Per la festa della donna regaliamoci un libro che rivendichi i nostri diritti!

Di Marianne Perez Lopez

“A tutte le ragazze che hanno affrontato l’ingiustizia e sono state zittite. Insieme saremo ascoltate”. Con questa dedica Malala ci apre le pagine della sua vita, della sua storia, la cui unica colpa è stata quella di voler studiare. Malala Yousafzai è una giovane attivista pashtun, nata nella valle dello Swat, Mingora, il 12 luglio 1997. Nella sua autobiografia “Io Sono Malala” scritta in collaborazione con Christina Lamb (nota giornalista internazionale), ci racconta come la sua vita, il 9 ottobre 2012 verso mezzogiorno, ebbe una svolta drammatica e dolorosa, che nessuna quindicenne dovrebbe mai affrontare. Era con le sue compagne, in autobus, ritornavano da scuola, dagli estenuanti esami di fine anno, quando, un proiettile talebano, le attraversò l’orbita sinistra per poi conficcarsi nella spalla. Il tentativo dei talebani di uccidere la giovane attivista ha ricevuto la condanna di tutto il mondo e ha portato proteste in tutto il Pakistan. Ma non era ancora arrivata la sua ora, Malala doveva vivere per raccontare a tutte le donne del mondo l’ingiustizia che lei, come tante altre ragazze pakistane, devono affrontare giorno dopo giorno: La dura lotta contro il regime dei talebani, contrari ai diritti delle donne. Da tempo era stata inserita in un elenco di persone da colpire, era vista come una ragazza oscena che andava fermata, perché Malala amava la cultura, amava studiare, essere libera, non si copriva il volto come facevano le sue coetanee, aveva troppe pretese, troppe ambizioni, e per gli estremisti islamici una donna non può avere ambizioni, diritti né pretese… la donna è semplicemente un mezzo per procreare (preferibilmente figli maschi) niente di più. Nel suo libro, arricchito nella parte centrale da 33 immagini che raccontano la sua evoluzione, non ci parla solo della sua tragica storia, ma possiamo anche scorgere la nostalgia con la quale descrive momenti della sua infanzia, in un paese che tanto amava e dal quale è stata costretta a scappare, perché tutt’ora è minacciata e perseguitata dai terroristi. Ma l’attentato, il coma farmacologico, i molteplici interventi chirurgici (tra cui la riparazione di un nervo facciale per fissare il lato sinistro del viso paralizzato) non hanno mai impedito a questa giovane donna di fermarsi, la paura di un nuovo attacco non ha mai ostacolato il suo coraggio, la sua forza d’animo. Malala: Vincitrice di numerosi premi, è attualmente la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, ricevuto nell’anno 2014 “per la battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’educazione”. E’, inoltre, riconosciuta come il simbolo globale dei diritti civili delle donne. Questo libro ci permette di “conoscere” da vicino le usanze, la religione, la storia e la cultura di un popolo molto lontano dalla nostra realtà, ed è indirizzato non solo alle donne, ma anche ai giovani, affinché comprendano l’importanza del diritto all’istruzione, aiutandoli così a non sottovalutare un bene prezioso al quale, purtroppo, non tutti hanno accesso. «La pace in ogni casa, in ogni strada, in ogni villaggio, in ogni nazione: Questo è il mio sogno. L’istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità un mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no».