Il Presidente USA ha fatto politica interna ed estera trasgredendo le regole comportamentali cui invece avrebbe dovuto attenersi
Donald Trump, da tre anni Presidente degli Stati Uniti, è riuscito a sconvolgere metodi e regole politiche negli USA ed all’estero, creando divisioni sia interne che con gli alleati tradizionali degli Stati Uniti, inventandosi un nuovo sistema di comunicazioni discutibile sul piano diplomatico: A forza di tweet. E non si esclude che il peggio possa ancora venire. Negli ultimi 12 mesi della legislatura è presumibile che il Senato USA accoglierà il processo d’incriminazione contro Trump e quest’ultimo verrà però, molto probabilmente, scagionato dalla maggioranza repubblicana. Rimane l’incognita di cosa accadrà dopo. Si può tranquillamente affermare che si assisterà ad una fortissima campagna elettorale nel presente anno, che quasi la metà degli Statunitensi considererà illegittima, a prescindere da chi sarà eletto. Per i democratici e chi si riconoscerà in tali file il possibile proscioglimento di Trump da parte del Senato sarà basato su calcoli politici e non su dati incontestabili e dunque una possibile elezione di Trump sarà offuscata da una falsa assoluzione. E’ certo che un Trump trionfante accoglierà a braccia aperte tutte le interferenze straniere favorevoli alla sua rielezione. I suoi avversari politici invece, se Trump dovesse vincere le elezioni di novembre, considereranno infamanti non solo la sua permanenza a capo dello Stato ma anche il processo delegittimato che avrà favorito la sua rielezione. Non c’è allo stato certezza alcuna che Trump riuscirà ad essere rieletto. Trump è infatti il Presidente americano il cui tasso di approvazione tra gli elettori non ha superato il 50%. Certamente in caso di suo insuccesso non sarà disposto ad ammettere la sconfitta gettando, proprio lui, discredito sulla legittimità del processo elettorale americano. Allo stato pare che le prossime elezioni americane saranno decise dalla Corte Suprema. Una istituzione che si è politicizzata molto negli ultimi anni ed il numero di americani che nutrono fiducia in tale Istituzione e diminuito notevolmente negli ultimi tempi.
Bisogna riconoscere che gli Stati Uniti d’America hanno impiegato moltissimo tempo per costruire la loro identità democratica e le relative istituzioni fondate per garantirla restano in piedi. Però in mancanza di una vittoria presidenziale schiacciante, considerato il problema impeachment che potrà portare ad eventuali ricorsi alla Corte, è comprensibile che una parte consistente della popolazione americana potrà essere propensa a ritenere truccate le elezioni del 2020. Se quanto sopra non promette nulla di buono per gli statunitensi, immaginiamo l’effetto per il resto del mondo e dunque il caos americano si riverserà in ambito internazionale.
Di Salvatore Randazzo
