Nel sud ovest milanese trionfa Formigoni, Corsico resta al centrosinistra, Trezzano passa al centrodestra
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di Alessia Lucchese
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Anche il 2010 ha visto il popolo del sud ovest milanese recarsi alle urne. La scelta che gli elettori si trovavano di fronte questa volta riguardava l’elezione del nuovo presidente della Regione, una sfida che vedeva contrapposti il tre volte eletto Roberto Formigoni, governatore della regione dal 1995, e l’ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Una competizione elettorale inquinata dalle polemiche delle ultime settimane precedenti al voto, riguardanti le irregolarità nelle liste, e che di certo ha pesato sull’affluenza alle urne. Rispetto infatti alle elezioni del 2005, che vedevano sempre il governatore Formigoni scontrarsi contro Riccardo Sarfatti, assistiamo a un calo del 10%, un dato che rispecchia la disaffezione di molti elettori lombardi, che forse per queste elezioni speravano in candidati nuovi, che proponessero nuovi programmi e nuove idee per la Lombardia. L’astensione comunque non ha intaccato la popolarità di Roberto Formigoni, che ha stravinto al primo turno con il 56,10% dei voti contro il 33,27% raccolto da Penati. Un risultato che, nonostante le polemiche delle liste, non ha di certo sorpreso. La candidatura stessa di Penati alla Regione è stata un autogol fin dalla partenza. Forte del risultato che l’ex presidente della Provincia di Milano aveva ottenuto specialmente nel capoluogo lombardo alle scorse elezioni provinciali contro Guido Podestà, Penati aveva già pensato alla prossima mossa. Una mossa che però avrebbe avuto luogo non nel 2010, ma nel 2011, quando la città di Milano sarebbe stata chiamata a scegliere il nuovo sindaco. Ma nel 2010, quale candidato avrebbe potuto fronteggiare Formigoni, forte anche dell’appoggio della Lega Nord (che in queste elezioni ha ottenuto ben il 26% delle preferenze)? L’unico nome disponibile, ma soprattutto di un certo rilievo, probabilmente era quello di Penati. Un sacrificio che ora rischia di mettere fuori dai giochi un candidato che avrebbe avuto tutti i numeri per battere la Moratti e portare il centrosinistra a Palazzo Marino. Ma passiamo a Corsico e Trezzano sul Naviglio, i due comuni che nell’election day del 28 e 29 marzo sono stati chiamati a votare il nuovo sindaco. Due storie molto diverse, quelle di questi comuni: da una parte Corsico, uno dei pochi comuni dell’hinterland milanese ad avere una tradizione mai interrotta dal secondo dopoguerra di sindaci vicini alla sinistra, ma che nelle ultime elezioni politiche e provinciali aveva visto crescere sempre più il consenso del centrodestra; dall’altra Trezzano sul Naviglio, uscita più che malconcia dallo scandalo che aveva visto protagonista l’ex sindaco e marito dell’attuale sindaco Liana Scundi, Tiziano Butturini e l’ex assessore ed esponente del Pdl locale Michele Iannuzzi. In entrambi i comuni, i cittadini sono stati chiamati al voto anche per il secondo turno: a Corsico erano contrapposti Maria Ferrucci per il Pd e Daniele Pilenghi per il Pdl, mentre a Trezzano si scontravano Giorgio Tomasino per il centrodestra e Leo Damiani per il centrosinistra.
Il risultato? Nemmeno le elezioni comunali sono state una sorpresa. Corsico non interrompe la sua tradizione legata alla sinistra nemmeno nel 2010, ma sicuramente sceglie per un forte cambiamento: il sindaco che infatti guiderà la città fino al 2015 sarà una donna, Maria Ferrucci, già assessore alla cultura della giunta Graffeo, che al secondo turno ha ottenuto il 57% dei voti contro il 43% raccolto dallo sfidante Pilenghi. Nella sconfitta del Pdl a livello locale, che invece vince per quanto riguarda la scelta del presidente della Regione, con Formigoni scelto dal 46% dei votanti, pesa forse la mancanza di un candidato forte, in grado di spezzare un’egemonia così forte come quella del centrosinistra su Corsico. Una vittoria, quella di Maria Ferrucci, che in un certo senso ha visto l’ex assessore battersi da sola contro le scelte degli altri compagni di giunta e di partito fin dalle primarie dello scorso autunno.
Una grande sfida ora attende il nuovo sindaco: quella di portare avanti questo cambiamento in maniera autonoma e indipendente, proprio come ha fatto da candidata. Risultato più che prevedibile anche a Trezzano, dove l’ex assessore della giunta Pirani Giorgio Tomasino vince su Leo Damiani con il 58% dei voti contro il 42% dello sfidante. Una vittoria che lasciava pochi dubbi già dalle elezioni dello scorso anno quando avevamo visto il Pd crollare sia alle elezioni europee che a quelle provinciali. Dopo le baruffe all’interno del Pdl locale, che avevano inizialmente visto fronteggiarsi circa una decina di candidati alla poltrona di primo cittadino, e dopo il repentino rifiuto di Gian Gaspare Balestrieri a correre per il centrodestra trezzanese, il Pdl non vede scalfito il proprio consenso. A Tomasino e ai suoi spetta ora un compito non facile: portare fuori il comune dalla bufera ma soprattutto dare anima e corpo alle critiche rivolte negli ultimi cinque anni all’Amministrazione Scundi.
