Le sfide tecnologiche ed i cambiamenti nel mercato dell’elettronica di consumo
Relazione del Managing Director di SONY Italia Ing. Salvatore Paparelli
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A Cura di Stefano Giovannini
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Mercoledì 9 maggio dalle ore 20 alle 23 si è tenuta a Palazzo Cusani (Via Brera 15, Milano) la serata rotariana a tema “Le sfide tecnologiche ed i cambiamenti nel mercato dell’elettronica di consumo”, che ha visto relatore il Managing Director di SONY Italia Ing. Salvatore Paparelli, un insegnante ideale per spiegare a giovani (rotaractiani, ma Paparelli tiene anche diversi corsi di master universitari) e meno giovani (rotariani di Assago Milanofiori e Cordusio) l’evoluzione del mercato dell’elettronica di consumo ed il modo in cui tale processo (coll’avvento del Web 2.0) ha costituito nell’ultimo ventennio una rivoluzione produttiva non meno importante di quella apportata dalle Due Rivoluzioni Industriali Europee.

Presenti all’evento i Fratelli Giacomel (Ernesto e Lorenzo), il Vicesindaco di Assago Armando Settili, la Presidentessa della Commissione Rotary Friendship Exchange Simonetta Trezzi, il Presidente dell’RC Assago Milanofiori Saverio Mangione, la Presidentessa dell’RC Cordusio Fiorenza De Bernardi, l’ex-Presidente dello stesso Francesco Loperfido e numerosi rotaractiani, tra cui l’incantevole Dott.ssa Annagiulia Longo.

Paparelli ha dedicato il suo intervento a spiegare come l’avvento delle nuove tecnologie mediatiche abbia determinato uno shift poderoso, a volte traumatico e letale (riferimenti non espliciti a Blackberry e Nokia), nelle dinamiche di mercato. «Il mercato è oggi imprevedibile, pertanto occorre essere pronti ad un cambiamento costante se si vuole fare il successo della propria azienda». Non si tratta d’idee stravaganti, ma di crude realtà: «Il bilancio, con riferimento allo scorso anno, delle prime quattro aziende nipponiche operanti nell’elettronica di consumo è in rosso di diversi miliardi di dollari». “La pratica val più della grammatica” è oggi un detto che trova più che mai riscontro nelle politiche di assunzione delle aziende: «Non sarete assunti perché uscite da questa o quell’università famosa, ma perché avete intelligenza, grinta e voglia di fare» dice Paparelli ai giovani del Rotaract. Ed agli stessi spiega quali sono i prerequisiti per lavorare nell’àmbito della gestione aziendale: «Vi servono come minimo: una laurea, la padronanza perfetta della lingua inglese, un’esperienza di studio/lavoro all’estero nell’àmbito d’interesse, talento e tanta determinazione».

Lo sbandamento cui oggi sono sottoposte Europa ed America, innescato dal suddetto cambiamento nel mondo dell’elettronica di consumo (e non solo), ed al quale solo poche eccellenze (vedi Apple, Coca Cola etc.) sembrano in grado di resistere, ha origine in grande misura nell’ottica antimeritocratica per la quale «ricco = intelligente. Questo modo di pensare ha portato molte aziende ad assumere in base all’università di provenienza piuttosto che all’abilità individuale, di fatto autodistruggendosi». L’Asia resiste molto meglio alla crisi anche perché nelle sue migliori università ci sono elementi davvero geniali. «Se l’Europa vuole uscire dal pantano, le sue aziende devono adottare quello che io chiamo il modello organizzativo T-shaped (“a forma di T”; ndr): diminuire la rigidità verticale, favorire la flessibilità orizzontale. Non c’è altro modo di assorbire e superare i cambiamenti congiunturali costanti dovuti alla nuova logica di mercato».

Qual è il nucleo del nuovo modello produttivo/industriale nell’àmbito dell’elettronica di consumo? «La produzione di contenuto. La digitalizzazione ha determinato l’inversione del rapporto d’importanza piattaforma/contenuto. Una variazione sul tema, lampante negli ultimi tempi, è che oggi il cliente cerca prima il “dove” che il “cosa” comprare. Ecco perché è fondamentale ottimizzare i punti-vendita». In generale, insegna Paparelli, oggi è il cliente che determina il prodotto, non l’azienda. Punta dell’iceberg della personalizzazione è lo storytelling, pratica sempre più diffusa nelle aziende di grandecalibro, come la grande e gloriosa SONY.
AZIONE PROFESSIONALE DEL ROTARY:
L’affiliazione al Rotary si basa sulle capacità professionali dei suoi soci, ed ogni club si sforza di creare un microcosmo del mondo degli affari e professionale presente nella Comunità che lo circonda. Questa singolare caratteristica costituisce l’origine dello storico impegno del Rotary all’azione professionale, che rappresenta la seconda delle famose quattro vie d’azione del Rotary. Grazie all’azione professionale, i Rotariani si fanno promotori di elevati requisiti etici, che applicano a tutte le loro relazioni professionali, riconoscendo il valore di tutte le occupazioni utili e offrendo la loro competenza e capacità professionale per affrontare i bisogni e le problematiche sociali. Il club e i suoi Soci condividono la responsabilità della promozione dell’azione professionale. Ciascun club deve sviluppare progetti che permettano di usare le capacità lavorative e professionali dei soci, che a loro volta offrono il loro contributo personale a questi progetti nella piena osservanza dei principi del Rotary. Storicamente, i Rotariani hanno promosso la messa in pratica di elevati standard etici come parte del loro impegno all’azione professionale. Due strumenti sviluppati dai Rotariani – La Prova delle quattro domande e la Dichiarazione degli operatori
economici e dei professionisti Rotariani – rappresentano una mappa per mettere in atto il comportamento etico nell’ambiente di lavoro e in altre aree della vita giornaliera.

