ECCO I RISCHI PER I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Cani e gatti non sono in grado di contagiare l’uomo, ma possono ammalarsi. Tra i problemi comuni c’è anche quello legato alla scarsa attività motoria e alla cattiva alimentazione

Tra i tanti misteri che ruotano intorno al nuovo coronavirus, c’è quello del suo effetto sugli animali domestici. In tutto il mondo ci sono stati casi isolati di felini e cani infettati, che hanno mostrato i classici sintomi da Covid-19, ma ancora nessun caso di trasmissione da animale a uomo. Sono ancora tanti però i dubbi e le preoccupazioni a riguardo. “L’unica via di contagio finora dimostrata è quella tra uomo e uomo”: a dichiararlo sono due documenti istituzionali, uno del Ministero della Salute e l’altro degli esperti di Sanità veterinaria dell’Istituto superiore di sanità. Entrambi i documenti, tuttavia, affermano che anche gli animali domestici possono ammalarsi.

Come fare quindi per proteggerli? Per prima cosa è fondamentale adottare le stesse precauzioni che si riserverebbero ai familiari. Il modo più semplice in cui gatti e, in misura minore, i cani possono contrarre il virus è, infatti, attraverso il contatto con persone infette. Tra i consigli c’è quindi quello di lavarsi le mani con acqua e sapone o gel a base alcolica, prima e dopo il contatto con l’animale e quando si pulisce cuccia, lettiera e scodella per il cibo. Se si è malati è importante indossare guanti e mascherine. Al rientro dalle passeggiate, occorre poi pulire mantello, zampe e area genitale con acqua e sapone neutro o con prodotti specifici per animali. Tra gli altri problemi legati alla quarantena, c’è anche quello sulla scarsa attività motoria degli animali. Questo può comportare per gli animali domestici aumento di peso, iperattività, ansia, fino a casi di vera e propria obesità, con conseguenze anche serie per la salute. Per far fronte a queste problematiche è necessario tenere sotto controllo la loro alimentazione. Ogni cane, però, ha necessità e bisogni differenti, a seconda di età e taglia; le razze di cani più piccole hanno generalmente bisogno di pasti più frequenti rispetto a quelle più grandi. Ecco perché è sempre necessario consultare prima un veterinario nutrizionista, che saprà consigliare ciò di cui ha esattamente bisogno l’animale. In linea di massima, nella dieta vanno ridotti il più possibile i cibi grassi. La carne rossa, ad esempio, andrebbe sostituita con quella bianca oppure con il pesce. Le proteine, al contrario, devono rimanere costanti, perché non si accumulano come i grassi e non contribuiscono all’obesità. I mangimi industriali contengono già quelle necessarie, mentre nell’alimentazione casalinga è bene introdurre alimenti quale albume d’uovo e latticini poveri di grassi, come la ricotta. Altro elemento essenziale nell’alimentazione del cane sono le fibre, che stimolano il transito intestinale: via libera quindi ai vegetali, quali carote e sedano. Al contrario, tra i nemici della salute dei nostri amici animali ci sono i carboidrati: nella dieta casalinga bisogna evitare farine di ogni tipo, ma anche pasta, riso e, naturalmente, il pane.

Di Monica Areniello