Sempre più urgente la sostituzione dell’ “unanimità” con il voto a “maggioranza”

In Europa è il momento della nascita di una “federazione”. La crisi in essere costringe il Vecchio Continente ad unirsi sempre più. Le condizioni attuali favoriscono tale risultato.

Il neo eletto Presidente francese si è dichiarato d’accordo. In Germania il Cancelliere socialdemocratico guida il Governo con verdi e liberali e tali forze sono per la Federazione. In Italia Draghi, ex Presidente di BCE, è da sempre un europeista convinto. Il Regno Unito è fuori e non può più porre veti. Putin, che ha tentato in passato con ogni mezzo di ostacolare la nascita di una vera Europa unita, non è mai stato come adesso tanto debole. L’Europa proprio adesso fronteggia la più grave crisi politica, energetica e militare alle proprie frontiere. E’, dunque, questo il momento di chiedersi: Se non ora quando?

In effetti da tempo si discute come superare il concetto dell’“unanimità” che concede ad ogni Paese il diritto di veto e rende così complicato assumere decisioni. Si sta discutendo come mettere in comune i sistemi di difesa, risparmiando uomini, tempo e denaro. Ci si vorrebbe unire per combattere l’inflazione, contrattare i prezzi per i vaccini ed il gas. Per modernizzare il sistema europeo serve però una forte iniziativa politica.

L’obiezione che da più parti si pone: L’Europa come federazione non può nascere perché ogni suo Paese è molto legato al proprio interesse nazionale. Servono dunque dei leader con investiture più ampie. Ma la scelta di ammodernamento la impone il divenire continuo. In Europa c’è oggi diffusa consapevolezza che nessun Paese europeo possa reggere da solo nel mondo globale.

Dai lavori della Conferenza di “Europa dal Basso” è emerso un sostegno netto a favore del mantenimento del Next Generation EU del debito comune e del programma SURE a sostegno della disoccupazione. Gli europei chiedono più Europa sociale e sono molto più favorevoli alla solidarietà di quanto lo siano i Governi. Si sente il bisogno che l’Europa si occupi di più della protezione dei propri cittadini e l’assistenza reciproca in caso di attacchi da parte di terzi. Le riforme più ambiziose implicano la riforma dei Trattati. I cittadini chiedono più capacità decisionale, più democrazia, più competenze. Da qui la proposta più concreta: Sostituire l’unanimità con il voto a maggioranza qualificata in tutti i settori.

I cittadini, più che i loro governanti, hanno compreso che condividere la sovranità significa avere più potere. Il tempo si spera possa maturare a favore del miglior divenire del nuovo popolo europeo, intanto ci si augura che Commissione e Consiglio Europeo s’impegnino formalmente a realizzare le proposte fattibili a Trattato vigente.

di Salvatore Randazzo