Negli USA e nei Paesi UE si constata oggi come la crisi colpisca fortemente le economie. Nessuno si nasconde più se siamo o meno in recessione perchè era talmente evidente che non si poteva più sottacere tale amara verità. Siamo dunque consapevoli di ciò che dovremo soffrire per tale incresciosa situazione. Piuttosto la domanda che tutti ci poniamo è sul “quanto” durerà la recessione, quanto aumenterà la disoccupazione prima che s’inverta questa cattiva rotta. Quanto si allargherà la fascia di povertà, quando si ricostruirà un nuovo ceto medio.
Quello che vediamo, purtroppo, con i nostri occhi sono i supermercati pieni e noi che non disponiamo delle adeguate risorse per poter comprare ciò che necessita alle nostre famiglie per vivere. E’ evidente che tale situazione di stallo, oltre a creare problemi esistenziali a noi stessi, pone in crisi lo sviluppo, il commercio e l’intero sistema produttivo del nostro Paese.
Il nostro Presidente del Consiglio fa molto bene a discutere con i rappresentati della nostra imprenditoria, ma farebbe ancora meglio se, oltre che con loro, visitasse la nostra gente, dove la stessa vive, per rendersi direttamente conto in quale disastro ci troviamo.

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