ALL’ELEVEN DI MILANO LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI MARCO ARMIENTI: TRA NATURA E UOMO
Si è svolta venerdì 16 marzo presso l’Eleven di Milano la mostra fotografica di Marco Armienti, giovane fotografo milanese
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A cura di Valeria Spatafora
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La mostra s’inserisce all’interno di un progetto di più ampio respiro che vede l’esposizione di più fotografi, con l’intento di creare un’atmosfera d’intrattenimento culturale tutto nuovo. «Abbiamo voluto abbinare la fotografia e l’arte alla vita dei locali milanesi per cercare di togliere l’idea che l’arte e la fotografia siano noiose», ci ha afferma Davide Cattaneo, organizzatore dell’evento. Marco Armienti coltiva, quasi per “gioco”, la sua passione per la fotografia dall’età di 12 anni e da lì, con la sua prima Polaroid, capisce che “la scrittura con la luce” è per lui un mezzo di espressione unico. Dal gioco alla passione e al lavoro, dopo gli esordi nel campo del fashion, Marco sposta il suo interesse sull’ambiente, la natura, concetti che rappresentano al meglio il suo modus vivendi così come lo stesso progetto presentato all’Eleven: “NATURAL PORT”. Siamo di fronte a un’esposizione di sette opere che, come ci racconta lo stesso Marco, «non è un progetto unico ma sono più progetti, quindi è come se fosse un porto della natura, un “raccoglitore” di progetti legati alla natura.
Il progetto nasce da un insieme di ritratti basati sulla natura e, quindi, tutto ciò che può essere legata ad essa». In alcune foto ci sono dei lavori legati all’inquinamento e altri collegati a quello che è semplicemente l’aspetto estetico della natura come, ad esempio, l’amantide religiosa che, oltre ad essere il fulcro della mostra, è uno degli animali più importanti nel suo immaginario, un po’ anche perché basata su una cultura giapponese alla quale si ispira. Con le sue opere il giovane fotografo, Marco Armienti, intende aprire un discorso legato all’ambiente e, quindi, anche a noi essere umani che ne facciamo parte, che lo viviamo. E’ da questo concetto che “nascono” le fotografie esposte: «all’interno di questo progetto – ha commentato il giovane fotografo – abbiamo dei personaggi più o meno famosi tra cui, ad esempio, un importante fotografo, Salvo Galano, che ha partecipato al mio shooting fotografico interpretando delle persone che hanno delle mancanze d’aria legate all’inquinamento, quindi, la realtà di Milano che io vivo tutti i giorni e, in generale, l’inquinamento globale che tocca tutti quanti. Poi si può vedere un mio autoritratto – ha proseguito Armienti -, fatto appunto con una maschera dietro cui mi nascondo esprimendo così il mancamento d’aria e dando l’impressione di essere quasi soffocato da questa cuffia che, in realtà, è una cuffia da piscina. In un’altra fotografia abbiamo anche l’inquinamento della pelle, perché comunque nella società in cui viviamo apportiamo dei cambiamenti alla pelle tramite orecchini, tatuaggi o, comunque, anche solo tramite l’ambiente che viviamo». «Infine c’è la natura vera e proprio che – come ci ha raccontato Marco Armienti – si raffigura perfettamente tramite l’uomo albero, interpretato da un grande attore romano, Mario Lucarelli, che si è trovato nel suo studio e ha partecipato allo shooting gratuitamente: lui rappresenta bene l’uomo albero perché ha un’espressività molto forte, marcata». Marco Armienti prossimamente parteciperà ad altre esposizioni sempre con l’intento di spiegare questo concetto della natura e, come ha concluso lo stesso fotografo, con lo scopo «di creare la sua raccolta “panini/Armienti” composta da persone che ha incontrato e chiudere questo album: una sorta di diario di persone, scritto con la luce e le emozioni di quel momento».
Di Valeria Spatafora

