Le scuole di via Tintoretto allagate ed il loro tetto che si riparerà nel 2013, i 33 lavoratori licenziati della TMS messa in liquidazione, il futuro PGT e le sue forti colate di cemento, ecc., ecc..
——————————
A cura di Salvatore Randazzo
——————————
Appioppare la parola “disastro” al non operato dell’attuale Amministrazione trezzanese ci è sembrato, in primis, di esserci serviti di una parola dal significato piuttosto forte. Disastro equivale a disgrazia, calamità, rovina, sconquasso, sinistro, tracollo, ecc., ecc. . Poi, dopo attenta riflessione, abbiamo ritenuto che la parola ci può purtroppo stare. Son trascorsi due anni e più e questa Amministrazione non è riuscita a superare il patto di stabilità, non ha provveduto in alcuna maniera a sistemare strade e marciapiedi, a dare una illuminazione decente e conseguentemente a compromettere la sicurezza, a provvedere al decoro e tante altre cose ancora. Per esempio: Recentemente si è abbattuto sul territorio un forte temporale, il tetto non idoneo della scuola di via Tintoretto ha permesso che si allagassero le aule. L’Amministrazione consapevole che le prossime piogge, per i lavori dalla stessa non eseguiti, allagheranno le aule, non ha stoltamente provveduto – così come ha dichiarato il Dirigente degli Uffici Tecnici comunali – ad iniziare a fare i progetti e le gare d’appalto per dare inizio ai lavori di ripristino, per salvaguardare la salute dei ragazzi ed il patrimonio comunale. Gli interventi potrebbero aver luogo forse nel 2013 e fino a tale data pertanto le piogge potranno, indisturbate, allagare aule e studenti rimanendo il tetto non riparato.
Per esempio: Per quanto concerne il Parco del Centenario, che è l’unico vero gioiello di cui dispone il Comune, la manutenzione in cui lo stesso si deve occupare è deficitaria come tutte le manutenzioni che il Comune, in generale, deve effettuare sul territorio. E nella fattispecie i ponticelli sono da molto tempo distrutti ed impraticabili. Ma ancora a titolo di esempio: Un recentissimo Consiglio Comunale ha votato l’avvio della procedura di liquidazione della TMS, società controllata al 100% dal Comune di Trezzano Sul Naviglio.
Hanno votato a favore i Consiglieri di Maggioranza con l’esclusione dei PDL: Amato e Russomanno che sono usciti dall’aula assieme ai Consiglieri di Opposizione (di costoro risultavano assenti Guastalla e Perrone). Inoltre si sono “astenuti” Marotta (PDL) e Pinna (Lega). La liquidazione di TMS, tra le altre cose, pone in difficoltà 33 persone e rispettive famiglie per la perdita del loro posto di lavoro. TMS è stata costituita dalla Amministrazione Trezzanese di Centrosinistra ed aveva in essere cinque contratti di servizio con il Comune: Farmacia, igiene ambientale di parchi e giardini, pulizia immobili comunali, manutenzione immobili comunali, illuminazione votiva. La Società evidenziava una sola posta attiva nell’illuminazione votiva.
E’ tutto dire! Da una valutazione dei dati riportati nei bilanci dal 2007 al 2011 si è riscontrato come la vera crescita era riconducibile all’aumento dei soli costi, in particolare i costi del personale (i dipendenti sono triplicati: dai 12 assunti nel 2007 si è passati ai 33 del 2009), a tali aumenti peraltro si è contrapposta, in particolare nel 2010, una riduzione incomprensibile dei ricavi che poi è cresciuta un poco nel 2011 ma mai in proporzione ottimale. Per la verità la società, quasi in tutto il suo periodo di vita, ha sempre fatto registrare solo perdite che hanno inferto un duro colpo al capitale sociale. Sembra quasi impossibile pensare che in Italia esistano farmacisti poveri se quella comunale trezzanese non costituisse l’eccezione alla regola e di cui nessuno si è preoccupato di saper invertire la rotta. Dall’analisi risulta anche che la società non disponeva di patrimonio netto trovandosi in pieno deficit. Le difficoltà economico finanziarie e gestionali hanno fatto registrare il succedersi di parecchi CDA, tutti incapaci a mettere sulla strada giusta l’azienda. E’ indubbio che la crisi del Socio unico si sia riversata anche nella sua controllata il cui Collegio Sindacale nel 2010 ha per la verità evidenziato la difficoltà in cui la stessa versava: perdita di valore del patrimonio netto. Ma di tale informazione non se ne è fatto concreto tesoro. Diciamoci la verità! Quando si costituisce una società lo si deve fare per raggiungere degli obiettivi, nella fattispecie attuale per dare servizi ai cittadini a costi contenuti e non certamente per assegnare poltrone, fine a se stesse e con certi emolumenti, a persone che hanno dimostrato di non conoscere l’abc della gestione di una qualunque azienda ed infatti lungo l’arco della sua triste vita la società, principalmente a causa loro e di chi li ha nominati è stata sempre in perdita. Fu colpa del Centrosinistra prima a non saperla gestire e fu colpa del centrodestra dopo a non aver disposto di risorse idonee ad avviarla al successo. L’unica cosa di cui siamo certi è che non si possono incolpare i dipendenti dell’insuccesso aziendale. Loro non hanno di certo provveduto a programmare assunzioni oltre misura o ad aumentarsi lo stipendio autonomamente. E’ sempre stato incapace il socio unico, espressione di destra e/o di sinistra a saper dare giusti indirizzi all’azienda ed uomini competenti a gestirla, esercitandone programmazione e controllo. C’è un caso interessante ed unico che merita la dovuta attenzione. Il Presidente Morandi nominato l’8 giugno si è dimesso proprio il 24 dello stesso mese. Costui deve aver capito alla svelta; pensiamo sia l’unico Amministratore che non abbia condiviso le logiche del socio unico ed invece di occupare inutilmente la poltrona, onestamente ha preferito lasciare. Son dunque costoro (manager e socio unico) che dovrebbero rispondere del fallimento di TMS e del danno che hanno, irresponsabilmente, procurato ai 33 dipendenti per aver perso il lavoro ed alla cittadinanza colpita da tale ingiustificato fallimento. Certo, in base alla legge, oggi non si poteva fare che quello che si è fatto. Ma le persone intelligenti, i managers aziendali preparati pensano per tempo, indirizzano, guidano, stabiliscono linee strategiche certe perché i risultati finali siano positivi e TMS peraltro non era una società difficile da gestire. Oggi la messa in liquidazione di TMS ed i motivi per cui ciò è avvenuto è una grave sconfitta per gli Amministratori della stessa e per il Socio unico che non è intervenuto a tempo debito e nei modi dovuti…
Ma continuiamo con gli esempi. Come prima dicevamo questa Amministrazione non risulta abbia dato segni positivi del proprio operato per la città, però una loro attività la stanno svolgendo, presenteranno a breve in Consiglio un loro Piano di Governo del territorio, sembrerebbe in luglio, agosto, quando tutto si può fare mentre tanti cittadini sono assenti. Nessuno ha visto il progetto, si ne è parlato in una riunione con i cittadini solo di principi ispiratori volatili e di sceneggiate da non descrivere (ma è quello che sa offrire l’attuale Amministrazione). Pare che nelle segrete stanze il pacchetto sia stato già confezionato, qualcuno infatti ne parla e sembra che Trezzano, che di un vero Piano di Governo del Territorio avrebbe grande bisogno, riceverà invece da questa imprevedibile Amministrazione, con il suo segreto progetto, una forte e diffusa colata di cemento, a beneficio non certo dei cittadini. A Trezzano risulta ci siano centinaia di appartamenti vuoti cui si aggiungeranno tutti quelli che questa Amministrazione intende far costruire. Cui prodest? E perché? Per le opere di urbanizzazione che si riceveranno una volta sola mentre ai nuovi cittadini bisognerà dare tutti i servizi per tutta la vita? Non dimenticando che Trezzano da servizi molto scarsi ai suoi cittadini da lungo tempo qui residenti. Ci chiediamo quanto verde rimarrà a Trezzano e perché questo sindaco che pare che con i verdi amoreggi, li voglia tradire proprio sul loro terreno? Lo conosceranno bene anche loro. Lasciamo al lettore il commento.
Ma sempre a titolo di esempio. Si è visto mai che in una famiglia numerosa, ridotta alla fame, il genitore invece di acquistare i beni di prima necessità si approvvigiona prima di ogni cosa di caviale et similia? Bene a Trezzano, come dicevamo, ci sarebbe da sistemare il tutto ed il Comune invece di preoccuparsi di fornire i servizi essenziali ignora tale impegno e costruisce una pista ciclabile che non si sa dove finisce, che ha nel bel mezzo della stessa pali dell’energia elettrica, che insomma servirebbe se fatta bene dopo aver pensato di fare ciò che è veramente ora essenziale. Tralasciando gli educativi esempi di cui sopra, e comunque grazie anche agli stessi, ci pare che la parola “disastro” da noi usata per il titolo di questo articolo sia proprio appropriata. Le Giunte dell’attuale Sindaco, forse perché capitanate dallo stesso, fino ad oggi hanno fatto vivere i cittadini in un ambiente non propriamente vivibile: strade inidonee, illuminazione deludente, sicurezza scarsa, pulizia di cui non possiamo non lamentarci, verde non curato, scuole con il tetto non idoneo, abbandonate al loro destino, viabilità e traffico inquinante, patto di stabilità non centrato, società controllata messa in liquidazione con personale sul lastrico, per una gestione non certamente competente e pertinente e poi l’arrivo di un pacchetto di cemento che non serve se non per cancellare quel poco verde che è rimasto a Trezzano. E se la società di consulenza che si è occupata di TMS, potesse interessarsi, con il dovuto rigore professionale, anche dell’azienda comunale cosa verrebbe fuori? Scopriremmo perché il nostro Comune è così in generale mal ridotto a causa di una gestione politico-amministrativa tutta da rifare?
Speriamo che la legislatura non ci regali altri guai anche se ne dubitiamo molto.


