Il Presidente Biden è l’ultimo vero profeta 

Biden, in carica da meno di 100 giorni, sta operando con efficacia per mettere in moto il suo Paese con misure incisive, come il maxistimolo da 1900 miliardi, con la riconversione dell’economia in chiave ambientale, rilegando all’angolo la Cina che con il suo operare è la più forte inquinatrice del Pianeta. Agli occhi dei tanti, l’attuale Presidente, quando si era in campagna elettorale, sembrava un “uomo di passaggio” ed invece con il suo “piano” ha dato un avvio per molti versi strepitoso. Il mondo si è concentrato sulle sue attività di rilancio dell’economia, sia a sostegno delle famiglie povere che per la costruzione di nuove infrastrutture. Biden, e l’America con lui, quando c’è da risalire la china, non ha timore di fare debito, mettendo lo Stato in condizioni di  invertire la rotta e favorire la crescita. Sono segni tangibili del rilancio di una forte politica espansiva lo sprint della campagna vaccinale. I toni duri con il turco Erdogan, con la Cina di Xi e con la Russia di Putin. Con Biden gli USA non abbandoneranno il Medio Oriente, l’Ucraina e l’Africa. Con Biden ci sarà un aumento di tassazione per i fortissimi ricchi. Ma analizzando i movimenti di Biden si scopre che lo stesso ha affrontato il tema dell’indipendenza produttiva e tecnologica e sta lavorando per riportare in patria i pezzi di filiera industriale. Tutto questo può avvenire negli USA dove il centrismo non è morto. Dove un leader non è costretto a scegliere tra gli estremisti del sovranismo. Dove lo scontro può essere ricondotto alla dialettica tradizionale della politica e delle Istituzioni, senza delegittimare l’avversario, senza cadere in una campagna elettorale permanente. E si scorge, ed è significativo, che buona parte dei repubblicani stanno tornando a fare controproposte, cercando il dialogo. Ma dietro il volto di Biden traspare il dinamismo del sistema americano. Che ha retto all’impatto del trumpismo. Che ha dimostrato di avere anticorpi formidabili, confermando la propria forza inclusiva. Biden, però, sa che l’America ha un male inquietante. Ha con franchezza dichiarato che il razzismo USA è una macchia sulla coscienza della nazione ed il primo rimedio che intende apportare è la riforma della polizia, che è già prevista nel disegno legge “George Floyd” già approvato dalla Camera. Ma l’America fortunatamente non è solo razzismo. E’ benessere, imprenditorialità, crescita e ci si chiede: Per quale motivo nonostante l’ascesa di Cina ed India e/o della Russia, se c’è una scoperta scientifica, una innovazione tecnologica, viene sempre e comunque il più delle volte dagli Stati Uniti? Ma è evidente, perché è un Paese attrattivo, dove coloro che risiedono sentono il senso di appartenenza, dove gli stranieri preparati trovano il modo di entrare ed essere valorizzati. Perché in quel territorio la democrazia è concreta.

di Salvatore Randazzo

Articolo concluso sabato 24 Aprile 2021 alle ore 10.