento di questo Governo e delle due forze politiche che lo sostengono. Nel loro contratto si prevede il carcere per chi non paga le imposte ma poi si propone una pace fiscale con misure che non possono che chiamarsi: Condono, che per coloro che hanno rispettato le regole e cioè gli onesti è veramente frustrante. Ma non solo. In quel contratto si vuole proporre l’aumento dell’occupazione e i suoi primi atti deliberativi di fatto la riducono. Mala tempora currunt.

Salvatore Randazzo