…ma lasciate a casa aglio e paletti di frassino
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Di Maria Teresa Calce
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Fino al 24 marzo 2013 alla Triennale di Milano è possibile visitare la mostra dedicata ad una delle leggende più antiche e suggestive: “Dracula e il mito dei vampiri”. La mostra è stata ideata, prodotta e organizzata da Alef-cultural project management in collaborazione con La Triennale di Milano e Kunsthistorisches Museum di Vienna. La mostra si articola tra opere, dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video con i quali affronta e indaga la figura del vampiro per antonomasia; un percorso “vampiresco” tra oggetti d’epoca e design dei nostri giorni, tra vecchi miti e nuovi divi. Attraverso gli oggetti e le immagini esposte si coglie la dimensione storica, letteraria, e cinematografica, che il mito di Dracula ha saputo ispirare.
Il mondo celebra il centenario della sua scomparsa con una serie di importanti eventi. La mostra è quindi un’occasione per rendere omaggio alla creatura letteraria del romanziere irlandese: Dracula, l’immortale vampiro, principe della notte, antesignano di una lunga serie di emuli più o meno fascinosi. La figura del vampiro, a partire dai suoi più lontani trascorsi folklorici e medievali, ha conosciuto infatti uno sviluppo straordinario entro la cultura illuministica, romantica e contemporanea, per culminare oggi nella saga di Twilight e in una sorta di “vampiromania” che continua smisuratamente a crescere e a sedurre adolescenti e non solo. Il mito di Dracula ha ispirato recentemente Genndy Tartakowsky regista che ha animanto Hotel Transylvania e stilisti come Bob Mackie che ha disegnato per la linea gold label la meravigliosa Barbie countess Dracula.
Visitando la mostra, attraverserete le sale rileggendo per immagini Dracula di Bram Stoker, e tutto quanto è stato prodotto dopo la sua opera, e conoscere colui che lo ha ispirato: questo l’intento della mostra. Le diverse declinazioni del fenomeno del vampirismo sono quindi affrontate in tre sezioni principali: “La realtà dietro il mito”, a cura di Margot Rauch, conservatrice del Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui provengono una serie di eccezionali documenti storici e opere tra le quali il primo ritratto del conte Vlad, figura storicamente esistita nel XV secolo e associata a quella leggendaria di Dracula; “Bram Stoker: Dracula” in collaborazione con la Bram Stoker Estate, che propone una riflessione sul vampirismo nell’ambito letterario con particolare attenzione all’opera di Stoker approfondita attraverso taccuini e documenti del romanziere esposti per la prima volta in Italia; “Morire di luce: il cinema e i vampiri” a cura del critico cinematografico Gianni Canova che, attraverso manifesti originali e videoproiezioni ci immerge nella storia del vampirismo sul grande schermo, dalle prime pellicole in bianco e nero degli inizi del Novecento fino alle saghe degli ultimi anni. Particolare attenzione è rivolta al “Bram Stoker’s Dracula” (1992) di Francis Ford Coppola, di cui sono presentati per la prima volta in Italia alcuni storyboards. Per l’occasione si presenta al pubblico anche l’armatura indossata da Gary Oldman – su disegno della costume designer Ishioka Eiko – eccezionalmente ricostruita dai produttori hollywoodiani dell’originale. La mostra è arricchita, poi, da due interessanti variazioni sul tema. La storica del costume Giulia Mafai offre un’interpretazione originale dell’identità del vampiro e, in particolare, della donna vampiro. Splendidi abiti di scena offrono un particolare sguardo sulla figura della “Donna vamp”, creatura che al vampiro al femminile – incarnato storicamente da Elizabeth Bathory e letterariamente da Carmilla – sovrappone il concetto di donna che distrugge attraverso il potere della seduzione.

La storia del costume apre le porte al “Design del Vampiro” attraverso un racconto per immagini delle dimore e dei luoghi frequentati dal re della notte, con una riflessione sul ruolo di Dracula come “costruttore di città” firmata dall’architetto Italo Rota. Completa il percorso dell’esposizione uno speciale omaggio dedicato a Guido Crepax. In mostra diciotto disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e Valentina, una delle sue più celebri creature. L’allestimento si avvale di ricostruzioni scenografiche e suggestive proiezioni per accompagnare il visitatore verso un’esperienza emozionale alla scoperta dell’affascinante universo degli un-deads. Geniale è la collaborazione con l’Avis, Associazione Volontari Italiani Sangue, che – in occasione dell’esposizione, ma solo in alcuni giorni della settimana – farà conoscere le sue attività e sensibilizzerà il pubblico ai valori del dono e della solidarietà.
Fondazione la Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
Milano
T. +39.02.724341
Ci vado green
Metrò, linee 1 e 2, Fermata Cadorna-Triennale
Autobus, linea 61, fermata Triennale
Orari
Martedi – Domenica
10.30 – 20.30
Giovedi
10.30 – 23.00
Ingresso
intero 8,00 €
ridotti 6,50/5,50 €

