IL CONTE 2 È UNA REALTÀ CHE PUÒ LASCIAR SPERARE. ATTENZIONE: LA PARTITA PERÒ È TUTTA DA GIOCARE

Il Presidente Conte ed il suo Governo avranno una responsabilità molto grande. Dovranno mettere, con successo, in moto il Paese

I sorrisi che al momento dell’investitura abbiamo visto al Quirinale ci fanno sperare, ma sappiamo tutti che il Governo che non c’è più (Lega-5Stelle) ha lasciato malconcio il nostro Paese. L’economia italiana è ferma nonostante la resistenza dei suoi imprenditori e dei suoi lavoratori e pensare che l’Europa sia pronta a concedere all’Italia di fare molti altri debiti è semplicemente ingenuo. E’ da rilevare che però adesso il Conte2 metterà insieme due elettorati più vicini e compatibili tra loro. Conte smetterà di fare il notaio e potrà finalmente fare il Premier, senza vice e con un Salvini che non c’è più. La compagine sarà presumibilmente meno litigiosa. Entrambi gli schieramenti hanno messo da parte i combattenti della guerra precedente. Il Viminale è stato demilitarizzato assegnandolo ad un Prefetto. C’è da dire che Di Maio alla Farnesina è stata una scelta, a dir poco, sorprendente. Il Ministero degli Esteri, data la sua importanza, non avrebbe dovuto essere ridotto a puro premio di consolazione. Al contrario serve ora più che mai un rilancio della nostra diplomazia. Si ha bisogno, in Europa, non solo di ricevere ma di dare suggerimenti, di farci degli amici con i quali domani poter fare alleanze. Ci serve proprio un Di Maio2. Inoltre è molto discutibile la riunione alla Farnesina, voluta da Di Maio, dei Ministri di matrice grillina. Il Capo Politico del Movimento, così facendo, ha usato in modo irrituale il suo Ministero come succursale di Palazzo Chigi, dimostrando di essere a caccia di rivalse ed imitando, errando, i comportamenti dell’ex Titolare del Viminale. Questa è la conferma di quanto sarà difficile lavorare a quella amalgama che il Premier teorizza tra il PD ed il Movimento. E’ questo dunque un Governo che parte in salita. Per recuperare consenso saranno pertanto cruciali i punti di convergenza tra le due forze di governo. E’ necessario avviare una manovra economica a vantaggio dei ceti più deboli, stop all’aumento dell’IVA, taglio del cuneo fiscale, cioè delle tasse sul lavoro, taglio del numero dei Parlamentari. Investimenti a favore del Sud, modifiche ai decreti sicurezza con posizioni meno rigide sul tema dell’immigrazione, riduzioni delle diseguaglianze e poi PIU’ LAVORO. Per esempio un passo significativo si potrebbe già fare eliminando il cattivo uso dei tirocini, via dunque i trucchi, favorendo l’apprendistato. Si nota una benevola attesa invece da parte degli imprenditori e manager, in particolare di quelli recentemente riuniti a Cernobbio per il Forum Ambrosetti. Piacciono agli imprenditori il focus sullo sviluppo sostenibile ed il dialogo con l’Europa. La partecipazione dell’Italia all’Unione è un atto dovuto e la retorica nazionalista e separatista precedente è servita solo a marginalizzarci. I manager hanno inoltre sostenuto che “l’enfasi sulla transizione energetica, sulle fonti rinnovabili e la digitalizzazione” potrà dare sicuro slancio all’economia del nostro Paese. Tutti si aspettano più comprensione e dialogo che potrebbe portare ad un risultato di maggior flessibilità per l’Italia. Riconoscono inoltre una ottima scelta quella di Roberto Gualtieri all’Economia. Il Governo 5Stelle-PD se vuole compiere comportamenti virtuosi deve armarsi di una ragione prudente per essere un ottimo governo in grado di dare risposte concrete al populismo dannoso, non fornendo ossigeno ai propri avversari e benessere al Paese, dimostrando di essere efficace, compatto e lungimirante.

Giuseppe Conte con il suo intervento in Parlamento non ha cambiato solo maggioranza ma toni e punti di riferimento. Si è notato un ritorno alla ortodossia euroatlantica, l’impegno a riformare la legge elettorale ed un appello alla sobrietà verbale. Se Conte riuscirà a governare, arginando certi istinti poco ortodossi degli alleati, quella disperazione avvertita nei comportamenti dei “destrosi” fuoriusciti, sia in piazza che in Parlamento, sarà destinata a crescere e di ciò se ne gioverà il Paese. Conte dovrà saper gestire la sua maggioranza anomala, dimostrando capacità di far ripartire l’economia italiana. Comunque un pezzo importante di partita la si giocherà in Europa. Alla Commissione Europea Conte chiederà di consentire sia l’annunciato calo della pressione fiscale, sia il rilancio degli investimenti pubblici per dare, come dicevamo, una scossa salvifica all’economia, compresa naturalmente quella del Nord. Ma il dato è tratto. Prima alla Camera ed il 10 settembre al Senato è stata accordata la fiducia al Governo. Adesso si spera fortemente che l’esecutivo tra M5S e PD possa “onorevolmente” reggere ed il recente  “muro contro muro” dell’Opposizione di Destra metterà in evidenza i propri limiti, dimostrando di essere incapace di governare il Paese. C’è in Italia dunque un Governo politico, certamente puntellato dalla Commissione europea, che si spera faccia positivamente convivere due forze “diverse”. Sarebbe auspicabile che i 5Stelle si possano “costituzionalizzare” da forza contro il sistema a “forza critica” nel sistema e che il PD possa ritrovare quella giusta coesione che permetta a tale forza politica di indirizzare le proprie energie esclusivamente nell’interesse del Paese. L’intervento programmatico del Presidente Conte è condivisibile. Gli Italiani si aspettano però i “fatti”, che non possono attendersi all’infinito. BUON LAVORO.

Di Salvatore Randazzo