Tomasino propone lo stesso progetto di Pgt Scundi che ha causato la sconfitta del centro sinistra
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Di Selene Lentini
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Consigliere Provinciale, ci parli dell’attuale PGT di Trezzano sul Naviglio. «Il Piano Regolatore vigente, approvato e voluto dalla Giunta Pirani, di cui Tomasino faceva parte, prevedeva circa 350.000 metri cubi di residenziale finalizzato soprattutto a eliminare quella promiscuità, ereditata dalle Amministrazioni di sinistra, evitando l’urbanizzazione mista (case in centro alla città confinanti con capannoni). Alcune aree, in questi 10 anni, si sono pianificate. Lo scopo della Giunta Pirani, era quello di andare incontro ad un altro grande problema, ovvero la viabilità. Trasferendo, infatti, i capannoni fuori dal centro della città, avrebbe ottenuto 2 effetti: meno inquinamento acustico/atmosferico e traffico diminuito, avendo così un centro-città composto da abitazioni e non da capannoni». Mi scusi, il Progetto ultimo Scundi-Tomasino, quanti m cubi prevederebbe di edificabilità? «Sommando tutti gli interventi previsti nel PGT si arriva a circa 1.000.000 di m cubi». Secondo Lei Trezzano ha necessità di ulteriore tale volumetria abitativa, vista l’attuale crisi economica mondiale, e quanti cittadini in più arriverebbero? «Trezzano non ha necessità di tutto ciò. Trezzano va ridisegnata a misura di Trezzano, tenendo in considerazione alcuni aspetti: viabilità, ambiente, inquinamento, servizi, scuole, trasporti, ecc.ecc.. Tutto ciò se si realizzasse, così come proposto, porterebbe circa 8.000 cittadini in più sul territorio». Dal Pgt Pirani del 2001 alla proposta Scundi, riproposta pari pari dall’attuale Sindaco, ci può dire se le filosofie di questo progetto riescono a cambiare in meglio il volto della città? «Da uomo politico, leggendo il Pgt Scundi-Tomasino, capisco immediatamente che è stato fatto tenendo una visione nettamente di sinistra, sembra quasi che a Trezzano, non governi il centrodestra ma tutta un’altra cosa. Lo stesso fatto che le 2 agenzie, incaricate a suo tempo dal Sindaco Scundi (con affidamento diretto, senza bando), sono le stesse Società (Ambiente Italia – Arca) che hanno continuato a gestire, con la Giunta Tomasino, l’attuale Piano di Governo del Territorio. Mi permetta di farle presente che quando Pisapia vinse le elezioni Amministrative Milanesi, tra le papabili candidature all’Assessorato all’Ambiente, c’era niente di meno che il Presidente di Ambiente Italia. A questo punto, faccio davvero molta fatica da cittadino trezzanese e da politico, a capire se a Trezzano governa ancora il centro-sinistra o il centro-destra. Se poi, la Giunta di centro-sinistra, non è stata confermata dagli elettori, proprio perché il Progetto urbanistico che presentava non era idoneo per la città, dobbiamo convenire che Tomasino non solo copia un progetto di altra (precedente) coalizione, ma propone un progetto già rifiutato dai trezzanesi, in quanto non idoneo». Da quanto Lei afferma, deduco che saranno previsti circa 3.000 appartamenti nuovi sul territorio. Una volta realizzati cosa comporterebbe per i trezzanesi? «In primo luogo il mercato immobiliare, già in crisi, verrebbe ulteriormente colpito e vedremmo una svalutazione degli attuali immobili. Il motivo è semplice: in un mercato già saturo, sarebbe assurdo un’immissione di altri, tanti, appartamenti». Oltre all’incarico delle 2 agenzie Ambiente Italia e Arca, e il Pim, è stato incaricato qualche altro professionista? «Dall’Ass. con delega all’Urbanistica, ovvero l’attuale Sindaco, fu voluto un Bando (quindi ulteriori costi per l’AC) rivolto a professionisti del Settore, cui partecipò un solo Professionista, ma per motivi a noi sconosciuti, non è mai stato assegnato l’incarico».

Tra i vari interventi previsti, quali hanno richiamato in particolar modo la Sua attenzione? Perché? «La maggior parte degli interventi previsti richiedono un’attenzione e una spiegazione. Alcuni di essi, infatti, non hanno alcun senso. Partiamo da Trezzano centro storico, ovvero l’intervento che fu devastante per un Sindaco del passato, cioè la “Cascina Antonietta”. Già Trezzano è divisa in 2, ovvero Trezzano centro storico e quartiere Zingone, ed è un problema sia di viabilità che di aggregazione, che non è mai stato facile da risolvere. Se aggiungiamo anche il fatto che questo Paese ha 2 anime, tenendo in considerazione la presenza di 2 Parrocchie (ed è quasi pronta la terza!), evidentemente gli attuali Amministratori già prevedono la terza Trezzano. Quindi, un’ulteriore divisione del Territorio, in una zona al confine con la Tangenziale dove sicuramente, un politico che ha una visione oculata del Territorio, ci vedrebbe non del Residenziale, ma dell’Industriale (capannoni). A tal punto, si andrebbe a risolvere definitivamente il connubio di 55.000 mq2 di capannoni, che esistono attualmente nel centro del Paese (via Tintoretto, via Brunelleschi, via Treves, via Galilei), che non ha mai avuto la sorte di trovare giusta soluzione. Sicuramente l’Imprenditore è in linea con il suo ruolo, ma il Sindaco e la sua Giunta, il loro ruolo, lo esercitano a beneficio della Città con trovate così discutibili? L’altra operazione che potrebbe rappresentare la riqualificazione del Centro Storico, basta guardare i Comuni limitrofi che sono in possesso tutti di un bel Centro Storico (Cesano, Corsico, Buccinasco, Assago, Gaggiano, ndr), potrebbe essere una riqualificazione attenta e condivisa, ovvero l’area ex Demalena. Tale progetto, non può essere definito semplicemente da un accordo tra Sindaco e proprietà ma deve, necessariamente, coinvolgere l’intero Quartiere perché può rappresentare una svolta storica per il Territorio Trezzanese. Il problema non è il volume, ma il progetto che dovrà essere condiviso da tutti (anche e soprattutto le attività commerciali della zona) visto e considerato i grandi problemi di viabilità già presenti in quella zona». Ma in questo Pgt sono previsti interventi a sostegno delle giovani coppie? «Leggendo con attenzione l’intervento sul Pgt sono previsti 2 interventi che il Sindaco chiama “Housing Sociale” sempre nella suddetta zona Marchesina, esattamente tra il tr4 e tr5. Il Sindaco li chiama “Housing Sociale”, io li chiamerei costruzioni delle solite Cooperative che hanno già edificato tr4 e tr5, che sulla carta sono Cooperative Sociali ma, in realtà, hanno tutto tranne che il Sociale. Fare qualcosa per le giovani coppie non è prevedere interventi di questo genere, ma porre dei paletti fissi, ben precisi, con una volontà chiara di andare in contro alle giovani coppie, con capitolati trasparenti e senza imbrogli, non come avvenuto in passato (es via Rosselli e via Pirandello)». Oltre all’Antonietta quale è la zona che la colpisce molto? «Sicuramente la zona che va tra via Curiel, via Politi, via Edison, via Volta e via Boccaccio, in questa zona lunga circa 800 metri sono previsti un volume complessivo di circa 400.000 m cubi in una via larga circa 7/8 metri. Via Politi, oggi, è composta da capannoni industriali al confine con la ferrovia. E’ prevista una dismissione con costruzione di torri. Proseguendo con via Volta (zona Carabinieri) su un’area di 10.000 metri sono previsti circa 40/45.000 m cubi di terziario (uffici). Sulla via Edison, al lato opposto della strada, un’altra edificabilità di case. Andando avanti andiamo in contro alla famosa zona Brenntag e qui lo scenario diventa molto complicato. Da una richiesta della Proprietà Brenntag di circa 200.000 m cubi, per essere messi nella condizione di trasferirsi, l’Amm. Tomasino ne propone 140.000. Per essere chiari, stiamo parlando di 2 “residenze Borgo” (via Morona) messe insieme. E’ vero che la Brenntag è un problema per la città, ma è vero anche che una Amministrazione seria non debba nemmeno “calarsi i pantaloni” davanti ad una richiesta, sia pur legittima, di una proprietà Privata. In tale operazione, come nella Demalena, non andrebbe trovata una soluzione tra Sindaco e Proprietà, ma andrebbe coinvolto a 360° la città (Comitati, cittadini, Associazioni) di Trezzano». Secondo Lei, oltre a quanto citato sopra, quale è la cosa più illogica di questo PGT? «Un intervento che mi ha particolarmente colpito è quello di via Galilei; una zona mista, da un lato capannoni e dall’altro residenziale. Nel pgt è prevista una trasformazione di soli primi 4 capannoni in Residenziale mentre l’altra parte rimarrà industriale. Faccio davvero fatica a comprendere, con quale logica, in quella via non si trasforma tutta la zona ma solo 4 capannoni. Come mai?». Ma non mi dice niente dei Servizi? «A tutto ciò bisogna tenere in considerazione un aspetto molto importante per il territorio, cioè i servizi. Prevedendo una edificabilità così alta e così concentrata in alcune zone, bisogna tenere in considerazione degli aspetti molto importanti: la viabilità, la Scuola, l’Ambiente, i parcheggi. Alcune delle zone che verrebbero ridisegnate, vedrebbero moltiplicati i problemi sotto l’aspetto viabilistico, ambientale e del traffico. Per quanto riguarda le scuole, le difficoltà aumentano: non è prevista nel pgt nessuna costruzione di nuovi edifici. Se solo pensiamo che oggi la Scuola Manzoni ha difficoltà a trovare collocazione a circa 20 alunni per mancanza di aule. I ragazzi che abitano in zona Marchesina vengono dirottati in zona Boschetto (l’esatto opposto, ndr). Figuriamoci dopo l’approvazione di questo pgt». Dopo l’adozione in C.C. del Pgt, lo stesso andrà trasmesso per il parere al Parco Sud. Lei che è membro del Direttivo come si comporterà? «Sicuramente se questo Pgt rimarrà così come è, cioè circa 1.000.000 di m cubi, un piano di servizi che non c’è, un piano di sottoservizi inesistente (creando così un danno alla città per i prossimi decenni!!), il mio voto sarà sicuramente negativo perché, pur essendo Trezzanese di adozione, ho più amore per il territorio trezzanese rispetto a tanti altri Amministratori!».
