Considerato che gli Amministratori Comunali solitamente affermano che le Casse Comunali sono sempre vuote, Lei per assicurare le necessarie entrate intenderebbe azionare la leva fiscale, come solitamente ed erroneamente si usa fare nel nostro Paese, oppure interverrebbe riducendo la spesa improduttiva, sprechi e privilegi e, particolarmente, quali settori “toccherebbe” ? 
«Con il drastico taglio dei trasferimenti il Governo centrale fa pagare ai comuni (e quindi ai cittadini) la propria incapacità di ridurre la spesa improduttiva (del parlamento e dei ministeri). A Cesano abbiamo già avviato il percorso di riduzione della spesa (c.d. spending review) e di razionalizzazione delle strutture anche con l’istituzione di un’apposita commissione che intendo rendere permanente ed aprire al contributo di tutti i cittadini : più teste sono meglio di una (se si agisce con spirito costruttivo). Questo lavoro permetterà di utilizzare meglio le risorse ancora disponibili e dimostrerà come le parole “sprechi e privilegi” non si adattano al nostro modo di amministrare. Per dare il buon esempio se sarò eletto, rinuncerò “all’auto del sindaco”. Un settore su cui abbiamo già ottenuto buoni risultati ma su cui possiamo migliorare è sicuramente quello del reperimento dei fondi nei bandi regionali ed europei».
Secondo Lei, Cesano sotto il profilo urbanistico è in linea con i bisogni del proprio territorio ? Se non lo è, sente Lei l’esigenza di apportare modifiche ? E quali ? Pensa di realizzare nuove costruzioni/cementificazioni con la scusa d’incassare i soliti oneri di urbanizzazione, non tenendo peraltro conto delle tante case vuote già esistenti ?
«Come assessore al bilancio Le posso dire che la nostra amministrazione, già da due anni, non applica oneri di urbanizzazione alla spesa corrente, quindi non rientriamo nella categoria dei comuni che “fanno costruire” per fare cassa: i nostri conti sono in ordine! Cesano ha un territorio di 4 km quadrati di cui il 25% è destinato a verde ed in cui le grandi urbanizzazioni sono state realizzate negli anni ‘60 e ‘70: oggi abbiamo da un lato, alcuni immobili invenduti o sfitti e dall’altro, però, una costante richiesta di abitazioni (non solo da parte di giovani coppie). Far incontrare domanda ed offerta attraverso nuove formule di accesso alla casa (ad esempio locazioni con patti di futura vendita o affitti a canoni moderati) è la sfida in cui il Comune, con l’ausilio anche dei comitati inquilini, potrà avere un ruolo fondamentale».
Per quanto concerne il diritto TOLTO agli invalidi/portatori di handicap, per il loro accompagnamento per andare a scuola, che misure migliorative/sostitutive pensa di adottare ?
«Preliminarmente mi pare necessaria una precisazione alla Sua domanda: il nostro Comune non ha mai “tolto alcun diritto” alle persone diversamente abili (ci mancherebbe!). Abbiamo sempre fatto e continuiamo a fare la nostra parte, accompagnando tutti i ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo, sia a scuola che presso i centri per le terapie. Il vero problema è che lo Stato pensa che con una pensione modesta o con l’indennità di accompagnamento si possano sostenere tutti i costi necessari all’assistenza…pura follia! Ed allora, anche per quei servizi che non sono di competenza comunale, l’amministrazione si è attivata coinvolgendo cooperative ed associazioni al fine di ridurre al minimo i costi ed i disagi per i cittadini».
Vuole esprimere ai suoi elettori ed ai nostri lettori una sua idea che intenderà realizzare che sia finalmente “vincente” per la popolazione di Cesano ?
Guardi, non sono sicuro che la cosa migliore sia quella di prospettare “l’idea vincente” uscita dalla testa del Sindaco o immaginata a tavolino da qualche “esperto”. Non è più il momento delle promesse di un tempo né degli “uomini soli al comando”! Credo invece che già ora, a Cesano, siano all’opera tante idee vincenti che sono presenti nel vissuto quotidiano della nostra gente in famiglia, nelle associazioni, negli oratori, nelle scuole, nei posti di lavoro e, certo, anche nei luoghi dove si svolge il servizio pubblico. Quello che la politica deve riuscire a fare, a fare meglio, è saper vedere e riconoscere queste idee, fornendo un supporto, mettendole in collegamento. Perché le soluzioni trovate da qualcuno possano diventare la risposta ai bisogni anche di altri. Dobbiamo in sostanza costruire un tessuto sociale che metta in rete bisogni e carismi. Per questo nel mio programma ho citato alcune parole chiave per la Cesano che vorrei: solidale, aperta, condivisa».
A cura della Redazione
