La Finscott promette di ridare lustro al Palazzo di Cusago…“Sperem”

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A cura di  Maria Teresa Calce

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Una convention elegante quella dei “Castelli del Ducato” tenutasi a Cusago il 16 maggio, alla quale hanno partecipato oltre al Sindaco di Cusago Daniela Pallazzoli, anche il Sindaco Giudo Colombo di Somma Lombardo capofila italiano del progetto Castelli del Ducato e al Presidente di Bellinzona Turismo – Flavia Marone, anche l’On. Podestà, Presidente della Provincia di Milano, i Professori: Pertot e Franchini del diparimento di Architettura del Politecnico di Milano e la Dott.ssa Gastel – Presidente FAI Lombardia, che ha patrocinato il Convegno, dacché il Castello di Cusago è risultato essere “luogo del cuore” durante il censimento proposto dalla Fondazione. Gli interventi sono stati coordinati dal giornalista del sole 24 ore, Marco Carminati che ha usato toni entusiastici per descrivere l’evento.

Il Castello di Cusago

Parole come “resurrezione e riutilizzazione” sono state usate per descrivere quei luoghi storici che vanno dal Canton Ticino alla Lombardia. L’attenzione si concentra sul Sindaco di Cusago quando dichiara «valuto positivamente la possibilità occupazionale e la positiva ricaduta sull’imprenditoria locale, in particolare ristoranti e hotel. Sarà compito dell’Amministrazione comunale far sì che sia ben rappresentato all’interno del progetto anche lo spazio per il collettivo, in modo che anche il pubblico e in particolare la popolazione di Cusago possa fruire di aree per eventi, concerti, arte e cultura. E’ giusto che l’eccellenza italiana sia declinata in funzione del business, ma ricordiamo che è anche espressione di eventi culturali, artistici, musicali, espositivi”. Il progetto ha inoltre il pregio, per l’Amministrazione Comunale, di potersi realizzare nel rispetto del patrimonio architettonico: «Il fatto di non avere più un rudere, ma un castello visitabile e fruibile dalla popolazione, è di grande valore.

Ci auguriamo che il restauro possa procedere rapidamente, in modo che il progetto sia pronto per Expo 2015». In effetti un Castello è un ottimo punto di partenza per far rivivere i contenuti di arte e cultura che rendono l’Italia un paese dalle caratteristiche uniche al mondo. Proprio sull’eccellenza Italiana si fonda il progetto della Finscott, che dichiara di voler trasformare il Castello in un polo di eccellenza del “made in Italy”, con uno spazio dedicato a contenuti di moda, design e high food.
Considerato che la storia del Castello annovera tanti progetti di ristrutturazione, tante proposte di acquisto che poi non sono andate a buon fine, ci auguriamo molto che almeno quest’ultima possa concludersi come tutti i Cusaghesi vorebbero. La precisazione è d’obbligo, soprattutto quando parliamo di qualcosa che sta a cuore a molte persone come il Castello di Cusago. Conosciamo ormai bene la sua storia. I giornali, anche i più autorevoli, ripetono a menadito quanto minuziosamente raccolto sul sito del comune stesso.  Sia chiaro, che nella situazione attuale il Sig. Scotti appare come un’oasi nel deserto, pertanto speriamo non svanisca. Ma alla convention c’era anche il pubblico, tra questi non potevano mancare alcune delle figure “storiche” di Cusago, persone che hanno lo stesso temperamento di “Cusaghino” così ribattezzato, dopo l’uscita del libro di Simona Borgatti – insegnante, giornalista e scrittrice, autrice di “Castelli Fratelli”: «Come tutti auspico a breve una sistemazione dell’immobile e la notizia data al convegno non fa che ben sperare, inoltre se il castello fosse pronto per Expo sarebbe la classica ciliegina. Mi piace l’idea, non nuova peraltro, di poterne fare in una parte la sede del Parco Sud. Però occorre cautela: anche se le proprietà “moderne” sono state sostanzialmente due, i progetti sono sempre e tutti naufragati e mi auguro che i futuri proprietari riescano a superare le difficoltà dei loro predecessori. Il rogito comunque non è stato ancora firmato, i 20 milioni ipotizzati non sono certo pochi e in un momento di crisi finanziaria pesano ancor di più. E poi occorre collocare in tutta la questione il ruolo importante della Sovrintendenza e vedere cosa prevede l’accatastamento del castello.

Ciò che mi auguro è che qualsiasi destinazione d’uso si darà al bene, questa possa prevedere uno spazio godibile dal pubblico per attività culturali. Personalmente ho sempre creduto che Cusago avesse delle ottime potenzialità: castello, abbazia di S. Maria Rossa, mulino, cascina Palazzetta. Se tutti questi luoghi in passato fossero stati messi in rete tra pubblico e privato allora avremmo avuto una realtà ben diversa da quella odierna e allora sì che avremmo potuto “vivere” le eccellenze del made in Italy, il turismo di nicchia, la realtà culturale-museale, l’istruzione, l’attività ricettiva, residenziale e la ristorazione: in pratica in punti diversi avremmo potuto condensare tutti i progetti, naufragati, che si sono avuti sul castello. Infine mi chiedo perchè il Cavaliere, amante del bello e vecchio proprietario che ha fatto gli spot sul Belpaese, abbia permesso la decadenza di un monumento nazionale “fratellino” dello Sforzesco. Ma forse sono troppo ingenua ed idealista». Altro incontro significativo è quello con Federico G. Martini – promotore del Comitato “Salviamo il castello di Cusago” noto scrittore e portavoce di ben 3.000 firmatari della petizione che porta il nome del comitato «ciò che si può facilmente evincere, leggendo comunicati stampa, articoli apparsi su vari giornali, nonché ascoltando commenti di molti addetti ai lavori, sono i toni entusiastici che riguardano “il passaggio di proprietà” del nostro (fin qui) povero e bistrattato castello. Un avvenimento del genere certo rappresenterebbe una svolta epocale nella storia di Cusago, giacché istanze, attese e speranze sono state partorite a getto continuo, tenendo sempre acceso l’interesse dei Cusaghesi ma anche di tanti cultori di storia e di arte. Personalmente intendo mantenere i piedi per terra, ammaestrato da precedenti esperienze non proprio esaltanti, pur essendo pronto ad andare a San Giacomo di Compostella (facendo l’ultimo tratto in ginocchio) se il presente accordo andrà a buon fine. Come promotore del Comitato “Salviamo il Castello di Cusago” ho offerto la mia doverosa disponibilità al dott. Scotti, potenziale acquirente del maniero visconteo, affinché eventuali ostacoli con le varie Istituzioni possano essere rimossi. Comunque il mio pragmatismo mi suggerisce di seguire questo progetto con cautela che, come dice giustamente l’attuale Sindaco, dott.ssa Pallazzoli, nel suo comunicato ufficiale, è ancora in uno stato embrionale benché interessante per tutto ciò che di bene può svilupparsi attorno allo stesso. Quindi se in fondo al vaso di Pandora, dopo che sono usciti tutti i mali del mondo, resta quella grande virtù che è la speranza, sarò, insieme a moltissimi altri desiderosi di vedere rinascere questo nostro gioiello storico e architettonico».

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