Ardemia Oriani: il mio impegno per un Welfare più moderno ed efficiente e per un rilancio economico di qualità

Intervista al consigliere regionale Ardemia Oriani che si ricandida per un nuovo mandato in Regione

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a cura di Maria Teresa Magenes

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Ardemia Oriani, lei è stata per cinque anni in Consiglio Regionale della Lombardia, carica per cui ora si ricandida, qual’è la sua valutazione su ciò che realmente può incidere la Regione nella vita dei suoi cittadini?

«A seguito della modifica del Titolo V della Costituzione, la Regione è ormai competente su materie di fondamentale importanza, quali la sanità, i trasporti, l’assistenza e per alcuni versi anche la stessa scuola. Questa sede decisionale può davvero incidere sulla vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine lombarde: ecco perché la prossima scadenza elettorale sarà determinante e perché è così importante un cambiamento della classe politica ai suoi vertici».

In questi anni si è occupata prevalentemente di sanità, salute e sicurezza. Settori fondamentali nella vita di ciascuno di noi. Che cosa è stato fatto e cosa c’è da fare su questi temi?

«Di sicuro non ha fatto abbastanza la Giunta Formigoni che, in quindici anni di governo della Regione, non è riuscita a risolvere i problemi dei cittadini e delle cittadine nell’accesso ai servizi socio-sanitari. Nonostante la buona qualità, la sanità lombarda è caratterizzata, infatti, da iter burocratici troppo lunghi, che costringono chi ha bisogno di una diagnosi o di un intervento ad attese dimesi o, a volte, addirittura di un anno. Inoltre in questi anni la sanità si è fatta più cara per i cittadini, con l’introduzione sempre più diffusa del ticket e l’eliminazione di alcune prestazioni. Per esempio non sono più garantite molte cure odontoiatriche, la fisioterapia e la riabilitazione: questo spinge molte persone bisognose a rinunciare alla cura. Per quanto riguarda l’assistenza, molte volte le famiglie e le persone vengono lasciate sole. Uno dei più grandi problemi si pone quando una persona esce dall’ospedale dopo un intervento e si trova sola, senza sufficienti servizi di lungodegenza e riabilitazione. Le carenze dell’assistenza domiciliare peggiorano la situazione soprattutto per i non autosufficienti. Le famiglie si trovano costrette a pagare le altissime rette delle case di riposo oppure a ricorrere alle badanti. Mi pare significativo il fatto che in Lombardia il numero delle badanti, 120.000, abbia già superato quello degli addetti al servizio sanitario, che sono 100.000. Per quanto riguarda la sicurezza, la Regione non è stata capace di adottare misure efficaci e non ha messo in atto politiche di integrazione. Strumentalizzando la situazione, ha fatto sì che il problema della sicurezza fosse addebitato esclusivamente agli stranieri che sono presenti nelle nostre città e che lavorano, pagano le tasse e contribuiscono al benessere della nostra società».

In quest’ultimo periodo anche la Lombardia è sottoposta ad una grave crisi che ricade soprattutto sui lavoratori e sulle fasce deboli della società. Si è fatto a sufficienza per dare aiuti concreti? Quali sono le vostre proposte?

«Grazie all’intervento dell’opposizione(in particolare del PD), in Consiglio Regionale, si è intervenuti per consentire, anche per chi non era previsto, l’accesso alla cassa integrazione (cassa integrazione in deroga). Anche se si sta affrontando la situazione con gli ammortizzatori sociali, il rischio è che le risorse a disposizione finiscano mentre la crisi è ancora aperta. Occorre quindi che la Regione sviluppi interventi a favore delle imprese, sostenendo l’accesso al credito, la ricerca e l’innovazione, in modo da porre le basi del rilancio economico puntando su un modello di sviluppo sostenibile».

Quali sono a suo avviso i settori che in Regione Lombardia necessitano di essere maggiormente rilanciati?

«Come dicevamo, va rilanciata l’economia, in particolar modo quella verde. Occorre investire nelle infrastrutture affinché viaggiatori e pendolari abbiano a propria disposizione treni funzionanti, puntuali e puliti. Inoltre bisogna potenziare i trasporti urbani in modo da ridurre l’alto numero di auto in circolazione: oggi l’88% dei residenti della provincia di Milano usa il mezzo privato per spostarsi. Un sistema di trasporti più funzionale potrebbe invertire questa tendenza, consentendo anche un miglioramento nella qualità dell’aria, da troppo tempo fonte di preoccupazione. Naturalmente bisogna anche insistere sull’ assistenza, che è la vera Cenerentola nelle priorità della Regione. E’ necessario agire perché le persone fragili non vengano lasciate sole, partendo dalla realizzazione del fondo regionale integrativo per la non autosufficienza».

Che cosa le ha lasciato l’esperienza fatta in Regione?

«Sicuramente una maggiore conoscenza di ciò che può essere fatto per il benessere dei cittadini e delle cittadine da un’istituzione come la Regione e la consapevolezza che questo governo di centro destra non è stato in grado di agire nell’interesse della popolazione lombarda. Proprio per questo motivo occorre cambiare: la Regione non può essere governata per così tanto tempo dalle stesse persone. Se rieletta mi impegnerò per un welfare più moderno ed efficiente per tutti i cittadini e le cittadine: dalle politiche per l’infanzia a quelle per la terza età, nessuno deve essere lasciato solo. Manterrò il mio impegno per la tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e per un rilancio economico di qualità, che punti sulla green economy. Infine continuerò a concentrarmi sulla sanità, che deve esseregarantita a tutti i cittadini, e sul diritto alla casa».

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