ALLA BCE UN NUOVO INQUILINO: LAGARDE

La Presidente designata ha dichiarato: «MI RIVOLGERO’ AI CITTADINI UE E NON SOLO AL SISTEMA FINANZIARIO»

La Presidente designata della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, recentemente, davanti alla Commissione Problemi Economici e Monetari del Parlamento UE, ha dichiarato che la BCE è una Istituzione che serve i cittadini dell’area euro. Deve perseguire gli obiettivi che i trattati gli attribuiscono, essendo agile nel rispondere alle sfide esterne (dal cambiamento climatico alla digitalizzazione) ed inclusiva.

Lagarde ha spiegato che il suo mandato sarà in continuità con quello del suo predecessore Mario Draghi per anche raggiungere l’obiettivo di un tasso d’inflazione vicino ma sotto il 2%. BCE manterrà agilità di reazione alle sfide – già dimostrata negli anni precedenti – ed indispensabile per adeguarsi ad un continuo divenire del Pianeta. Prendendo sul serio le vere preoccupazioni dei cittadini UE.

Lagarde ha assicurato che darà ascolto a quei Paesi critici nei confronti della BCE e valuterà l’impatto delle misure che di volta in volta la BCE assumerà. Assicurando che se non si raggiungerà l’effetto che s’intende perseguire, bisogna rendersi conto che è necessario cambiare.

E’ urgente che BCE faccia un inventario degli strumenti utilizzati, considerando se il quadro di politica monetaria sia concretamente solido per affrontare le nuove sfide e risolvere i problemi veri della gente che vive in Europa.

E’ chiaro che BCE può dare una buona mano alla risoluzione dei problemi. C’è comunque bisogno che i vari Paesi UE attuano una moderna politica di riforme adeguate a favorire lo sviluppo e conseguentemente il lavoro ed il relativo benessere degli europei.

E’ necessario completare il Mercato Unico, procedendo all’armonizzazione delle politiche fiscali.

Non si può più rinviare la semplificazione delle regole europee dei conti pubblici e la creazione di un Bilancio comune con una funzione di stabilizzazione. I Paesi che non hanno spazio fiscale dovranno trovare accorgimenti che aiutino la crescita. Insomma se vogliamo una vera Europa è necessario che tutti i Paesi dovranno fare la loro parte.

Di Salvatore Randazzo