Un istante prima
Conviviale rotariana sul tema del terrorismo internazionale, ospite d’eccezione il Magistrato Stefano Dambruoso
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A cura di Stefano Giovannini
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Mercoledì 18 gennaio presso l’Hotel Royal Garden di Assago (MI) dalle ore 20 alle ore 23 si è svolta la cena conviviale rotariana, organizzata da Rotary Club Assago Milanofiori (Pres. Saverio Mangione), a tema terrorismo internazionale. Nello specifico si è voluto esaminare coll’ausilio del Magistrato Stefano Dambruoso come sia cambiata la lotta al terrorismo internazionale dall’11/09/2001 ad oggi. Dambruoso ha illustrato, al termine della cena, il contenuto: «Nell’ultimo decennio, cos’è cambiato nella prevenzione del terrorismo internazionale? Prima dell’11/09/2001 avevamo sottovalutato il rischio, oggi invece ne siamo consapevoli: ciò rende la nostra vita più sicura. Gli U.S.A. hanno guidato la prevenzione terroristica violando spesso i diritti umani, come nel carcere di Guantanamo, nel quale i prigionieri non vedevano riconosciuto il proprio diritto alla difesa legale. Con questa prassi eravamo tutti d’accordo nel 2002, oggi non più.

Obama in campagna elettorale aveva promesso di chiudere Guantanamo, ma gli è stato impedito dalla C.I.A. Negli U.S.A. se non si mantengono le promesse fatte in campagna elettorale, allora è difficile venire rieletti. Tuttavia a favore di Obama è il fatto che sia riuscito ad eliminare Bin Laden. C’è chi ha da ridire sull’eliminazione di Bin Laden, in quanto è avvenuta senza processo legale. Io penso che in questo caso sia stato giusto farlo fuori sùbito, poiché trasportarlo e mostrarlo incatenato al mondo tramite i mass-media sarebbe stato troppo pericoloso, data la possibilità di un’alimentazione del risentimento dei terroristi islamici indiani, pakistani ed afghani. Oggi noi dell’antiterrorismo siamo in grado di prevenire attentati stile-11/09/2001, tuttavia ce ne sono di altro tipo, che ancora non riusciamo ad impedire. Oltre ai rischi ipotetici di avvelenamento di fonti idriche e/o impiego di bombe “sporche” (virali; ndr), ce ne sono di più concreti dovuti alla tendenza recente delle conversioni improvvise al terrorismo. Spiego questo concetto tramite un esempio che ci tocca da vicino: il 12 ottobre del 2009 davanti alla caserma di Piazzale Perrucchetti a Milano il libico Mohamed Game azionò un ordigno acido self-made di quasi cinque kilogrammi, ferendo se stesso e due militari (il primo attentato kamikaze in Italia).

Era un disgraziato che dopo aver perso il lavoro non aveva ricevuto alcun aiuto da parte delle istituzioni per provvedere al mantenimento di se stesso, della propria moglie (italiana) e dei propri figli (avuti dalla moglie italiana). Tre mesi prima dell’attentato, spinto dalla medesima esasperazione, aveva tentato di aggredire l’On. Daniela Santanchè. Una delle indicazioni del libro è quella di stare attenti ai singoli sbandati emarginati, perché sono potenziali attentatori (legati o meno all’Islam). Purtroppo la prevenzione di questi casi è resa difficile da Internet, che veicola i simboli jihadisti innescando moti di follia anche in individui di cui è difficile sospettare». Alla relazione è seguito il dibattito col pubblico. Riportiamo domande e risposte (tutte le risposte date da Dambruoso): D1) Che ne pensi del film sull’11/09/2001 di M. Moore? R1) Ho lavorato cogli americani prima e dopo l’11/09/2001: per quanto cinici, non sacrificherebbero tremila connazionali per scatenare una guerra di cui non hanno necessità. D2) Molti arresti per terrorismo sono stati seguiti da rilasci degli imputati, perché? R2) In termini giuridici sono state seguite le normali procedure. I gradi di giudizio sono tre e vanno rispettati. Anche a me è capitato di vedere rilasciate persone che avevo condannato. Il Parlamento è pieno di avvocati, per questo ci sono così tante leggi pro-difesa. D3) Gli U.S.A. hanno fatto bene a reagire all’attacco terroristico colla guerra o sarebbe stato meglio che rispondessero in altro modo? R3) L’opinione pubblica è stata pro-guerra fino a quando il conflitto non si è esteso all’Iraq, Paese che non aveva alcunché a che vedere col terrorismo. Comunque, anche a causa della crescita della Cina e dell’espansionismo russo, nel prossimo futuro ci saranno senz’altro nuove guerre, per accaparrarsi le fonti di energia e le zone più ricche di materie prime. D4a) Perché Lei da un lato invoca la difesa del diritto alla tutela legale dei prigionieri di Guantanamo, ma dall’altro appoggia la decisione di uccidere Bin Laden senza processo?

R4a) A volte il diritto alla sicurezza deve prevalere sulla “sicurezza dei diritti”: la morte immediata di Bin Laden ha per certo evitato la morte di migliaia di innocenti per mano dei suoi sostenitori. Nel caso di Guantanamo era invece importante processare i detenuti prima della condanna, tanto sarebbero stati condannati comunque. D4b) Quindi nel caso di Guantanamo Lei sostiene il diritto alla tutela legale solo per una questione formale? R4b) Sì, era necessario mantenere una facciata di legalità per salvaguardare l’immagine delle Istituzioni agli occhi dell’opinione pubblica. D5) A fronte della metamorfosi del terrorismo occorsa nell’ultima dècade, il nostro sistema poliziesco è oggi in grado di difenderci? R5) Ho collaborato colla Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali di Milano: garantisco che è molto più preparata dei suoi corrispettivi di altri Paesi.

Questo il curriculum vitae di Dambruoso: “In magistratura dal ’90. Nel ’92 nominato sostituto procuratore ad Agrigento. Dal ’94 al ’96 applicato alla procura distrettuale di Palermo. Dal dicembre ’96 alla Procura della Repubblica del tribunale di Milano. Dal 2001 nella Direzione distrettuale antimafia di Milano. Nel 2003 in contatto con la Law Enforcement americana per perfezionare strumenti investigativi contro crimine organizzato e terrorismo islamico. Da maggio a luglio 2003 consulente dell’Istituto internazionale delle Nazioni unite per la ricerca sul crimine e la giustizia. Il 19 aprile 2004 incaricato come esperto giuridico presso la Rappresentanza permanente italiana dell’Onu di Wien. Con Guido Olimpio del Corriere della Sera, il libro Milano-Bagdad. Diario di un magistrato in prima linea nella lotta al terrorismo islamico in Italia per Mondadori. Il 5 novembre 2010 nominato membro del Consiglio Direttivo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare italiana. Nel 2011, insieme al giornalista Vincenzo Spagnolo, il saggio Un istante prima, sempre per Mondadori (collana Strade blu)” (fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Dambruoso). Di quest’ultimo volume (venduto in sala dal Rotary al prezzo di € 25,00 invece che al prezzo di copertina di € 17,50 per racimolare soldi per l’acquisto di un cane per ciechi).
