Giulio Gallera: «Una Regione sempre più vicina»
Sicurezza, misure anticrisi, green economy e valorizzazione dei servizi sanitari. Ecco le mie priorità
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a cura di Loredana Bello
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Giulio Gallera il prossimo 28 e 29 marzo è candidato al Consiglio Regionale della Lombardia. Ha 40 anni, è un avvocato e ha iniziato il suo impegno in politica appena ventenne nei consigli di zona e successivamente a Palazzo Marino dove è stato eletto per tre volte consecutive e dove oggi è Presidente del Popolo della Libertà.
Gallera, perché ha deciso di candidarsi in Regione?
«Da vent’anni con passione, entusiasmo, serietà e determinazione mi occupo della mia città. Amministrare per me vuol dire essere al servizio dei cittadini, ascoltare i loro problemi, comprendere le loro esigenze e rispondere con provvedimenti concreti e tempestivi. Un’attività di governo fatta “a tu per tu” con le persone. È questo modo di intendere e fare la politica che voglio portare in Regione Lombardia, istituzione che per competenze e risorse può incidere significativamente nella vita dei cittadini ed è quindi importante che si avvicini il più possibile alle loro priorità».
La sua attività su cosa punterebbe subito?
«A migliorare ulteriormente la sicurezza delle città. È necessario destinare subito maggiori risorse per rafforzare la presenza sul territorio delle forze del’ordine e assicurare anche una maggiore dignità a tutti coloro che con dedizione svolgono un ruolo fondamentale per la sicurezza di tutti. Ritengo inoltre urgente contrastare l’immigrazione clandestina e favorire invece l’integrazione di tutti quegli immigrati che vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese».
Quali altre priorità prevede il suo programma di lavoro?
«Innanzitutto massimo impegno per sostenere coloro che hanno maggiormente risentito della crisi economica che ha investito tutto il mondo e di cui il 2009, purtroppo, ha visto l’acuirsi».
La sua ricetta anticrisi?
«Prima di tutto un aiuto concreto per far ripartire l’economia. Massimo sostegno a commercianti e artigiani che da sempre hanno fatto da traino all’economia lombarda ma che oggi sono in difficoltà. Penso ad una semplificazione dell’accesso al credito e ad un forte sostegno al made in Italy che è uno dei nostri punti di forza, coinvolgendo direttamente le imprese nella realizzazione di Expo 2015».
Altre iniziative per superare la crisi?
«Al centro della vita politica e istituzionale deve continuare ad esserci solo il cittadino e le sue necessità. È su questa strada che intendo proseguire. Dunque massimo sostegno alle famiglie in difficoltà incentivando l’housing sociale, la costruzione di alloggi di edilizia convenzionata e i bonus affitti. Un aiuto concreto poi anche nei percorsi scolastici, di formazione professionale e di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Credo, poi, sia arrivato il momento di valorizzare alcuni servizi sanitari sul territorio creando, per esempio, strutture sanitarie intermedie per far fronte alle dimissioni precoci dagli ospedali o valorizzando il ruolo sociale e la professionalità dei Medici di Famiglia»
Molti giovani lamentano anche la mancanza di progettualità.
«È comprensibile ed è per questo che ritengo sia urgente favorire l’occupazione stabile dei giovani. Una strada da seguire è quella degli incentivi alle imprese che assumono e che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato. Abbiamo poi tanti giovani che rappresentano delle eccellenze e credo che sarebbe corretto sostenerli, per esempio, con dei prestiti d’onore».
Il suo programma parla anche di green economy, è possibile conciliare economia e ambiente?
«Sono convinto che la nuova frontiera dell’economia sia la nostra capacità di portare avanti la ricerca di profitti unitamente alla tutela del territorio. Sostenibilità per le aziende non significa rinunciare al profitto o sostenere maggiori costi, quanto una crescita nel pieno rispetto dell’ambiente».
