BANKITALIA, UE E OCSE TAGLIANO LE STIME ITALIANE SUL PIL. LE PREVISIONI SULLA CRESCITA PER IL 2019 EVIDENZIANO UN MODESTISSIMO 0,6%

A fronte di tale nostra critica situazione i Due “Vici” Salvini e Di maio invece di adoperarsi per correggere la stessa rilanciando gli investimenti, ingaggiano una guerra virtuale con la Francia, Paese la cui storia s’intreccia alla nostra

Recentemente al Forum Economico di Davos il Segretario Gurria ha affermato che esiste per l’Italia un vero problema di crescita ed anche il Commissario UE: Moscovici, ha dichiarato che tra qualche settimana rivedranno lo stato della nostra crescita, prevedendo la possibilità di una correzione della legge del nostro Bilancio, nell’ipotesi in cui si dovesse riscontrare un peggioramento della nostra congiuntura. Anche il mondo delle imprese italiane avverte da tempo l’italica criticità ed ha a più riprese fatto notare al Governo che se non si rilanciano gli investimenti il Paese finisce “fuori strada”. Da più parti si comincia a parlare di recessione. Se si dovesse concretizzare tale negativa realtà i provvedimenti in “manovra”: Cittadinanza e quota 100 (pensioni) non reggeranno. Conseguentemente fallirebbe la politica giallo-verde, con ulteriore aggravamento del corposo “debito pubblico”.

Il Governo non può proprio pensare di “dare lavoro” imponendo alle partecipate di rimpiazzare coloro che dovessero uscire con “quota 100”. Le assunzioni, le aziende, li debbono fare tenendo conto della congiuntura e del mercato. Differentemente i cittadini si vedrebbero costretti a pagare un prezzo sotto forma di nuove tasse e lo Stato si troverebbe nuovi carrozzoni da gestire. Purtroppo a questa maggioranza governativa, che impone manovre pericolose, si contrappone una “opposizione” non ancora in grado di dare una salutare spallata all’attuale Governo in quella che è la sua politica economica ed anche in occasione delle prossime europee. Si percepisce già da ora che il Governo alle prossime europee le sue attuali irresponsabilità le attribuirà all’esterno in generale ed alla UE in particolare.

Ma mentre il Governo naviga in un mare in tempesta i due Vice Presidenti del Consiglio che dovrebbero occuparsi concretamente del Paese, non trovano di meglio che sfidare il resto del mondo. In generale le prove di forza si fanno quando si è forti e l’Italia oggi non lo è per tantissimi motivi. I nostri governanti che si definiscono “populisti” dovrebbero combattere certe guerre solo se portano bene al nostro Paese. Nel caso, però, in specie è chiaro a chiunque che i nostri due rappresentanti “combattono” per propaganda e per fatti personali e per quel loro operato ci hanno causato solo guai. Di Maio ha offerto una alleanza ai Gilet Jaunes, un movimento composto anche da estremisti di vario colore che fino ad ora ha dato prova di saper rompere tutto. I predetti due nostri rappresentanti hanno messo in atto una guerra virtuale con un Paese: Francia, la cui storia s’incontra da sempre con la nostra, per poi aver prodotto a nostro carico un vero e proprio incidente diplomatico, al punto che lo stesso nostro Presidente del Consiglio ha affermato, rivolgendosi ai suoi due VICI, che la “misura è colma e non si può andare oltre”. Infatti, la conseguente protesta francese, è stata indirizzata al Capo dello Stato ed al Governo.

I nostri due “VICE”: Salvini e Di Maio, dovrebbero dunque evitare di sfidare inutilmente i nostri vicini, tenendo peraltro conto che loro due non guidano più movimenti di protesta ma partiti di governo. Ed invece dovrebbero cominciare ad impegnarsi in modo intelligente per migliorare le condizioni critiche in cui versa la nostra economia, a causa delle loro discutibili promesse elettorali, per così creare opportune condizioni di lavoro, per far star bene la nostra gente che non ha bisogno di sussidi ma di LAVORO.

Di Salvatore Randazzo