L’ANGOLINO DEL PENSIERO

 Vacanze: l’Occasione giusta per Viaggiare soffio

Perché…Noi viaggiamo…

Di Beatrice Ventacoli

Buon Anno a tutti…siamo già nel 2014. Un altro anno è volato, tra varie note di colore, musiche più o meno vivaci, alcuni suoni sordi e spenti, altri invece belli squillanti come le nostre idee quando pensiamo. Ed ora eccoci qui, ancora nel nostro piccolo angolo dedicato al pensiero, alla riflessione, al metterci in discussione. Le vacanze sono appena passate, svanite in un soffio e questo è un buon segno: significa che le abbiamo passate bene, in serenità, con le nostre famiglie. Almeno me lo auguro. C’è chi è rimasto a casa, chi invece è partito, forse è andato a visitare luoghi sconosciuti o a ritrovare la propria intimità in luoghi fin troppo familiari; è in questi periodi che il più delle volte si tenta di recuperare quel qualcosa che magari durante l’anno dimentichiamo di avere, è bello riscoprire emozioni racchiuse in relazioni che purtroppo nel corso dell’anno si lasciano lì a far polvere, ma che durante le feste sentiamo il bisogno di rispolverare, superando così quella freddezza iniziale, scaldandole e ravvivandole con affetto sempre nuovo. Questo è solo un esempio di viaggio: credo che sia un bel modo di viaggiare quello di incontrare l’altro per scoprire qualcosa in più di noi stessi; questo è il vero viaggio filosofico: penso che ogni viaggio con la V maiuscola debba nascere da un bisogno conoscitivo profondo interiore che si concretizza nella curiosità di scandagliare la realtà esterna; essere turisti non ci interessa, riusciamo già ad esserlo senza alcuna fatica, l’importante è diventare consapevolmente viaggiatori. E questa è tutta un’altra faccenda. L’uomo è per sua natura incuriosito dal viaggiare, è spinto da una forza misteriosa che lo porta a vagare, a scoprire, è attratto dalle novità e dall’ignoto di ciò che non sa. Che ne pensate voi del viaggiare? Di questo antico tema sempre attuale? Lasciamoci andare, chiudiamo gli occhi e cerchiamo di scavare nella parte più profonda di noi per sintonizzarci con quel brivido che ci scaturisce dentro non appena pronunciamo la magica parola. Per far questo vi riporterò un breve componimento scritto da me nato durante un uggioso, meteorologicamente parlando, pomeriggio di queste feste. Buona riflessione.

“Noi tutti viaggiamo: a volte in treno, altre in auto, altre ancora sfruttando la velocità del cielo. Alcuni sono puntuali, altri ritardatari, altri ancora non ci provano mai nemmeno a spostarsi, preferiscono rimanere lì immobili, bloccati nella speranza che prima o poi passi un nuovo treno. Un po’ come le auto: sfrecciano sulle autostrade e noi con loro, i nostri pensieri con noi. La velocità sembra rendere più leggera la nostra mente, amiamo correre forte, sfidare noi stessi e la vita. Ma quando si rallenta, tutto il nostro essere ritorna e nessun tergicristallo , neanche il più potente, è in grado di spazzarlo via. Noi siamo in viaggio. Quale sia la nostra destinazione, quale il tempo di durata, quale sia il senso di questo salire e scendere dai nostri aerei precisamente nessuno lo sa. Forse lo immaginiamo, forse facciamo finta di non interessarci poi troppo alla cosa; ci poniamo domande per interrompere la freneticità che tanto ci coccola…ma non troppe volte, giusto ogni tanto, quando perdiamo qualche treno, quando qualcosa nel motore dell’auto non va, quando abbiamo paura di alzarci in volo. Ma la vita ci invita a restare in movimento, sempre, siamo nati per muoverci, per viaggiare: le auto, i treni e gli aerei ci facilitano solo il compito, ma i protagonisti siamo noi. Siamo noi che possiamo decidere se camminare, correre, saltare gli ostacoli, farci stordire dalla velocità o assaporare la bellezza dell’andar piano, ma sempre a ritmo sostenuto, determinati ad inseguire i nostri sogni e a non scoraggiarsi mai per nulla; la strada non la possiamo scegliere, il tragitto varia, cambiano le condizioni climatiche, a volte troviamo nebbia, altre pioggia, altre ancora un sole splendente, temporali improvvisi; quello che però possiamo fare è imparare ad apprezzare il viaggio in ogni più piccolo dettaglio, a non frenare la naturale, ma purtroppo assopita tendenza a chiedersi il perché delle cose, senza paura e senza pigrizia percorrere passo dopo passo la strada davanti a noi fatta di viaggi, di incontri, di scoperte. Noi tutti viaggiamo: il problema non è il quando, ma il come e soprattutto il perché”.

 E con questo piccolo stimolo di pensiero vi saluto e vi do appuntamento ai prossimi mesi.