LOMBALGIA: TRA FALSI MITI E VERITÀ

Un breve colloquio con un professionista sanitario (ad es. con il tuo fisioterapista) di solito è sufficiente per capire se gli esami sono realmente necessari

Con il termine LOMBALGIA viene indicato quel dolore che interessa la zona bassa della schiena; come è ben risaputo, questa patologia può essere dovuta a molteplici cause e può essere definita cronica se persiste per diversi mesi oppure acuta se il dolore persiste soltanto per pochi giorni.
La lombalgia è sperimentata dall’80 al 90% delle persone adulte e nel corso degli anni si sono venuti a creare dei “falsi miti” che cercheremo di sfatare con questo articolo.
Innanzitutto molti pensano che far portare zaini pesanti ai bambini possa causare loro mal di schiena; in realtà gli studi dicono che non ci sono differenze tra chi porta e chi non porta zaini pesanti.
“Devi stare a riposo”, è un’altra frase che abbiamo sentito spesso quando confidavamo, ad una persona a noi vicina, di avere mal di schiena; nei primi giorni successivi all’episodio di dolore acuto, potrebbe essere d’aiuto evitare le attività che intensificano il mal di schiena (allo stesso modo in cui sarebbe d’aiuto evitare di camminare subito dopo una distorsione di caviglia) tuttavia, mantenersi in movimento e ritornare alle attività usuali, gradualmente, promuove il recupero. Al contrario, riposarsi a lungo nel letto non è utile, oltre che associato a livelli di dolore e disabilità maggiori.
Dovremmo stare tutti seduti dritti? Contrariamente a quanto si pensi, nessuna postura in particolare ha dimostrato di prevenire o ridurre il mal di schiena; diverse posizioni possono andar bene per diverse persone. Variare la postura ed imparare a muoversi in modo in modo sicuro e rilassato sono gli aspetti realmente importanti per chi ha mal di schiena.
Anche se potrebbero dare inizio ad un mal di schiena, piegarsi in avanti o sollevare oggetti sono movimenti che dovrebbero essere svolti, così come un podista tornerebbe a correre dopo una distorsione di caviglia; certo, una persona potrebbe avere dolore se solleva goffamente qualcosa che pesa di più di quello che solleverebbe normalmente.
Infine, è stato evidenziato, che gli esami strumentali raramente sono necessari; solo nel 5% dei pazienti con mal di schiena serve effettuare esami strumentali.

Un breve colloquio con un professionista sanitario (ad es. con il tuo fisioterapista) di solito è sufficiente per capire se l’esame è realmente necessario.
Per la prevenzione e la cura del mal di schiena, ovviamente, c’è bisogno di una visione a 360 ° che passa da uno stile di vita sano ad un equilibrio muscolo-scheletrico globale. Diffidate da chi vi promette “miracoli” con delle manovre magiche o con il farmaco di turno (vedi antiinfiammatori o cerotti venduti in tv). Nel prossimo articolo continueremo a trattare quest’argomento, parlando di miti come l’intervento chirurgico o l’allineamento vertebrale.

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Dott. Davide R. Pelella
FISIOTERAPISTA