IL 50° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA DI SAN LORENZO MARTIRE
Intervista al Parroco, Padre Renato Spallone

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A Cura Di Daniele Pappalardo

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Quest’anno ricorre il 50° anniversario della fondazione della parrocchia di San Lorenzo Martire di Trezzano Sul Naviglio. Per l’occasione abbiamo intervistato il Parroco Padre Renato Spallone, religioso Rogazionista, che ci ha raccontato la storia, la vita di questa parrocchia.
Ci racconti la nascita della Parrocchia e lo sviluppo del relativo quartiere Zingone ? «La Parrocchia di San Lorenzo è stata fondata nel 1° dicembre 1963 e fa parte delle 22 Chiese volute dall’Arcivescovo Cardinal Gian Battista Montini  (divenuto Papa Paolo VI) a ricordo dei 22 Concili celebrati nella Chiesa Cattolica. Il titolo di S. Lorenzo è dovuto ad una Cappelletta dedicata al Martire e che sorgeva nei dintorni, dove non è dato saperlo perché le ruspe che hanno costruito la chiesa e tutto il quartiere Zingone dove la stessa è situata hanno travolto ogni cosa.

La Chiesa San Lorenzo, di Trezzano sul Naviglio (MI)

Quindi non è stato il costruttore Zingone a suggerire il nome della chiesa. Fin dal suo nascere la Parrocchia è stata affidata ai Padri della Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi). La Chiesa venne costruita negli anni 1963 -1964 su disegno dell’architetto Franco Negri. Finita al rustico è aperta al culto il 28 maggio del 1964. A completamento dei lavori, l’8 novembre 1981, venne consacrata dall’Arcivescovo Card. Carlo Maria Martini, forse la prima delle Chiese in Diocesi. Lo sviluppo della Parrocchia ha seguito il medesimo processo sociologico e culturale di quasi tutto l’hinterland milanese: gli anni del boom economico la migrazione dal nord-est, centro e soprattutto sud dell’Italia. Da tranquillo paese agricolo, in pochissimi anni, Trezzano si trasforma notevolmente». Oggi la Parrocchia è affidata alla cura pastorale della Congregazione dei Rogazionisti, da quanto esiste una Comunità rogazionista a Trezzano? «Nel settembre 1991 i Redentoristihanno ceduto il testimone della cura pastorale della Parrocchia ai Padri Rogazionisti, Congregazione fondata nel 1897, da Sant’Annibale Maria Di Francia, il cui carisma è scaturito dall’invito di Gesù a pregare il Padrone della messe perché manda operai alla sua messe…: La preghiera e l’azione per le vocazioni ed essere per primi i “buoni operai della messe” nel diffondere la parola del vangelo e spezzare il pane della carità, con la promozione umana e spirituale soprattutto dei piccoli e dei poveri. Il 2 febbraio 1992 l’Arcivescovo Carlo Maria Martini ha fatto la Visita Pastorale alla nostra Parrocchia, a pochi mesi del passaggio del testimone dai Redentoristi a noi Rogazionisti e da Pastore accorto ci disse queste testuali parole: “Ora, non dite: giriamo pagina ma, a che pagina siamo”».

Padre Renato Spallone, Parrocco della Parrocchia San Lorenzo di Trezzano sul Naviglio (MI)

Come state valorizzando questa occasione del 50° anniversario di fondazione per un nuovo slancio apostolico sul territorio ? «La ricorrenza del cinquantesimo di fondazione della Parrocchia ci riempie il cuore di gioia e di gratitudine verso il Signore e verso tutti quelli che (sacerdoti, consacrati e laici) hanno lavorato senza risparmiarsi e pregato per questa vivace comunità parrocchiale che ha cambiato in buona parte e resa “più grande” la cittadina di Trezzano sul Naviglio. I cinquant’anni di cammino insieme costituiscono una tappa importante nella storia di San Lorenzo e anche della Parrocchia, sorella Sant’Ambrogio, sulla strada della comunione. Questi 50 anni di feconda attività pastorale, svolti non limitandoci al solo ministero religioso, hanno già fornito un contributo decisivo all’evoluzione socio-culturale di una comunità umana con la crescita dell’intera cittadina di Trezzano sul Naviglio. Gli eventi e le celebrazioni del 50° di Fondazione della Parrocchia saranno una buona opportunità per una maggiore integrazione dell’intera popolazione». Padre Renato, lei sta qui da tanti anni e già stato nel passato, ci racconti qualche sua esperienza di come è cambiata questa cittadina? «Il nostro primo impatto con la realtà parrocchiale di S. Lorenzo M. in Trezzano non è stato molto semplice trattandosi di una difficile eredità, lunga ventotto anni, di presenza dei Redentoristi. Mi piace riportare qualche passo di cronaca de Il Giorno di Milano, che dava in quei giorni il benvenuto ai nuovi sacerdoti (i PP. Alberto, Renato, Angelo e fr. Michele): “Discreti, attivi e dotati di molta buona volontà. Così si presentano ai fedeli della parrocchia San Lorenzo i quattro padri Rogazionisti (dal latino “rogare” che significa “pregare”) che da ieri sostituiscono i padri Redentoristi, i quali per 28 anni hanno portato avanti l’attività parrocchiale. La nostra Parrocchia conta 11.500 abitanti con circa 4200 famiglie. Il quartiere è in espansione per la recente creazione di due nuovi complessi residenziali: a questa cifra, infatti, bisogna aggiungere oltre 300 famiglie con circa 1000 abitanti in più. La Parrocchia nel suo insieme vive i problemi pastorali, sociologici e culturali della “grande periferia” e della città secolarizzata. In questi ultimi anni nuove e giovani famiglie continuano a trasferirsi qui da Milano e dintorni (la zona è più tranquilla, buoni collegamenti, e alloggi appena meno cari). Intensa è anche l’immigrazione di stranieri, per lo più extracomunitari. È da verificare e valutare la loro effettiva integrazione nella città e nella comunità parrocchiale. La nostra non è dunque una Parrocchia di un paese piccolo e con lunga storia, oltre ad essere molto “estesa” geograficamente, la partecipazione agli eventi è sempre minima rispetto alla popolazione. Tuttavia il territorio della parrocchia sta lasciando la precedente immagine di quartiere ‘dormitorio’ per assumere quella di zona residenziale con servizi più strutturati. Sono trascorsi ventitré anni di presenza rogazionista e cinquanta dalla fondazione della Parrocchia, noi crediamo di aver ben interpretato il pensiero dell’Arcivescovo Martini perché, senza distogliere lo sguardo in avanti, tutti insieme, sacerdoti, suore e operatori pastorali laici, il nostro cammino è proseguito da ciò che, grazie a Dio, è stato fatto prima».

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