FUSTI E FILO SPINATO DELLA BRENNTAG NON DOVEVANO ESSERE IN QUEL LUOGO
Sconcertanti novità sull’incendio verificatosi lo scorso mese di gennaio. Le RFI citano il Decreto presidenziale n°753 e l’articolo di legge n° 56
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DI Giorgio Villani
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Secondo un documento che le Ferrovie dello Stato Italiano hanno inviato ai Vigili del Fuoco e che successivamente lo stesso Dipartimento che fa capo al Ministero dell’Interno ha trasmesso all’Arpa, alla Regione Lombardia e al comune di Trezzano sul Naviglio, la cittadina trezzanese, in occasione dell’incendio verificatosi alla Brenntag lo scorso 20 gennaio, ha rischiato di subire un disastro ambientale per inottemperanza delle leggi vigenti da parte della stessa azienda.

La preoccupante e per certi versi clamorosa notizia emerge nella seconda parte del documento emesso dalla direzione territoriale delle RFI quando dopo aver analizzato quanto successe in quella fredda e soleggiata giornata invernale e sottolineato tutte le verifiche effettuate sui circuiti elettrici, sul piano di isolamento, sulle due garitte metalliche che contengono apparecchiature elettroniche, sui conduttori e sui collegamenti tra i binari, le casse induttive e i la terra dei diodi, l’estensore del documento spiega con dovizia di particolari perché e cosa ha provocato la scintilla che originò l’incendio. “Dopo aver precisato che “Il filo spinato posto sulla recinzione della Brenntag a ridosso delle garitte ha fatto da conduttore equipotenziale” il dottor Umberto Lebruto conclude la sua relazione con due secche precisazioni che non lasciano spazi a possibili dubbi e inducono il lettore a restare senza fiato.

“La posa del filo spinato sulla recinzione e la presenza delle cisternette di sostanze combustibili all’interno della recinzione della fabbrica non sono mai state autorizzate come previsto dal DPR 753”. “In particolare l’art. 56 dello stesso DPR vieta lo stoccaggio di sostanze combustibili a meno di venti metri dalla più vicina rotaia”. Affermazioni scritte, nero su bianco, che hanno dell’incredibile se si pensa che le autorità preposte al controllo, siano esse tecniche, sanitarie, politiche o amministrative in quella azienda sono entrate decine di volte ed ogni volta dopo essere uscite hanno emesso roboanti comunicati che annunciavano il tutto regolare, la massima sicurezza e il pieno rispetto delle leggi. A questo punto, dopo aver preso atto che quello che da prima fu definito un falso scoop del comitato che da anni si sta battendo per la delocalizzazione della pericolosa fabbrica e poi descritto come un evento “accidentale” si è fortunatamente risolto senza drammi per la collettività, c’è ora da sperare che i titolari dell’azienda e i responsabili delle Istituzioni amministrative, tecniche e sanitarie, oltre a prestare maggiori attenzioni sulla quotidiana operatività della Brenntag trovino anche quel sospirato accordo che dovrebbe consentire di dare il via al progetto di allontanamento dalle abitazioni di quest’azienda che è considerata ad alto rischio persino dal Ministero.
