“ Pensieri notturni ripensando alla Favola”

“… questa sono io…”

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A cura di Beatrice Ventacoli

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E’ notte. Sto per andare a letto, quando un suono proveniente dal mio cellulare mi avvisa che qualcuno mi sta cercando. Chi sarà? Per farla breve non proseguirò oltre con questa cronaca, lascio tutto alla vostra immaginazione; dico solo che ora è notte, abbiamo superato abbondantemente la mezzanotte e che sto raggiungendo la consapevolezza e anche la rassegnazione che ogni ora del giorno e anche della notte può essere messa a disposizione per creare un qualcosa. E questo qualcosa già mi frulla nel cervello come un vortice che tende a far cadere verso il suo centro tutti gli altri pensieri, in modo da non dar loro spazio, attirando l’attenzione solo su di se’; un qualcosa che vorrei condividere con voi. Sono davvero felice che la Favola sia piaciuta: ho avuto modo di discuterne con i miei amici, con alcuni lettori, con i ragazzini che seguo a scuola, con i miei clienti. Adoro il confronto e credo che questo costituisca la parte più divertente del mio lavoro: “io la penso così..ma tu a che cosa ti riferivi quando dicevi, ho riconosciuto quella persona della mia vita in tal personaggio, io mi sento quel libro a cui hanno tolto le parole…”; curiosità e stupore, domande e ragionamenti, dubbi e riflessioni. Sull’onda di queste discussioni è nato il secondo articolo dove ho cercato di offrire uno dei tantissimi significati che è possibile dare alla Favola, vista da me un po’ come la metafora del mio lavoro. Io non amo definirmi, anzi a dire il vero mi sento sempre in imbarazzo quando mi chiedono di farlo: non perché abbia qualcosa da nascondere, ma l’etichettarsi inevitabilmente comporta la perdita di qualche possibilità esistenziale alternativa e lo stesso adeguarsi al ruolo che ci vien dato, perdendo l’autentica spontaneità del nostro Esserci.

Diciamo che sono “una filosofa-bacata” come affettuosamente mi hanno definito alcuni miei proff; filosofa nel senso più umile del termine, come colei che è sempre alla ricerca di una conoscenza che sa che non potrà mai raggiungere nonostante la laurea, le scuole di specializzazioni e i master; bacata, perché proprio questo “non raggiungere” mi dà gioia e mi dà la forza di aiutare gli altri portando questo sguardo filosofico nella loro vita e provando a ridar loro una direzione di senso. Detta così potrebbe sembrare un lavoro strano e, a dir la verità, lo è; strano nel senso di curioso, portatore di innumerevoli emozioni, non ancora molto conosciuto, pieno di possibilità, poco invasivo e in grado di ridare alla persona la libertà necessaria per ritornare a vivere. Io potrei dire che mi occupo di “libri che sentono il bisogno di liberarsi da maghi”; premesso: tutti noi nella vita siamo libri e anche maghi, nessuno può sottrarsi a questo destino di ruoli. Quindi non vi è una colpa, semplicemente le cose accadono in un preciso attimo del nostro tempo, in base al ruolo che andiamo ad assumere.  C’è un tempo preciso in cui ci va bene dipendere dagli altri, “fa comodo”, un altro in cui invece vogliamo riprendere in mano le nostre responsabilità, la nostra autonomia, perché ci accorgiamo che il delegare è la scelta più comoda, ma anche quella che ci dà piu’ sofferenza, perché ci porta a diventare ciò che magari non siamo. Piangiamo, ci lamentiamo, ci auto-distruggiamo nel tentativo di comprendere davvero chi siamo. Poi facciamo degli incontri (i topi, la topina, la cui differenza ho già approfondito nel numero di Gennaio) e allora la nostra vita vive il cambiamento; quando ogni speranza sembra perduta ecco arrivare una bambina ( inutile negare la somiglianza con la mia figura professionale) che non si erge però come salvatrice della patria, che non obbliga nessuno ad accettare il suo aiuto, ma che ridona nuova vita al libro con semplicità, offrendo lui un nuovo punto di vista sulla vita, un nuovo progetto. E’ questo che cerco di fare con impegno e passione ogni giorno nel mio lavoro: portare le persone, qualsiasi livello culturale abbiano, a diventar “filosofi” nella loro vita, a prendere in mano con coraggio e serenità la propria esistenza per renderla qualcosa di magnifico e davvero di unico. Non è mai troppo tardi per cambiare, basta solo volerlo e impegnarsi per ottenere quella vita che davvero fa per noi, imparando ad affrontarne i dolori, comprendendo i propri errori e ridando nuova luce ad un Esistere che rischiava di spegnersi.

Di Editore

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