Le urne europee di fine maggio ci proporranno una alternativa: Una limitata sovranità per un posto nel G3, oppure una sovranità nazionale di nessun peso perché vincolata ai rapporti bilaterali con i veri potenti

Mentre gli stati in miniatura europei litigano sia tra loro che ciascuno al proprio interno, i tre grandi potenti del mondo si misurano, sperimentano nuove strategie e così operando creeranno nuovi equilibri mondiali e questo Vecchio Continente, se non saprà darsi una salutare regolata, verrà emarginato. Negli USA, piaccia o non piaccia, il Donald si rafforza elettoralmente. L’economia degli Stati Uniti va benino mentre il Partito Democratico non riesce a mettere in piedi una strategia vincente, proponendo molti candidati, allo stato, senza un vero peso per battere l’attuale Presidente. Agli Statiunitensi piacciono molto le “trovate” di Trump: Il ritorno a casa dei marines dalla Siria ed Afghanistan, il costruendo muro al confine con il Messico, la sfida commerciale alla Cina.

Il secondo potente del Pianeta: XI Jinping non ha esami elettorali cui sottoporsi. Governerà la Cina ininterrottamente. Deve saper rivaleggiare con gli Stati Uniti per garantire alla Cina una capacità tecnologica pari a quella americana ed i suoi “metodi” sino ad oggi si sono rivelati di grande successo. Queste due grandi potenze sono dunque destinate a dover convivere e sapranno trovare sempre i giusti accordi per essere alla pari ed avere successi in campo tecnologico e commerciale, così entrambi si eviteranno la guerra tra loro ma certamente esisterà e non sarà indolore una forte competizione per controllare loro stessi e gli altri.

Il terzo potente è il russo Putin che certamente non può vantare una forza economica pari ai primi due, ma conserva l’unico arsenale nucleare in linea con quello USA. Putin è noto per il modo in cui conduce la sua spregiudicata ed efficace politica estera. Ha un asse particolare con Pechino a causa delle sanzioni occidentali per così poter contenere la potenza statunitense.

Questa forte triade forma il G3. Un triangolo che si regge sul dominio tecnologico e dalla continuità dei suoi leder e, da non sottovalutare, dal tramonto dell’ordine precedente che l’America aveva costruito: Cooperazione atlantica e l’integrazione europea. Ogni membro del futuro G3 seguirà sia il controllo dei propri seguaci e quello comune dei focolai di instabilità che la competizione con gli altri due “soci”. Ci si chiede: L’Europa nel suo insieme e, peggio ancora, ogni singolo Paese della stessa, potrà, e come potrà, sopravvivere al nuovo ordine che verrà imposto dal Nuovo Triangolo? Certamente l’Europa, già adesso è chiaro, pagherà un alto prezzo a causa delle sue divisioni interne Trump già ora desidera ardentemente che l’Europa si sciolga, che diventi un insieme di individualismi aperti a rapporti bilaterali con gli USA. L’americano pensa che gli altri due soci si benderanno gli occhi per lasciarlo operare indisturbato. Ma certamente chi già da ora ha occhi bendati sono i populisti europei che con la loro miopia di volere una “non Europa” costringeranno i cittadini del Vecchio Continente a subire a breve un danno incalcolabile a causa di tale loro non lungimiranza.

Il voto dei cittadini europei a maggio dovrebbe invece essere mirato e consapevole per eleggere una nuova classe politica, capace di saper costruire una sovranità europea, pronta a battersi per trovare, a tutti i costi, un posto nel G3, per essere a tutti gli effetti riconosciuti a pieno titolo nel mondo.

Di Salvatore Randazzo