Iniziativa interessante, ma…
Sono passati poco più di 4 mesi dal 21 febbraio, giorno del primo caso di Coronavirus in Italia. Un periodo terribile che è ancora negli occhi di tutti noi e che non sarà facile dimenticare. La paura del Covid-19 non è sparita del tutto, ma sicuramente l’arrivo dell’estate ha dato un impulso alla voglia di normalità, pur tra le mille difficoltà economiche del periodo. Uno degli aspetti di normalità cui non vogliamo rinunciare è sicuramente rappresentato dalle vacanze estive. In tale ottica il Governo ha messo in campo una misura da 2,4 miliardi di euro nell’ambito del “Decreto Rilancio”: Il cosiddetto “Bonus Vacanze”. Sulla carta si tratta di un’iniziativa molto interessante per aiutare il turismo: E’ un contributo fino a 500 euro da utilizzare dal 1° luglio al 31 dicembre per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi, agriturismi e bed & breakfast in tutta Italia. L’importo cambia in funzione della numerosità del nucleo familiare, a patto che l’ISEE sia non superiore a 40.000 euro. La soglia non è male se pensiamo che per accedere ad importanti prestazioni di welfare, quali i nidi gratis, è necessario un ISEE non superiore a 20.000 euro. Inoltre, dal 1° luglio, è operativa un’apposita app attraverso cui scaricare il bonus e mostrarlo all’albergatore (è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID). Fin qui tutto bene, se non fosse che il bonus rischia di diventare un problema proprio per i titolari delle strutture turistiche i quali si vedranno rimborsare l’importo anticipato sotto forma di credito d’imposta. Questo significa che in un momento di crisi di liquidità per il settore (basti pensare che sono saltate tutte le vacanze primaverili) l’albergatore dovrà applicare uno sconto al cliente, salvo poi recuperare solo dopo l’importo. Eloquente l’indagine condotta dal portale Bed-and-breakfast che ha evidenziato come solo il 2,6% di 12.500 strutture intervistate accetterà il contributo per motivi economici. A questo occorre aggiungere che non è possibile utilizzare il bonus prenotando da portali gettonatissimi quali Booking.com o Airbnb. E’ possibile, invece, usufruirne e che sono stati esclusi coloro i quali hanno fatto le vacanze a giugno. Ne consegue che se da un lato gli italiani sembrano essere intenzionati a richiedere questa forma di incentivo, dall’altro il modo in cui è stata progettato rischia di essere un boomerang. E’, sicuramente, un’iniziativa lodevole per sostenere il turismo nazionale in un momento di grande difficoltà, ma perché abbia successo è fondamentale che la gestione sia semplice per i clienti e per gli operatori turistici. Il primo bilancio verrà fatto a settembre, ma se non sarà così dovremo purtroppo parlare di una bella occasione persa per il nostro Paese.
di Roberto Cassaro
