A cura del Dott. Paolo Naldi, Odontoiatra, Direttore Sanitario della Struttura

Ripristinare la masticazione è a tutti gli effetti una riabilitazione che ci difenderà dall’insorgere di problemi a carico dell’articolazione della mandibola, dell’apparato digerente e aiuterà anche il nostro morale. L’apparato masticatorio è importante sia per la nostra salute che per la qualità della nostra vita, anche se qualcuno tende a sottovalutare le conseguenze di una sua compromissione (c’è sempre qualcuno che ricorda come il suo bisnonno riuscisse a masticare bene pur avendo perso tutti i denti). E’ quindi bene ricordare quante funzioni del nostro corpo sono favorite dal possesso di una dentatura sana e completa:

  1. Masticare;
  2. Digerire;
  3. Parlare;
  4. Sorridere;
  5. Mordere;
  6. Baciare.

Non parliamo poi delle conseguenze che un sorriso sano e piacevole ha sulla nostra autostima e sulle relazioni sociali. La riabilitazione protesica è un obiettivo di fondamentale importanza in presenza di una edentulia, ossia della mancanza di denti nel cavo orale, e può essere parziale se sono mancanti pochi denti o totale allorchè si siano persi tutti i denti.

L’edentulia totale sta diventando sempre più rara perché, grazie alla attuale prevenzione delle malattie dento-parodontali, è sempre meno frequente giungere alla perdita di tutti gli elementi dentari. Molto più frequenti sono, ovviamente, le edentulie parziali.

Carie estese e trascurate, a cui frequentemente segue la frattura o la macerazione del pavimento radicolare (denti con più radici) o della porzione più gengivale della radice dentale (mono radicolati), gravi lesioni parodontali, gravi traumatismi dento-radicolari possono, ad esempio, condurre ad estrazione di uno o più denti, causando un’edentulia parziale con le conseguenti alterazioni occlusali. Innanzitutto, laddove avviene l’estrazione vi è nel tempo una riduzione dell’osso alveolare, perché viene meno lo stimolo biologico-funzionale svolta dalla radice dentale che forma il dente; in secondo luogo i denti vicini alla zona di estrazione, tendono progressivamente ad inclinarsi verso lo spazio vuoto che si è venuto a formare ed i denti antagonisti (cioè i denti dell’altra arcata) tendono ad estrudere. Il risultato è quindi una completa alterazione dell’armonia occlusale che può a sua volta avere gravi conseguenze. La terapia delle edentulie è, quindi, assolutamente necessaria ed è evidente che tale terapia non può che essere protesica, preferibilmente fissa. In alternativa si potrà optare per una protesi mobile parziale o totale, a seconda o meno di denti residui. In tutti i casi di edentulia, dalla singola perdita di un elemento ai casi più menomanti di edentulie totali di entrambe le arcate, occorre riabilitare il cavo orale con una adeguata protesizzazione, che sarà diversa da persona a persona in base alla gravità dell’edentulia presente ed alle richieste del paziente. Le edentulie singole, apparentemente poco invalidanti, possono tuttavia essere l’inizio di una progressiva alterazione occlusale legata alla non staticità delle posizioni dentali. La posizione di ciascun elemento dentale, infatti, è la risultante di un complesso sistema di forze nel cavo orale in cui tutti gli elementi dentali sono strettamente correlati tra loro, sia all’interno di ciascuna arcata, sia tra le due arcate antagoniste, ed in cui le forze muscolari sono molteplici.

Fatalmente la perdita, anche di un singolo dente creerà uno squilibrio di forze con conseguente migrazione ed inclinazione dei denti verso la zona edentula e con estrusione del dente antagonista.

Le riabilitazioni protesiche debbono essere, per quanto possibile, veri restauri anatomici, per riprodurre una condizione similfisiologica.

Ricordo che sostanzialmente la riabilitazione protesica utilizza protesi mobili, parziali e/o totali e protesi fisse su denti naturali o impianti, sottolineando come nessuna protesi potrà mai competere con la perfezione dei denti naturali. E’ quindi importante cercare di conservare i nostri denti con la prevenzione, ma se la nostra situazione fosse ormai compromessa, cosa può fare il dentista? Fortunatamente può fare molto e le soluzioni possibili sono adatte alle esigenze di ciascuno.

La più semplice è la protesi rimovibile totale (la cosiddetta dentiera); questa consente di ristabilire una, seppur limitata capacità masticatoria ed un’estetica talvolta più che accettabile. Dopo pochi giorni di utilizzo si impara anche a parlare normalmente.

Una sua evoluzione importante è la protesi totale stabilizzata da impianti. Questa è utile soprattutto per le protesi dell’arcata inferiore che, normalmente, sono più instabili. E’ fatta come la precedente, ma grazie all’inserimento di 2/4 impianti (cioè radici artificiali in titanio) dotati di specifici attacchi, si ottiene una stabilità che consente, a chi la utilizza, di mangiare molto più agevolmente.

Ci si chiederà: Ma qual è la soluzione migliore?

Non esiste una risposta valida per tutti, ciascuna presenta vantaggi e svantaggi.

Occorre quindi consigliarsi col proprio dentista affinchè ci guidi a fare la scelta migliore per noi, cercando il giusto compromesso per soddisfare le nostre esigenze.

Qualunque possa essere la nostra scelta, una tempestiva riabilitazione della nostra masticazione ci consentirà come affermato nell’introduzione di tutelarci da futuri problemi a carico dell’articolazione della mandibola, dell’apparato digerente ed anche del nostro morale.

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