Quale sarà il destino dei popoli?
Sarà più forte l’aspirante autocrate o le Istituzioni la cui funzione è di scoraggiare l’affermazione dell’autocrazia? Dove dovrebbe collocarsi il confine fra democrazia liberale ed illiberale? Trump sta tentando di affermare il suo diritto di governare in nome del mandato popolare annichilendo tutti i contro poteri che la Costituzione USA prevede.
Le più prestigiose Università USA alla fine vinceranno il braccio di ferro con Trump?
Una cosa è certa gli elettori USA non hanno comunque più voglia di accollarsi la difesa dell’Europa.
Una parte consistente della popolazione USA che ha votato Trump al despota è disposta a perdonare tutto. Chi lo ha votato è portato a credere che un affarista alla Casa Bianca sia meno dannoso rispetto a esponenti di un establishment che rappresentano vaste corporazioni abituate a vivere di rendita.
Siamo di fronte ad un logoro schema “struttura/sovranista” per il quale il potere rappresentativo, quello che viene generato dalle elezioni conta poco o nulla.
Trump è un aspirante autocrate, non farà soltanto danni. La partita è aperta ma se Trump verrà sconfitto sarà la politica sua a giocarsela. Ancora lui!
Che Trump non faccia male agli USA perché quel danno ricadrebbe anche in Occidente che ha rappresentato la cultura ed i grandi destini di quel grande Paese di cui Trump non potrà mai farne parte.
Di Salvatore Randazzo
