I nostri politici sanno dirci se stanno facendo tutto ciò di cui il Paese ha bisogno? Crediamo di NO

Dal momento in cui siamo costretti a rimanere in casa e dunque nella immobilità siamo incapaci di tenere insieme emergenza e prospettive per il nostro Paese e conseguentemente sono in gioco il presente ed il futuro delle nostre famiglie. Ci troviamo nel mezzo della crisi più grave dalla fine dell’ultima guerra e dovremmo pensare come trasformare il nostro Paese, rendendolo più sostenibile, prospero, inclusivo. Per realizzare ciò sarebbe necessario che si sentisse coinvolta anche la Opposizione, in quanto la posta in gioco è molto rilevante e però  le scaramucce di tale forza politica, che non consentono di  affrontare la situazione assieme alla Maggioranza, offendono  il bisogno di rassicurazione e serietà verso i cittadini, in quanto si nega loro di valutare il ventaglio di possibilità per uscire da questo maledetto tunnel per poter tornare alla normalità e ricominciare a fare progetti per il futuro. E’ vero, la pandemia sta mettendo in crisi il Pianeta. Come affronta la situazione il nostro Governo? Siamo certi che spendiamo molto per rincorrerla ma investiamo molto poco per anticiparla. Regioni del Sud sono costrette a chiudere attività ospedaliere, non per il numero dei casi ma per la carenza dei loro sistemi sanitari. E’ questione di risorse e di organizzazione, di mirati investimenti non effettuati. Se, come è stato dichiarato dal Governo, i soldi del MES non servono, per la Sanità ce ne servono molti e presto, differentemente ci saranno più sofferenze e perdite di nostre vite umane. Lo capisce il Governo, la Maggioranza, l’Opposizione? I cittadini lo capiscono! Ma la pandemia non combattuta come si dovrebbe partorirà morti. Ma molti di più ne proporrà una economia mal gestita. Per farla ripartire il Governo dovrebbe sapersi attivare. Ma nei suoi progetti i grandi assenti sono gli imprenditori. La strada scelta è centrata tutta sullo Stato ed è facile prevedere che ci porterà a tanto debito e poca crescita. Il motivo per cui non c’è crescita senza l’apporto degli imprenditori privati è che il nostro sviluppo si regge sulle esportazioni, vendendo in mercati più dinamici e cioè dobbiamo esportare. E sono le imprese private che soprattutto esportano. La crescita si fa rispondendo alla domanda che proviene da famiglie ed imprese e sovente sono le imprese private che sanno interpretare i bisogni. Se si esamina il nostro Bilancio per il 2021 ci si accorge che abbiamo un meno che mediocre primato nell’investimento sul lungo termine. Tale Bilancio conferma che le spese per investimenti sono meno di un quarto del totale. Ci sono somme distribuite a pioggia a vario tutolo invece di finanziamenti per trasporti, scuole, ferrovie, verde attrezzato, altre infrastrutture che potrebbero dare un impulso all’economia ed un segnale alle imprese private. Questa preferenza per il contingente invece che per il permanente è propria di forze politiche che confondono purtroppo lo stare al Governo con il governare. Per attirare capitali dall’estero e dare così una spinta all’economia servono riforme a cominciare dalla Giustizia. L’Italia è il Paese nell’Unione Europea con il maggior numero  di cause civili e commerciali pendenti. Una profonda rivisitazione di tempi e procedure è condizione irrinunciabile per ottenere e sussidi del Nexit Generation EU. Senza vere riforme strutturali che cambiano che cambiano il volto delle Amministrazioni Pubbliche, della burocrazia, della istruzione non avremo effetti tangibili sull’aumento della produttività e, dunque, sulla crescita del Paese. Purtroppo constatiamo come poco contano nel nostro Paese scuole ed università, ne possiamo dimenticare la assurda trovata dei banchi a rotelle. Ne possiamo pensare che la moratoria creditizia possa essere eterna e dunque è inutile promettere che saranno salvate tutte le imprese. Molte aziende purtroppo moriranno e tantissimi posti di lavoro salteranno. Per trovare strumenti adeguati oltre la dovuta intelligenza è necessario che ci sia sincerità e realismo. E’ storia che le aziende muoiono e nascono. Certamente non è corretto tenerle in vita a dispetto delle logiche di mercato, sapendo che non avrebbero resistito comunque e sottraendo così risorse a chi avrà un futuro in settori più avanzati. Diciamo anche che la Banca Centrale Europea che oggi acquista i nostri Titoli del Debito Pubblico non lo farà per sempre. Certamente, l’evasione fiscale astronomica e mal contrastata, non dovrebbe essere più tollerabile. E’ sperabile che invece si possano ridurre le tasse sul lavoro. Ci si augura che la classe politica raccolga concretamente l’invito rivolto dal Presidente Mattarella a portare avanti una politica improntata ad una forte assunzione di responsabilità e competenza per imprimere una favorevole svolta allo sviluppo del nostro Paese.

di Salvatore Randazzo