A sostegno delle imprese in difficoltà almeno 10 miliardi sono comunque disponibili 

Con l’esplosione dei costi di energia e materie prime il quadro macroeconomico italiano evidenzia tangibili peggioramenti. I tecnici del Ministero dell’Economia sono al lavoro per preparare il Documento di Economia e Finanza per il 2022. Al vaglio sono anche le maggiori uscite per le armi da portare al 2% del PIL in base agli accordi NATO e la riforma delle Pensioni. Come si può capire il lavoro del Governo è estremamente difficile. Molte le incognite tra guerra, inflazione, Covid, crisi energetica.

Ci troveremo due punti in meno di PIL, crescita quasi dimezzata al 2.8%. Però con un deficit e debito sotto controllo ed almeno 10 miliardi disponibili per un nuovo decreto, entro la metà di aprile, a sostegno delle imprese in difficoltà a causa, come sopra detto, dei costi di energia e materie prime.

Un “tesoretto” da 39 miliardi di minor deficit che il Governo ha tutta l’intenzione di sfruttare fino in fondo. Una parte sarà impiegato per ridurre il deficit e mantenere l’Italia su un terreno virtuoso nonostante la situazione critica attuale. Un’altra parte per ripianare 4,5 miliardi di coperture del decreto bollette di febbraio, presi in prestito da “fondi” del Mes ora da colmare e per un nuovo decreto “sostegni” di aprile da almeno 10 miliardi.

Grazie a tale “tesoretto” il deficit verrebbe tenuto sotto la soglia di guardia del 6% ed il debito in circa il 150%. In tale proiezione certamente un po’ ottimistica i nostri conti non si pronunciano tanto disastrosi. Se il conflitto armato in Ucraina dovesse, come ci si augura, finire presto, il quadro macroeconomico per l’Italia potrebbe essere proprio quello sopra delineato.

Purtroppo il DEF dovrà contemplare anche scenari alternativi e peggiorativi, tra questi il più negativo è quello con una crescita zero e quindi un PIL che avanza solo del 2,3%, ossia di quanto ereditato dal 2021.

Il Governo esclude comunque la recessione e si augura di scansare la stagflazione, ossia un mix di stagnazione e inflazione.

Le previsioni governative indicano i primi 2 trimestri dell’anno a crescita zero ed una ripresa forte da giugno in poi e ciò grazie a commercio e turismo e se la guerra sarà un capitolo chiuso.

Se la situazione politica precipitasse nessuno proprio, ora, si sente la voglia di fare previsioni.

di Salvatore Randazzo