LA DIPLOMAZIA U.S.A. ACCUSA UNA SUA LENTA CRISI

La politica estera degli Stati Uniti ha registrato il bene del Piano Marshal ed il male dal Vietnam in poi

 

Gli Stati Uniti D’America hanno segnato nel ventunesimo secolo un calo crescente della loro influenza nel Mondo. In Bosnia tornano a diffondersi gli odi etnici nel vuoto prodotto dal ritiro USA e, per la verità, dall’inconsistenza dell’Europa. Si ricorda il conflitto senza fine in Afghanistan per non aver saputo “trovare” la via della pace.

La recente perdita d’influenza nel Pacifico in cui i Paesi che si affacciano su quell’Oceano hanno scelto, magari sotto traccia, altri Paesi cui fare riferimento, raffreddando i loro rapporti con gli USA e così sta succedendo anche in Africa, dove la Cina la fa da padrone, ed in America Latina.

Proprio recentemente si assiste ad un tentativo che difficilmente riuscirà. Stati Uniti e Russia intenderebbero migliorare le loro relazioni. Putin si rende conto che anche Trump voglia in meglio cambiare registro. Ma quando le due superpotenze vanno nello specifico ci si accorge che si dividono. Hanno idee opposte su tutto. Forse andrà in porto il negoziato sul disarmo. Ma molto……………forse. Sul Venezuela gli USA chiedono alla Russia di accettare Guaidò e Putin chiede invece a Washington che la smetta di interferire negli affari di un altro Paese, volendo dimenticare il duce russo il suo intervento scorretto in Ucraina. Anche sull’Iran ci sono posizioni contrapposte e sull’Ucraina come si diceva prima, le due parti sono lontanissime.

Anche con la Cina gli USA “raccoglieranno” molto poco. E’ vero non mancheranno gli incontri ai vertici tra i rappresentanti delle grandi potenze ma gli Stati Uniti con la sola tattica dei loro “dazi” non colpiranno certamente la grande potenza asiatica che alcuni esperti ritengono che tra venti anni potrebbe diventare la più forte potenza del Pianeta.

Gli Stati Uniti d’America hanno dunque urgente bisogno di uno straordinario protagonista della loro politica estera, capace di dare consistenza, grazie alla sua profonda umanità e cultura, ad una grande visione che possa mandare in pezzi le raffinate costruzioni diplomatiche altrui, riconsegnando agli USA il primato della politica mondiale.

Di Salvatore Randazzo