Le nuove generazioni dimostrino, con il loro impegno, di poter riuscire a migliorare climaticamente il nostro divenire
L’uomo, giorno dopo giorno, si rende sempre più conto quanto sia urgente occuparsi del clima, quanti danni rivengono dall’incuria ed è avvilente che non intervenendo così come si deve e si sa, si provocano disastri irreparabili. Ma l’uomo non è una identità astratta, è rappresentato da una classe politica mondiale che ancora non ha agito nel modo dovuto. Quanto costa all’umanità non prendere le dovute misure per porre rimedio? E’ certo che i capitali non mancano. Si sa che la transizione verso l’energia pulita ed alternativa è indispensabile non solo per ridurre le emissioni di anidride carbonica ma anche per sottrarsi a pericolose dipendenze per forniture di petrolio e gas. Purtroppo, non si agisce, anche se se ne parla, dei danni causati dal riscaldamento climatico. Negli ultimi anni si è rotta la stretta relazione fra crescita dell’economia ed aumento delle emissioni. Se smettessimo di aumentare le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera la Terra smetterebbe di riscaldarsi, come sentenziano gli scienziati, solo tra 15/20 anni. E’ come dire che siamo nel baratro se non si da vita a politiche mirate, rigorose volte a far sì che la TERRA SIA VERDE. Ciò in cui il mondo degli adulti ha fallito può essere recuperato dai giovani. I giovani, proprio coloro che alcuni anni fa sono stati definiti “bamboccioni”, recentemente li abbiamo visti in prima fila nelle manifestazioni di piazza per protestare contro le sopraffazioni e le corruzioni dei governi e delle elite finanziarie. Hanno energicamente manifestato contro il riscaldamento globale e/o contro la vendita di armi e le disuguaglianze economiche affermando nei loro cartelli: “voi avete avuto un futuro lo vorremmo avere noi”. Assistiamo ad una sana rivoluzione copernicana. Una richiesta di pulizia umanitaria voluta espressamente e con forza dai giovani. Gli adulti, in particolare i potenti della terra, dovranno ammettere la loro sconfitta, la loro ignoranza, la loro mancanza di specularità, confrontandosi con il significato vero delle proteste portate avanti dai loro giovani figli che in modo chiaro mettono sotto la cecità di chi ci comanda la tragica situazione della Terra. E’ finalmente di questi giorni la notizia che il Piano UE per gli investimenti sostenibili ha l’obiettivo di trasformare l’economia europea in una economia verde per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il Piano prevede tre linee d’intervento: Facilitare gli investimenti pubblici e privati, aiutare le regioni più colpite, fornire il supporto tecnico per mettere a punto i piani di transizione climatica. Il meccanismo europeo per la transizione equa è un grosso passo avanti. Ma dev’essere chiaro che nessuno può farcela da solo. Cina, Russia, USA e tutte le nazioni del mondo, se s’intende salvare il Pianeta, debbono fare il loro importante passo avanti.
Salvatore Randazzo
