La commissione sicurezza del consiglio provinciale cerca una soluzione al problema degli abusivi

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di Niccolò Locati

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La brutta vicenda dell’attentato alla caserma S.Barbara di via Perrucchetti, di qualche settimana fa, ha riportato a galla un problema che da anni affligge la nostra città: le occupazioni abusive dei complessi abitativi popolari gestiti dal gruppo Aler. Parrebbe infatti che Mohamed Game, il kamikaze rimasto ferito nel’esplosione, fosse uno dei tanti occupanti delle case popolari del quartiere San Siro e che all’interno della sua abitazione siano stati trovati materiali per la costruzione di altre bombe. Giuseppe Milone, Presidente della commissione sicurezza del consiglio provinciale, ha preso a cuore la questione e, insieme ad altri politici, è andato personalmente a verificare la situazione delle abitazioni Aler. «Ho trovato una preoccupante situazione di degrado, tuttavia gli inquilini sono stati felici di poter parlare con le Istituzioni. La nostra presenza li ha in qualche modo rincuorati – ha affermato il consigliere provinciale, proseguendo poi – la soluzione non è però di facile attuazione. Primariamente perché deve interessare un alto numero di enti, con le difficoltà burocratiche che questo comporta, ma soprattutto perché gli abusivi hanno varia natura: ci sono abusivi che hanno occupato forzando la porta, abusivi che risiedevano già prima nell’appartamento e si sono trovati nella condizione di occupazione e ci sono poi casi particolari di abusivi tutelati socialmente, come anziani, minori e portatori di handicap per i quali non sarà possibile attuare il normale iter di sfratto esecutivo». La situazione già drammatica è poi acutizzata dalle infiltrazioni mafiose che deterrebbero il controllo gestionale delle case e, in alcuni casi, arriverebbero addirittura alla riscossione di affitti a basso costo dagli inquilini abusivi. In questa direzione è giunta la decisione del gruppo Aler di sospendere 40 portinai in attesa di verificare se, in talune situazioni, si siano rivelati conniventi con le associazioni criminali, nella segnalazione di appartamenti liberi o nella riscossione degli affitti abusivi.

La maggioranza del consiglio provinciale è d’accordo nell’elaborare strategie di prevenzione di tali situazioni e il Presidente della commissione sicurezza, Milone, ha in tal senso proposto l’utilizzo dei militari a presidio delle case popolari. La proposta è stata subito abbracciata dal consigliere provinciale e membro della commissione sicurezza Giuseppe Russomanno che ha affermato: «L’Aler ha già un proprio sistema di monitoraggio, ma non basta. Dobbiamo contrastare la gestione mafiosa delle case popolari e dare un segnale di vicinanza alla popolazione. Le persone che abitano nei quartieri degradati hanno paura e l’uso dei militari a scopo di vigilanza è un’ottima soluzione». Il piano della Provincia sarà quindi basato su una prima fase di prevenzione di future occupazioni, attraverso l’uso dei militari, una seconda nella quale dovranno essere intensificati gli sfratti esecutivi delle persone che già abitano abusivamente e un ultimo piano di revisione del sistema di assegnazione delle case che, a quanto afferma il presidente Milone, si basa su un coefficiente Isee non rappresentativo della reale situazione socio economica del nucleo familiare.

Sull’argomento è intervenuto anche Massimo Turci, capogruppo Pdl in consiglio provinciale, che ha dichiarato: «Dobbiamo avere una visione del problema a 360°. E’ un dato di fatto che un utilizzo promiscuo delle case Aler facilita la realizzazione di magazzini che, nella “migliore” delle ipotesi contengono materiale rubato e nella peggiore diventano sedi di ritrovo del terrorismo organizzato. In questo clima di disordine generale bisogna contrastare le situazioni di dubbia legalità e, per questo, appoggio a pieno le proposte della commissione sicurezza che porteranno anche ad un maggiore monitoraggio dell’assegnazione degli appalti, troppo spesso lasciati alle gestioni mafiose o camorriste».

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