«Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e di soddisfare le esigenze di tutte le persone che mi hanno votato»

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di Alessia Lucchese

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Assessora Ferrucci, le primarie per decidere il candidato sindaco del Pd di Corsico l’hanno vista vincere su Giovanni Molisse di 202 voti. Come ci si sente ad essere la prima candidata sindaco donna di Corsico?

«Sono molto soddisfatta e felice. Il vostro giornale mi ha portato fortuna perché proprio su queste pagine poco più di un anno fa avevo quasi lanciato l’idea di una mia possibile candidatura. È un risultato importante e mi rendo conto che ora è tempo di rimboccarsi le maniche e di soddisfare le esigenze di tutte le persone che mi hanno votato. Gli elettori hanno chiesto un cambiamento, hanno deciso che per Corsico ci può essere una strada diversa, dove la cittadinanza sia chiamata a partecipare attivamente. La gene ha chiesto più trasparenza e noi vogliamo impegnarci per soddisfare questa esigenza».

Cosa può una donna dare in più di un uomo ad una città come Corsico?

«Le donne riescono a vedere meglio i problemi, ad affrontarli nella maniera più adeguata. Spesso gli uomini ne affrontano uno per volta, lasciando gli altri in un angolo e alla fine dimenticandosene. Credo che noi donne siamo più capaci di capirne la complessità e di affrontarli nel modo più giusto. In questi anni come amministratore della città mi sono resa conto che le nostre città sono state costruite da uomini per gli uomini, in modo che le diverse aree produttive fossero ben separate. Una modalità del genere ha però portato alla generazione di maggiori problemi di sicurezza. Un esempio pratico è quello dell’illuminazione: un uomo che difficilmente si sente in pericolo a camminare la sera da sola non può capire che un’illuminazione troppo alta o nascosta tra le foglie degli alberi può mettere in difficoltà una donna. Io quest’anno mi sono molto impegnata per il bilancio di genere, in modo che le risorse siano ripartite in modo equilibrato tra uomini, donne, anziani, bambini. L’assenza di una ripartizione vera dei compiti all’interno della famiglia è un malcostume radicato nel nostro popolo. È necessario un grande lavoro culturale, nel quale coinvolgere anche gli uomini».

Quando ha preso la decisione di candidarsi alle primarie?

«È una decisione che è maturata un po’ alla volta. Mi sono resa conto di dare importanza a cose diverse rispetto agli altri miei colleghi di giunta. Ma il momento decisivo è stato a giugno, quando mio padre è stato molto male. Lui mi ha dato la forza di prendere questa importante decisione, quando in ospedale mi ha detto: “Non ti preoccupare se io sto male, se tu vuoi prenderti questa responsabilità, prendila perché è la tua vita”. È stato il più grande riconoscimento che mio padre mi abbia mai fatto perché ha dimostrato di conoscere davvero la mia essenza. In questo ultimo mese di campagna elettorale mi sono resa conto di cosa significhi davvero prendersi un impegno così importante. Io e Molisse abbiamo partecipato a tantissimi incontri ed è stata un’esperienza positiva per entrambi perché abbiamo capito che il confronto con la gente è la base di tutta la politica».

Queste sono state le prime primarie per decidere il candidato sindaco del Pd. Come sono state vissute dal partito?

«Sono state un’occasione di dialogo importante per tutti. Naturalmente si sono create delle preferenze per me o per Molisse, com’è naturale che sia in un partito democratico, ma devo ammettere che tutti ci hanno sostenuto. Ma l’importanza vera di queste primarie secondo me è data dal fatto che per la prima volta non ha avuto peso soltanto il voto degli iscritti, ma anche quello degli elettori, che hanno deciso di scegliere un candidato piuttosto che un altro con una motivazione importante».

A livello nazionale spesso si ha la sensazione che le primarie vengano vissute più come uno scontro che come un confronto. Ci saranno degli strascichi nel Pd di Corsico dopo questo risultato che in parecchi non si aspettavano?

«Che ci sia delusione è più che lecito, ma penso che tra qualche settimana troveremo una compattezza ancora più forte. Molisse è determinato a restare nel partito in modo costruttivo, fa parte del gruppo per la redazione del programma e credo che sia un elemento prezioso per il nostro partito».

È presto parlare di programmi, ma abbiamo capito che le donne avranno una particolare attenzione. L’anno scorso ci aveva detto che una giunta dovrebbe essere più equilibrata tra componenti donne e componenti uomini…

«Ne sono ancora convinta. Molti pensano che basti avere nella giunta degli uomini sensibili ai problemi delle donne, ma io credo che solo una donna possa rispondere davvero alle istanze del mondo femminile. Non significa che i miei colleghi non siano sensibili, ma spesso è la modalità con cui vengono affrontati i problemi che non è quella davvero necessaria. Se verrò eletta, mi impegnerò per una giunta equilibrata, con lo stesso numero di assessori e di assessore. Credo che anche gli uomini stessi siano pronti ad un cambiamento del genere. Durante la campagna per le primarie, ho incontrato davvero tantissimi uomini pronti a scegliere una donna».

Lei da quando fa parte della giunta ha sempre dato molto peso alla parola “assessora”. Se sarà eletta, dovremo aspettarci di vedere documenti e manifesti firmati “la sindaca”?

«Beh, anche l’Accademia della Crusca ha precisato che il sostantivo sindaco può essere declinato al femminile, quindi perché no?».

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