Via Padova, obiettivo riqualificazione: commercianti uniti nell’associazione “Padova Futura”

Gli esercenti chiedono alle autorità di non abbandonarli e si propongono come collaboratori delle forze dell’Ordine. L’Assessore regionale Maullu è al loro fianco

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a cura di Eleonora Ballatori

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Giovedì 18 febbraio, all’angolo fra via Padova e via Giacosa (Milano), si è tenuta una conferenza stampa organizzata dal coordinamento “Vie dello shopping” presieduto da Luigi Ferrario, con la partecipazione di Stefano Maullu, assessore regionale alla Protezione civile/Polizia Locale e dirigente lombardo del Pdl. Alla base dell’incontro il grave episodio avvenuto in via Padova il 13 febbraio scorso e la volontà, da parte degli esercenti di quella difficile zona milanese, di far sentire la propria voce e lanciare un appello alle autorità: «Non abbandonateci». Come spiega il loro portavoce Ferrario, «i commercianti vogliono rimboccarsi le mani ed essere il punto di partenza per una concreta riqualificazione del quartiere». Riqualificazione che, nelle loro intenzioni, dovrebbe partire dalla fondazione di “Padova Futura”, un’associazione che riunisca esercenti regolari italiani e stranieri, uniti dalla missione di diventare veri e propri presidi sociali che garantiscano sicurezza, in collaborazione con polizia e carabinieri. Ferrario ha infatti spiegato come «quello dei commercianti segnalatori alle Forze dell’ordine è un format che è già stato usato in altre parti della città e ha funzionato». Il presidente del coordinamento tiene a sottolineare come siano anche gli esercenti stranieri regolari, in particolare quelli cinesi, a «voler denunciare i delinquenti perché disonorano il loro paese e il loro essere immigrati qui in Italia».

L’assessore Maullu sostiene l’iniziativa e punta il dito anche contro altre piaghe diffuse: quelle dell’abusivismo commerciale e degli alloggi che gli italiani affittano in nero e a prezzi altissimi agli stranieri, i quali sono portati a subaffittare, arrivando così a vivere in condizioni disumane. Secondo l’assessore, per combattere questi problemi «ci vuole più presenza della polizia locale e più rigore nei controlli. Inoltre – continua Maullu – ènecessario investire per la riqualificazione della zona. In questo senso bisogna sfruttare le possibilità offerte dall’Expo e dalla discussione del nuovo Piano di governo del territorio». C’è da dire che il progetto sottoscritto sia da Remo Vaccari (vicepresidente delle Associazioni di via) sia da Luigi Ferrario è ambizioso: attualmente in via Padova ci sono 350 esercizi commerciali, tra cui ancora pochi hanno dato disponibilità di adesione alla nuova associazione, ma il referente per “Padova Futura” Alessandro Valsasina (esercente che vive e lavora nel quartiere dal 1947) è ottimista: «Vogliamo riportare il quartiere di via Padova a quello che era negli anni ’80 e a far rispettare sul serio le già esistenti norme in materia di esercizi commerciali».

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