L’ITALIA HA BISOGNO DI LIQUIDITÀ E DI UN GRANDE PROGETTO NAZIONALE PER FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA

Il Governo sappia amministrare i tanti soldi che arriveranno, tenendo conto che non possono essere sperperati con elargizioni di “redditi di cittadinanza” e sussidi, che creano dipendenza dalla politica

Quello che attraversiamo è un momento difficile per tutti. L’attuale Governo, che certamente è più affidabile di quello precedente, ha offerto ragioni a noi tutti per protestare. La quantità di parte dei decreti emessi è inversamente proporzionale alla loro efficacia. Oggi manca sia la liquidità che un grande progetto per far ripartire con rapidità la nostra economia. I ritardi dello Stato nel garantire la Cassa integrazione e quelli delle banche nel fare arrivare i finanziamenti sono sotto gli occhi di tutti. Inoltre, di piani per salvare l’occupazione, non c’è traccia. E dire che di cose da fare c’è solo abbondanza e le stesse creerebbero anche lavoro: Mettere a posto i manti stradali, recuperare le periferie urbane, ristrutturare i fatiscenti edifici scolastici. Tutte attività assieme a tantissime altre che farebbero partire l’edilizia. Convogliare investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, nell’alta velocità al Sud, nelle nuove tecnologie, nella messa in sicurezza del nostro territorio, nella sanità.

Dicevamo che arriveranno i soldi, ma dev’essere chiaro a chi ci governa che i fondi europei non finanzieranno l’assistenza ma i progetti, i cantieri, il lavoro. Bisogna valutare le aziende capaci di mettere a frutto gli aiuti. Il Governo ha dunque l’urgenza di disegnare sapientemente gli aiuti in modo che una quota rilevante dell’economia non chiuda i battenti per sempre. Servono anche gli investimenti pubblici ed i relativi aggiustamenti delle regole che consentano di spingersi oltre, di realizzare economie altamente positive. Ci sono in particolare due aree di intervento che proprio in questi giorni hanno dimostrato non solo di risolvere il presente ma di offrire interessanti prospettive future in tantissimi settori: Il digitale ed il consolidamento patrimoniale delle nostre imprese. Occorre per le nostre aziende investire in piani di cambiamento organizzativo ed integrare processi gestiti separatamente da funzioni aziendali ormai obsolete. E’ risaputo che l’economia italiana è fondata sulla medio-piccola azienda familiare che ha brillato nel mondo per la sua qualità nella manifattura. La pandemia ha messo alcune di queste aziende a dura prova e l’indebitamento che ne è derivato ha amplificato la fragilità delle imprese. Per ovviare a ciò serve che lo Stato aiuti la ricapitalizzazione delle aziende italiane. E’ con tali tipi d’interventi che l’economia italiana può riprendersi e migliorarsi, creando ricchezza e lavoro.

Salvatore Randazzo