COME DICE TOTO’: “O’ FATT E’ CHISTO, STATEMI A SENTIRE”
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Quasi 3.000 anni fa, il basilico e la pummarola, amanti per contrasto, sia per quanto riguarda il colore che il sapore, si dettero appuntamento a Napoli, per consumare una notte di passione. Il letto di nozze avrebbe dovuto essere una pizza.

Il basilico fu il primo ad arrivare all’appuntamento: arrivò dalla Grecia, pur essendo una pianta di origine persiana, che voleva dire “imperatore”. La pummarola, invece, non fu puntuale: viveva in America e fu costretta ad aspettare che qualcuno si decidesse a scoprire il nuovo mondo. Fu dopo l’avvenuto trapianto nelle terre campane, che il pomodoro si qualificò come ingrediente essenziale a trasformare pietanze insignificanti, in cibi prelibati.

Che cosa sarebbero le nostre pizze a metro e classiche, le nostre focacce, i paccheri, gli scialatielli, gli ziti, gli gnocchi, le capresi, le melanzane alla parmigiana, e del nostro famoso ragù della domenica con salsiccia a punta di coltello e finocchietto selvatico, polpettine golose, e bracciolette ripiene, che Eduardo ne ha decantato l’epopea con la sua commedia “Sabato – Domenica e Lunedì”?
Parliamo poi delle nostre zuppe del contadino, con ceci, fagioli, scarole, cima di rape (friarielli napoletani) ottime con bruschette, ed inoltre i nostri molteplici piatti a base di pesce fresco.

Mille persone che sono diventate amiche, che si sono ritrovate ad assaggiare le nostre specialità e ad inventare con noi le tante ricette splendide, frutto di grande esperienza personale dei titolari, che si cimentano in una grande ricerca di tradizione e innovazione, diventando incalliti professionisti, insieme a tutto lo staff di alto livello professionale.
I nostri fiori all’occhiello: La mozzarella di Bufala dop, certificata. I famosi dolci: babà, pastiera, gli struffoli, i cannoli, i mustaccioli e i roccocò, che addolciscono il palato della nostra affezionata e esigente clientela, di produzione propria.
Il tutto annaffiato con vini, spumanti, e liquori della tradizione campana, il limoncello, il meloncello, il nurchetto e tante altre golosità, scelte puntigliosamente per soddisfare amici e clienti.
E per finire una poesia del grande ed estroso Totò:
“O’ vino è comme ‘a
pelle delicata e na’ bbella
femmina: si ‘a tuocchè senza
grazia, le lasce o’ segno”


