Tutti siamo d’accordo: Il mal di denti è uno dei dolori più forti ed insopportabili che si possano provare. Spesso arriva senza alcun preavviso, costringendo chi ne soffre a lunghe ore di sofferenza, soprattutto se si manifesta in ore notturne o festive. Che cosa si può fare in attesa che il Dentista sia disponibile per le cure del caso? Non c’è una risposta univoca, perché il mal di denti non è tutto uguale e per ottenere un reale sollievo è indispensabile comprendere la natura del dolore che si sta provando. Ecco qualche utile indicazione per orientarsi e agire in modo appropriato. Anche se quel che si prova è sempre dolore, le tipologie di mal di denti che si possono provare sono diverse, ciascuna caratterizzata da un’origine, un’ intensità e una modalità di presentazione differente. Inoltre, devono essere gestite in modo mirato per riuscire ad alleviare il disagio in modo apprezzabile e duraturo. Le principali cause di dolore dentale sono: –Sensibilizzazione dentale – Accentuazione della reattività al caldo e al freddo, al dolce e/o al salato e ai composti acidi; –Nevralgia dentale – Irritazione ed infiammazione del nervo del dente eroso; –Pulpite – Infiammazione della polpa del dente; –Gengivite – Infiammazione del tessuto gengivale; –Carie – Erosione dello smalto e della dentina del dente; –Ascesso – Infezione batterica.
La sensibilizzazione è un tipo di dolore molto comune, dovuto all’erosione dello smalto o all’alterazione o al ritiro del colletto gengivale. Nei casi più severi, la sensibilizzazione può trasformarsi in una irritazione ed infiammazione del dente eroso (nevralgia dentale), una condizione particolarmente dolorosa, anche in assenza di sollecitazioni esterne. Può essere anche dovuta al digrignamento notturno cronico (bruxismo). Un secondo tipo di dolore che quasi tutti conosciamo fina dall’infanzia è quello conseguente alla presenza di carie o pulpite (Infiammazione della polpa del dente) può essere più o meno intenso, di solito è ben localizzato ed è anch’esso scatenato o aggravato da cibi o bevande calde o fredde, dolci o salate e dal tocco o dal contatto tra i denti quando si chiude la bocca. Altra forma di dolore orale comune è la gengivite, causata dall’infiammazione del tessuto gengivale. In questi casi si prova soprattutto bruciore, accompagnato da leggero gonfiore e sanguinamento a livello delle gengive interessate. Un mal di denti di tipo infiammatorio veramente difficile da sopportare è quello che compare in caso di infiammazione del dente del giudizio. Riconoscerlo è facile perché il dolore si estende a tutta l’arcata corrispondente, irradiandosi all’orecchio e può accompagnato da gonfiore delle ghiandole del collo. A volte può far male anche un dente già devitalizzato. Questa evenienza dipende dalla presenza di un ascesso alla base della radice del dente, quindi da un’infezione batterica. Il dolore caratteristico è molto intenso, viene scatenato dal caldo e dal tocco o dal contatto tra i denti quando si chiude la bocca. Spazzolare male i denti, con troppo vigore o con spazzolini eccessivamente duri, usare dentifrici abrasivi come quelli sbiancanti, consumare spesso bevande o cibi molto acidi, soffrire di reflusso gastroesofageo o bruxismo, sono tutte frequenti cause danno allo smalto dei denti. Se una o più di queste circostanze persistono per un periodo di tempo abbastanza lungo, dell’ordine di mesi o anni, lo smalto si assottiglia progressivamente e la dentina sottostante viene esposta, causando ipersensibilità a stimoli di vario tipo, di norma innocui per il dente integro. Quando questo accade il semplice bere o mangiare può diventare una vera sofferenza, superata soltanto dalla tortura di cercare di lavare i denti subito dopo. L’erosione dello smalto, unita alla difficoltà di lavare i denti in modo accurato a causa del dolore dato dall’ipersensibiltà e al conseguente accumulo di placca batterica, aumenta notevolmente il rischio di sviluppare carie. Un processo, quest’ultimo, che porta alla totale ed irreversibile distruzione localizzata di smalto e dentina, fino a danneggiare le parti più profonde del dente. Anche quando si sviluppa una carie, indipendentemente che sia preceduta o meno da erosione generalizzata dello smalto, il dente diventa ipersensibile al freddo, al caldo e alle sostanze acide e zuccherine. In un secondo tempo, compare anche il dolore, generalmente pulsante, che diventa significativo quando la carie raggiunge la camera interna del dente, dove si trova la polpa dentaria, ricca di vasi sanguigni e terminazioni nervose. Di norma, a essere interessati da ipersensibilità dentinale sono soprattutto gli incisivi ed i canini, mentre la carie colpisce prevalentemente i denti impegnati nella masticazione, ossia premolari e molari. Una volta che la carie ha aperto il varco nei tessuti del dente, la polpa può infiammarsi, dando luogo ad una pulpite, e infettarsi formando un ascesso che può avere complicanze severe e rischiose per la salute. L’ascesso, con il pus ricco di batteri patogeni, causa l’infezione anche dei tessuti che circondano e sostengono il dente. Il dolore tipico dell’ascesso è localizzato e “cupo”; aumenta durante la masticazione e la percussione del dente. Spesso è associato a gonfiore delle gengive, a volte qualche linea di febbre ed ingrossamento doloroso dei linfonodi del collo. Un mal di denti “fisiologico” e del tutto innocuo per la salute della bocca, anche se, come ogni altro mal di denti, ben poco piacevole, è quello collegato all’eruzione dei denti. A soffrirne sono, inevitabilmente, tutti i bambini. Nei primi anni di vita quando spuntano i denti da latte; più avanti, al momento di passare alla dentatura definitiva. In entrambi i casi si tratta perlopiù di fastidio che di dolore vero e proprio, che diventa tale quando ad uscire sono i 4 denti del giudizio. Carie e gengiviti, invece sono causate principalmente dalla placca batterica, una patina costituita da batteri, saliva e microscopici residui di cibo. I batteri all’origine della carie sono sempre presenti anche nella bocca sana, ma non costituiscono un problema in presenza di una buona igiene orale. I problemi iniziano quando l’igiene orale diventa poco accurata e gli streptococchi e gli altri batteri patogeni trovano nella placca un terreno fertile per proliferare, corrodere e infettare i tessuti dei denti. Altri fattori di rischio per la salute delle gengive sono le carenze vitaminiche, squilibri ormonali e alcol e fumo di sigarette. A sviluppare la carie, in ogni età, è principalmente un’alimentazione troppo ricca di zuccheri. Va ricordato che dopo ogni pasto o spuntino e dopo aver bevuto bibite gassate, se non si lavano subito i denti, il ph del cavo orale si abbassa, permettendo alla placca batterica di proliferare indisturbata e di portare in poco tempo a decalcificazione dello smalto. Una volta che la carie è comparsa e procura dolore, in attesa dell’intervento del Dottore, l’unica possibilità è cercare di attenuare il dolore cercando di evitare bevande troppo fredde o troppo calde, che aumentano l’irritazione e non masticare alimenti duri. Un sollievo immediato ma temporaneo possono essere i risciacqui con un collutorio. Il rimedio più efficace per il mal di denti è quello farmacologico, ricordando che deve essere il dentista a prescrivere il farmaco adatto, caso per caso. Contro il dolore di carie e gengiviti è indicato il trattamento con farmaci antiinfiammatori non steroidei; in caso di nevralgie, è più efficace un analgesico puro. Se è presente un’infezione della polpa dentaria (Pulpite) o ascesso bisogna assumere antibiotici su prescrizione medica per combattere i batteri. Se il dolore è troppo forte il medico può prescrivere associazioni di farmaci, le cui attività si sommano senza aumentare gli effetti collaterali a livello gastrico. Tuttavia è importante rivolgersi al dentista al più presto possibile. Va, infatti, ricordato che i farmaci agiscono sui sintomi ma non sulla causa che li ha generati e che la maggior parte dei casi può essere eliminata soltanto da cure odontoiatriche mirate.
A cura del Dottor Paolo Naldi Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria Direttore Sanitario della Struttura
