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a cura del Dott. Alfredo Longo

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Il Dottor Longo ci spiega nel dettaglio la situazione di un problema che interessa tutte le donne

Il tumore della mammella è il più frequente tumore femminile e una delle prime cause di morte. Nel mondo ogni anno vengono colpite circa cento donne su centomila; in Italia si verificano 30mila nuovi casi, mentre le morti per questa causa si contano in decine di migliaia. Negli ultimi decenni però, per il continuo progredire delle conoscenze biologiche e delle tecniche diagnostiche, le possibilità di sopravvivenza sono aumentate consentendo alla chirurgia di diventare meno demolitiva. Oggi nel 70% dei casi si osservano tumori più piccoli di 2 cm e molti in una fase iniziale nella quale non hanno ancora acquisito la capacità di diffondersi, i cosiddetti carcinomi in situ, quindi la chirurgia si limita ad un’ampia asportazione della lesione (quadrantectomia) e di un linfonodo ascellare: il linfonodo sentinella, che, se non interessato da malattia, eviterà la linfoadenectomia ascellare. In questo caso alla quadrantectomia si associa la radioterapia a protezione della mammella residua, mentre la terapia medica oncologica, se indicata, potrà fornire un’ulteriore arma. Le tecniche radiologicheattuali permettono di individuare lesioni di pochi millimetri, anche se non palpabili, in una fase in cui la loro asportazione può garantire la guarigione. Tutto ciò ha portato aduna riduzione della mortalità che può arrivare al 30%.

Da quanto detto si comprende come elemento fondamentale nel trattamento del tumore della mammella ela sua prognosi sia la diagnosi precoce. E la diagnosi precoce è intimamente correlata alla prevenzione che si attua mediante l’azione coordinata di varie componenti: un’elevata educazione sanitaria della popolazione unita alla volontà e disponibilità di chi gestisce le politiche sanitarie, una politica di screening sul territorio e un apparato sanitario rappresentato da diversi specialisti (Radiologo, Chirurgo, Oncologo, Anatomopatologo, ecc.) che possa in modo coordinato affrontare tutti gli aspetti del problema. Senza volere entrare nel merito di discorsi tecnici, lo scopo di questo articolo divulgativo è proprio quello di insistere sull’importanza della prevenzione, una catena formata da diversi anelli, primo dei quali è la Donna, che deve essere consapevole che la prevenzione, anche se non elimina il rischio di ammalarsi, può permettere la guarigione, il secondo anello è il Medico curante che la inviti ai controlli più idonei e in caso di malattia sia un valido alleato con gli specialisti nelle terapie e controlli nel tempo. Di seguito la Diagnostica con i tre momenti tradizionali: la visita, l’ecografia e la mammografia da eseguirsi non solo in caso di sintomi, ma sempre con cadenza regolare secondo l’età (si tende ad indicare idonea l’età dei 40 anni per un primo controllo mammografico) e il rischio soggettivo, più la possibilità di ulteriori approfondimenti fino ai prelievi per esami citologici o microistologici, compreso quelli di lesioni non palpabili, la Chirurgia, essenziale sia in fase diagnostica che terapeutica, che va dall’asportazione di lesioni non palpabili effettuata previa centratura ecoguidata della lesione, alla nodulectomia, alla quadrantectomia con asportazione del linfonodo sentinella, alla mastectomia radicale che prevede l’asportazione dei linfonodi ascellari, con eventuale ricostruzione.

Tutto deve essere supportato da un Servizio di Anatomia patologica che possa dare le informazioni morfologiche e biologiche necessarie alla impostazione di successive terapie oncologiche, che vanno calibrate quasi individualmente e completato dalla figura dell’Oncologo che in strettacollaborazione con il chirurgo prenda in carico le pazienti seguendole passo passo nei controlli successivi e nella eventuale terapia. A questi specialisti se ne possono coinvolgere altri nel caso siano necessari: radioterapeuta, fisioterapista, psicologo, esperto in terapie palliative e così via. Da questa breve presentazione si comprende come la senologia possa essere considerata specialità plurispecialistica per eccellenza nella quale è necessario un continuo lavoro coordinato tra i diversi specialisti, ma indispensabile è la partecipazione e la costanza della donna nel sottoporsi a controlli periodici cadenzati.

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