Brenntag: Sventato un possibile disastro a fuoco. Molti fusti con residui di liquidi
Sollecito e determinante l’intervento dei tecnici interni e dei vigili del fuoco di Milano. Sul luogo anche i tecnici delle FS dopo che il fuoco ha intaccato cabina e cavi elettrici
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A cura dell’Arguto
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La Brenntag di Trezzano? È l’azienda più sicura del mondo; cittadini, anche se li dentro ci sono decine di cisterne contenenti prodotti tossici, infiammabili, esplosivi e corrosivi non vi dovete preoccupare perché i sistemi di sicurezza sono talmente efficienti che nell’arco di qualche secondo sono in grado di scongiurare qualsiasi pericolo. Questo è quanto vanno dicendo da anni le Autorità locali, provinciali e regionali. Affermazioni che hanno il solo scopo di soffocare la voce di quei pericolosi allarmisti che sono gli esponenti dei comitati cittadini che da tempo sostengono che questa azienda, che sorge a poche decine di metri da abitazioni e scuole, se ne deve andare.
Ma la realtà, a volte, è talmente cinica che riesce, proprio nel più bello della recita, a metterci lo zampino e a spazzare via in un sol colpo quelle che sono solo delle fanfaronate perché se una azienda tratta prodotti pericolosi di conseguenza è una minaccia quotidiana per cose e persone, ergo non ci sono scusanti che tengano: deve essere immediatamente trasferita a chilometri di distanza dalla prima abitazione. La scorsa settimana si è svolta la solita “scampagnata” all’interno della Brenntag da parte di coloro che gestiscono la cosa pubblica a Trezzano. Una passeggiata che aveva il solo scopo di dimostrare quanto è pulito il selciato dell’azienda, quanto sono ben accatastate le centinaia di fusti contenenti i pericolosi liquidi, quanto sono lucide le decine di cisterne che si elevano nel cielo come dei giganteschi funghi e quanto sono in ordine le decine di mega cisterne che sprofondano invece nella terra per metri e metri. Il risultato dell’ennesimo sopralluogo in questa multinazionale che il Ministero cataloga ad Alto rischio?

Ovvio, non potrà mai succedere nulla e per farlo sapere anche agli altri Amministratori pubblici era stato deciso di fare un’ulteriore escursione, questa volta con tutto il Consiglio Comunale. Poi, pochi giorni dopo queste euforiche decisioni, il cronista, alle 12.30 riceve una sibillina telefonata: “Si è sviluppato un incendio alla Brenntag: incendio che sta provocando una lunga scia di fumo acre e nero che si alza sempre più alto nel cielo”. Al giornalista bombardato da tempo dalle certezze di Pubblici Amministratori e titolari dell’azienda, sorge un dubbio “Mi stai prendendo in giro”? “Assolutamente no, replica l’interlocutore”. A questo punto il giornalista vola verso la Brenntag. Tutto vero. Sul posto ci sono numerosi tecnici dell’azienda, due autobotti e decine di vigili del fuoco che si stanno adoperando per spegnere un incendio che aveva già intaccato una decina di fusti. Con il trascorrere del tempo, parallelamente al ridimensionamento delle lingue di fuoco, il fumo si allarga sempre più sino a sparire, contemporaneamente al cessato pericolo.
Nel frattempo, sul posto arrivano anche uno, due, tre mezzi delle ferrovie dello Stato, i tecnici scendono e, dopo aver scavalcato un muretto, si precipitano lungo la massicciata dei binari dei treni. Il motivo? Il fuoco e il calore hanno intaccato la cabina elettrica, bruciato i cavi e bloccato il sistema automatico che da il via libera al transito dei treni di linea all’interno dell’azienda. Si perché in questa azienda ritenuta ad “Alto rischio” dal Ministero, incredibilmente transitano anche i treni della linea Milano Mortara. Poi sul posto arrivano anche la polizia municipale, alcuni Amministratori pubblici e altri tecnici. Insomma è un via vai continuo di persone intorno ai molti fusti carbonizzati; persone che ora cercheranno di capire cosa è successo e quali sono state le cause dell’incendio. Dietro al giornalista che ha appena annotato le scritte come benzolo o acido citrico che compaiono sui fusti davanti a lui, ci sono tre o quattro cittadini che commentano l’accaduto e all’unisono affermano “Questa volta ci è andata bene ma la prossima sarà ancora così oppure arriverà l’ordine di evacuazione da Trezzano”? E’ vero; ora c’è da capire se quei politici che danno dei terroristi agli esponenti dei comitati cittadini che si stanno battendo per allontanare da Trezzano la Brenntag, in quella ipotetica circostanza, (nelle aziende di questa multinazionale si sono già verificati grossi guai in più parti del mondo) saranno almeno in grado di salvare delle vite umane oppure, se la daranno a gambe levate infischiandosene della collettività.

