Scenografa, scrittrice, scultrice, capace di trasformare la carta macerata in stupende composizioni artistiche al punto da far invidia ai professionisti viareggini
Da poche settimane si è chiusa a Trezzano sul Naviglio una interessante mostra della trentaquattrenne artista Giorgia Distefano.
“Se le stagioni fossero persone”, questo il titolo della rassegna che ha messo in mostra, ancora una volta, l’abilità di questa giovane artista nel creare dal nulla e con materiale riciclato figure, persone, colori che arrivano, come nel caso di quest’ultimo lavoro, a coinvolgerti nel surreale mondo di un possibile legame tra le persone e le quattro stagioni: «Ho sempre avuto la passione di immaginare l’astratto come se fosse una persona; da qui la scelta di farlo con le stagioni».
Nata ad Abbiategrasso ma da sempre cittadina trezzanese Giorgia Distefano è un’artista particolare, anzi una meravigliosa artista, come la definisce lo storico e affermato critico d’arte Franco Migliaccio, un’artista che riesce a creare delle stupende opere utilizzando materiale destinato alla discarica come carta, cartone, plastica e riciclo organico.
La passione per questo tipo di opere? Nata quando era ancora una bambina. Una voglia matta di usare le mani per dare corpo a quelle “Sue” sculture plasmate con la carta che l’hanno portata ad intraprendere la difficile e particolare attività a soli quindici anni. Da allora è stato un continuo susseguirsi di progetti che gli hanno consentito di realizzare, lavorando e modellando una moltitudine di fogli di carta poi colorati, quella favolosa casa che da anni, nel periodo natalizio, viene visitata, presso il Punto Expo di Trezzano sul Naviglio, da centinaia di alunni delle scuole elementari e medie.
E non poteva che essere così, visto il fantastico e magico capolavoro che è riuscita a produrre con materiale riciclato e migliorare di anno in anno: Una casetta a misura di bambino, una moltitudine di pupazzi, scaffali pieni di ogni diavoleria comprese le letterine depositate dai piccoli visitatori, uno stupendo albero addobbato e illuminato, una infinità di oggetti colorati, scintillanti luci ovunque e quello straordinario trono costruito con centinaia di bottiglie di plastica rossa dove si siede sua maestà Babbo Natale, non possono che affascinare grandi e piccini.
E per la prossima edizione? «Sto già pensando a qualche altra novità per rendere la casa di Babbo Natale ancora più bella».
Dopo aver dato vita a tavole illustrative per libri per bambini. alla “Casa di Babbo Natale”, alla mostra “Se le stagioni fossero persone” e ai testi esposti in queste due mostre, cosa riserva il futuro della giovane artista trezzanese?
«Sto lavorando al progetto “Ho perso me” un viaggio introspettivo in campo psicologico con particolare riferimento a quando non si ha più il potere sulla propria mente», viaggio che, ancora una volta, sarà compiuto e costruito con la sua magica manualità e tanto materiale riciclato.
Cosa dice di lei lo storico e affermato critico d’arte Franco Migliaccio.
«Ogni qualvolta vengo in contatto con il lavoro artistico di Giorgia Distefano sono invaso da un vivo ed eccitante senso di meraviglia e di stupore. Giorgia è una meravigliosa artista che si esprime mediante la realizzazione di mirabolanti installazioni che ci fanno entrare in un mondo fantastico dove le cose hanno un senso solo se si ha il candore dei bambini e la curiosità del ricercatore. Al cospetto di una sua installazione si rimane a bocca aperta per la complessità scenografica e la fantasia di cui la stessa è diretta testimonianza. L’artista, mediante una raffinata pratica dell’accumulo e dell’assemblaggio, riesce a creare spazi relazionali in cui il visitatore viene travolto e risucchiato da uno splendore trasbordante e finanche barocco. E mentre questi insiste a guardarsi intorno per meglio comprendere cosa abbia veramente sotto i propri occhi, si accorge ben presto di una stupefacente realtà: Quei colori rutilanti, quegli oggetti preziosi, quelle scenografie fantasiose e coinvolgenti hanno qualcosa di strano, di inspiegabile. Ma il mistero si svela immediatamente e ci consente di capire che nella “Casa di Babbo Natale” o in qualsiasi altra installazione di Giorgia Distefano, tutto è meravigliosamente fasullo, costituito da materiali poveri, anzi poverissimi, desueti e destinati alla discarica.
Allora la meraviglia si scombina con altri concetti; concetti che sono perfettamente aderenti alla realtà della nostra epoca inchiodata, dopo secoli di sprechi, alla necessità del riciclaggio e della rinnovabilità di qualsivoglia materiale. La nostra artista ci insegna a riutilizzare, con grande profitto e fantasia, tutto ciò che prima aveva avuto una funzione assolutamente “altra”.
Ma questa moderna emula di Re Mida fa però molto di più: Ella trasforma tutto ciò che non ha più funzione né utilità in momenti di vera ed autentica Bellezza, quella Bellezza che, a detta dei poeti (ma noi ci crediamo veramente!) potrà salvare il mondo».
Di Giorgio Villani
